Eusebi: "Mensa del povero e solidarity point"

paolo eusebi 3' di lettura Ancona 09/10/2014 - Col cappello in mano. I vecchi e nuovi poveri oramai stazionano ad ogni incrocio di corso Garibaldi. Li trovi fuori dalle chiese, dei supermercati con la pena e la consapevolezza di non poterli aiutare a sufficienza.

A volte ci giriamo dall’altra parte, quasi avessimo timore di specchiarci nel nostro prossimo. Anche perché probabilmente non ci sostiene più lo spirito di quel Padre Guido che nel 1938 aprì la mensa del povero. Soprattutto perché oggi si parla di povertà, di vecchi e nuovi paria, di uomini e donne che si battono con dignità per la sopravvivenza. Scontrandosi spesso con quella carità pelosa che si annida in questa nostra società e che altrettanto spesso guida chi amministra la cosa pubblica.

Prova provata la vicenda della mensa del povero (deve andarsene verso un approdo ...sconosciuto) arrivata in Consiglio comunale grazie anche alla mozione (approvata) di Stefano Tombolini e di altri consiglieri che assieme a lui hanno ritenuto di impegnare sindaco e giunta a convocare un tavolo di consultazione e concertazione con i Responsabili della Mensa dei Poveri, di proprietà dell’Opera Padre Guido, per verificare le vere esigenze e le attuali necessità degli operatori stessi che svolgono quotidianamente il servizio, ampliando il tavolo a tutti i soggetti coinvolti. Questo per poter poi proporre eventuali soluzioni alternative di locali per svolgere l’attività della Mensa in maniera più confortevole, sia per gli utenti che per i volontari; Insomma un tavolo non per mangiare ma per parlare. Come si ricorderà mons. Arcivescovo Menichelli a chiare lettere aveva sostenuto:“chi intende chiudere la mensa deve passare sul mio corpo”.

Giustamente difesa ad oltranza degli ultimi a meno che la comunità non offra valide e più funzionali alternative. Anche perché Ancona, città della solidarietà e dell’accoglienza, non può ne deve vergognarsi di avere i poveri nel suo cuore antico. Ghettizzarli sarebbe questa sì una vera e propria vergogna. Ed allora, per la mensa del povero, in attesa di sapere se il sindaco Valeria Mancinelli intenda davvero passare sul corpo dell’Arcivescovo Edoardo Menichelli, sul futuro di questa storica istituzione ben venga il tavolo di concertazione deciso dal Consiglio comunale. Il discorso da fare, al di là di ogni pur comprensibile ma non condivisibile lamentazione di chi vorrebbe fuori dal centro la mensa per motivi pubblica decenza, è invece quello di garantire a chi utilizza la struttura altri servizi destinati a migliorare la vita di chi non ha più nulla. Pronto a fare con l’Arcivescovo e con tutti gli anconetani di buona volontà e di buon cuore una vera catena umana di protezione e solidarietà davanti alla mensa di Padre Guido qualora il Comune facesse forzature, torno a proporre la creazione di un solidarity point (che detto in inglese fa più innovatori) che con la presenza di un assistente sociale e di un medico in determinate giornate e in certi orari potrebbe ad esempio essere utile.

Perché appunto chi non ha nulla possa trovare un conforto non solo per lo stomaco ma anche per la propria salute. Insomma, ha un senso logico spostare la mensa, che pur soffre per mancanza di spazi, soltanto se la comunità è in grado di garantire ai propri ultimi in aumento delle condizioni di assistenza accettabili. A quel punto la localizzazione (il Comune di strutture non più utilizzate e comunque adattabili ne ha diverse in luoghi che debbono essere facilmente raggiungibili per garantirne la piena fruibilità) sarebbe pur sempre un problema secondario. Poi c'è la questione della morte del centro cittadino della nostra (come la chiama il grande Colella del Donegal) AncoMa. Di come il nostro corso Garibaldi sia lasciato a morire d'inedia nonostante la resistenza “eroica” di alcuni commercianti storici... ma questa è un'altra storia. Vero, sua ....maestà Mancinelli??






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-10-2014 alle 16:03 sul giornale del 10 ottobre 2014 - 1144 letture

In questo articolo si parla di politica, Paolo Eusebi, consigliere regionale

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