“Nuove povertà”, ad Ancona un progetto di welfare partecipato

povertà 20' di lettura Ancona 13/10/2014 - Ancona: la città in... Comune Progetto di welfare partecipato in risposta alle “nuove povertà”. I dettagli dell'iniziativa.

1. Il quadro di riferimento 1.1 La situazione generale In questo periodo storico le nostre città sono chiamate ad affrontare una realtà sempre più complessa ed instabile. La crisi economico-finanziaria ha contribuito, in questi ultimi anni, ad acutizzare una situazione di vulnerabilità, in cui a fronte di un impoverimento economico-materiale, vi è anche una perdita di prospettive future, un aumento di incertezza, una sempre più diffusa precarietà lavorativa che genera e rafforza anche una "pesante" insicurezza sociale. Secondo l'indagine biennale di Bankitalia sui bilanci delle famiglie italiane tra il 2010 e il 2012 il reddito familiare medio in termini nominali è diminuito del 7,3%, mentre la ricchezza media del 6,9%, la povertà è salita dal 14% del 2010 al 16% nel 2012. La Banca d'Italia individua la soglia di povertà con un reddito di 7.678 euro netti l'anno (15.300 euro per una famiglia di 3 persone): un italiano su sei vive con meno di 640 euro al mese. Dallo stesso studio emerge che metà delle famiglie italiane vive con meno di 2.000 euro al mese: in particolare solo una famiglia su due ha un reddito annuo superiore ai 24.590 euro, mentre un 20% conta su un reddito addirittura inferiore ai 14.457 euro (1.200 euro al mese). Il 10% delle famiglie a più alto reddito, invece, percepisce più di 55.211 euro. Gli Enti Locali si trovano, quindi a dovere affrontare quelle che, ormai vengono definite le “nuove povertà”. “Povertà” intesa non solo come una condizione determinata da una carenza di tipo economico, oggettivamente misurabile, ma anche come insieme di fattori complessi e diversificati a causa dei quali l’individuo si sente escluso dalla società, deprivato e depauperato anche nella sfera familiare, culturale, sanitaria, lavorativa ecc.

L’individuo, pertanto senza punti riferimenti stabili, si sente disorientato e non più in grado di riprogettare il proprio futuro. 1.2 La realtà locale: alcuni dati Come evidenziato nella tabella sotto riportata, nel nostro territorio sono in aumento i soggetti che si rivolgono ai servizi perché non più autonomi, con il conseguente aumento di interventi a sostegno di singoli e/o famiglie che non riescono ad essere autosufficienti. Differentemente dal passato, ciò che caratterizza la condizione di bisogno è il suo perdurare nel tempo, generando incertezze socio-economiche non più limitate a particolari situazioni temporanee. Interventi effettuati Anno 2012 Anno 2013 Variazione % Pacchi viveri erogati 904 a 240 famiglie 1.157 a 306 famiglie +28,0% Tetto per tutti - Centro di prima accoglienza per senza fissa dimora (*) n. accoglienze Mensa Suore Padre Guido pasti distribuiti 23.000 25.400 +10,4% Mensa Caritas - pasti distribuiti 17.029 21.437 +25,9% le mancate accoglienze nel cento di prima accoglienza registrate nel corso del 2014 sono ad oggi (*) 500. Questi dati, per quanto parziali, sono in crescente aumento poiché c’è una realtà ancora sommersa e frammentata. Gli ambulatori medici e odontoiatrici della Caritas hanno effettuato nel 2012 circa 780 interventi a beneficio di pazienti che non possono o non vogliono recarsi negli sportelli pubblici. Risulta, inoltre, molte parrocchie forniscono pacchi alimentari ai propri parrocchiani, non sempre conosciuti ai servizi, in quanto fino a poco tempo fa autonomi e in grado di far fronte alle proprie necessità. 2. Il Progetto “Ancona: la città in ....Comune”: una nuova prospettiva per i cittadini della regione marche 2.1 Premessa: un programma in co-progettazione Il sistema dei Servizi Sociali si trova oggi a dover rispondere velocemente a diversi e sempre più complessi bisogni, a fronte di risorse sempre più scarse. La carenza di mezzi ha però suscitato in molti soggetti una reazione positiva, spingendoli alla creazione di nuove collaborazioni per implementare servizi innovativi. E’ in questa ottica che il Comune di Ancona si è fatto promotore di una nuova politica di Welfare Community .

L’amministrazione Comunale ha voluto fortemente coinvolgere e coordinare le agenzie del terzo settore già attive localmente e sul territorio regionale, facendosi promotrice della costituzione di una rete “attiva” impegnata a costruire un circuito di solidarietà, cooperazione e confronto. Lo scopo principale condiviso è quello di trovare soluzioni (co-progettazione) e realizzare le azioni conseguenti (co-realizzazione) per dare risposte concrete ai crescenti bisogni “primari” di tanti cittadini di Ancona e della Regione Marche, italiani o stranieri. Un ulteriore obiettivo, non meno rilevante del precedente, è quello di poter ben sperimentare, attraverso questo metodo partecipativo, nuovi percorsi di collaborazione tra servizi pubblici, volontariato e soggetti del privato sociale in un’ottica non solo di reinserimento ma anche di promozione di politiche di prevenzione dei nuovi bisogni. 2013 -2012 426 soggetti (utilizzo dei posti al 93,7%) 480 soggetti (utilizzo posti al 99,15%) +12,7% 2.2 I soggetti coinvolti Si sono istituiti laboratori di coprogettazione, suddivisi per macroaree di intervento, in cui diverse professionalità, esperienze e risorse si incontrano per costituire una “rete di protezione” a sostegno di quella parte di società fragile, oggi ancora più stremata e sbandata.

A tal fine sono stati coinvolti numerosi soggetti del terzo settore, che ormai da anni rappresentano una realtà attiva nell’erogazione di servizi per il disagio sociale : − ANOLF – Associazione Nazionale Oltre Le Frontiere − AssCoop cooperativa di solidarietà sociale − Associazione Avvocato di strada onlus − C.I.S.L – Confederazione Italiana Lavoratori − Banco Farmaceutico Onlus − Cooperativa La Gemma − Cooperativa L’IRS l’Aurora − Cooperativa COOS Marche − Caritas Diocesana di Osimo-Ancona con l’Associazione SS Annunziata − Servizi di Strada Onlus − Volontariato Vincenziano − GUS – Gruppo Umana Solidarietà “Guido Puletti” Inoltre hanno partecipato ai laboratori anche rappresentanti dell’Università Politecnica delle Marche – Dipartimento di Scienze Economiche e un rappresentante della Croce Rossa Italiana. (Allegato 1: Soggetti partecipanti ai laboratori di co-progettazione e partner progettuali) 2.3 Obiettivo generale del progetto Il lavoro di co-progettazione è stato condotti seguendo alcune linee guida: − Rispondere ai bisogni di sostegno e accompagnamento per un tempo utile a favorire il recupero dell’autonomia della persona e/o del nucleo familiare, evitando la parcellizzazione di interventi per lo più legati all’urgenza e a risposte di tipo assistenziali; − condividere, mettendole in comune, le conoscenze di tutti sui bisogni presenti sul territorio, mappandole per aree di intervento e di interesse, unificando anche il linguaggio e le metodologie di approccio usate precedentemente dai vari attori; − evitare spreco di risorse economiche e professionali agendo in sinergia e raccordo, al fine di ottimizzare i risultati attesi; − creare percorsi di autonomia individuali orientati al sostegno e orientamento di quei soggetti che si trovano in uno stato di fragilità che prevedano però anche una partecipazione attiva degli individui (empowerment) che andrà sempre più incentivata (azioni specifiche a sostegno dell’accompagnamento all’alloggio, al lavoro ecc.); − sensibilizzare tutti i cittadini verso una nuova cultura del welfare promozionale comunitario.

2.4 Le Azioni elaborate dai Laboratori Tematici Dall’intenso lavoro fin qui svolto da tutti i soggetti coinvolti sono scaturiti progetti operativi che hanno dato avvio e/o lo daranno nei prossimi mesi, a servizi che di seguito elenchiamo e presentiamo in dettaglio. Azione Servizi offerti Output attesi Azione 1 Modulo unificato di rete: Informazione e raccordo delle attività e dei servizi attivi sul territorio Campagna di informazione: distribuzione 1.000 volantini Azione 2 Market solidale Servizi di supporto alimentare per 500 nuclei Azione 3 Sistema integrato di accoglienza per persone senza dimora familiari - potenziamento dormitorio invernale (Incremento di 20 posti per la pronta accoglienza nel periodo invernale); - struttura di “seconda accoglienza” (14 posti per uomini con percorsi personalizzati); -struttura autogestione con supporto educativo (10 posti in strutture ad alto livello di autonomia) Azione 4 Farmaco Amico Raccolta e distribuzione di farmaci Azione 5 Disagio Abitativo Azione 6 Inclusione socio – lavorativa - Struttura Co-housing (Collemarino) - appartamenti via redipuglia, e altri del patrimonio comunale Attivazione di 12-14 inserimenti abitativi di nuclei familiari anche in co-housing Creazione di un “Centro per l’integrazione Socio lavorativa per soggetti Vulnerabile” Attivazione di circa 100 percorsi di inclusione socio-lavorativa con formazione, borsa lavoro e supporto al reddito

Azione 1 ACCOGLIENZA E PRESA IN CARICO: MODULO UNIFICATO IN RETE Il progetto prevede un’azione congiunta d’informazione e di raccordo delle attività presenti nel territorio rivolte a persone di passaggio indigenti e per i senza fissa dimora, effettuata a cura dei vari attori aderenti al progetto stesso. I criteri di valutazione del bisogno che saranno applicati e le modalità di accoglienza adottate e condivise saranno le medesime per tutti, massimizzando così l’efficacia dell’azione che avrà come risultato di non duplicare interventi, assicurando un aiuto ad un maggior numero di utenti. Si attiverà una campagna informativa mirata ad intercettare i soggetti più marginali e deboli, tramite la messa a disposizione di una guida contenente tutte le informazioni utili a rispondere ai bisogni primari presenti nella città; tutto ciò, attraverso una distribuzione capillare in punti strategici della città come la stazione ferroviaria, il porto, l’ informa giovani, ecc. Parallelamente sarà avviata una specifica azione di sensibilizzazione e coinvolgimento della cittadinanza per assicurare una corretta conoscenza dei “servizi a bassa soglia” presenti nel territorio. E’ inoltre prevista l’implementazione di un punto informativo denominato “Fuori Binario” all’interno della Stazione Ferroviaria di Ancona. Destinatari: Soggetti donne e uomini senza dimora, in grave disagio abitativo e sociale Azione 2 MARKET SOLIDALE Il servizio garantirà, in uno spazio pubblico facilmente accessibile, l’approvvigionamento di generi alimentari alle famiglie e ai singoli cittadini che non siano più in grado di provvedere in maniera completamente autonoma alla propria sussistenza. Il progetto si propone di realizzare un market solidale cittadino, in cui le famiglie, inviate dalle singole realtà associative, parrocchiali, o dai servizi sociali comunali, possano usufruire, dopo una valutazione positiva della commissione valutante, di un buono valido per “l’acquisto” di viveri, come in un normale supermercato, sostituendo il denaro con dei “punti buono”. Il progetto prende spunto dalla realtà già avviata dalla Associazione SS. Annunziata, che da circa 3 anni porta avanti un minimarket rivolto alle persone residenti nel territorio di competenza della stessa Associazione. Il progetto si pone l’obiettivo di servire 500 nuclei familiari, circa 200 in più di quelli già in carico all’Associazione La realizzazione di questo Market-solidale cittadino consentirà un efficace potenziamento dell’offerta dei generi alimentari ai cittadini in difficoltà (dagli attuali 300 nuclei ai previsti 500) Destinatari: Famiglie residenti, in momentanea situazione di difficoltà economica. Obiettivi specifici: − Garantire un sostegno alimentare alle famiglie residenti nel territorio in momentanea condizione di povertà di tipo economico. − Realizzare un unico market cittadino che garantisca equità e giustizia nella distribuzione dei viveri, rivolta agli indigenti. − Stimolare l’autonomia delle famiglie coinvolte nel progetto, sostituendo il pacco viveri, spesso mero strumento assistenziale, con l’erogazione di un buono spesa, dando alle famiglie stesse autonomia nelle scelte di gestione dell’economia domestica (anche mirato a soddisfare le esigenze in base alla composizione del nucleo familiare- anziani, minori, ecc).

Azione 3 SISTEMA INTEGRATO DI ACCOGLIENZA PER PERSONE SENZA DIMORA Un percorso innovativo sarà realizzato coordinando il servizio di “pronta accoglienza” con uno successivo di “seconda accoglienza” per soggetti italiani e non, in acclarata difficoltà, senza dimora, privi di risorse parentali ed economiche, ecc. In particolare si realizzerà: 1. il potenziamento per il periodo invernale (dicembre/marzo) di un centro di prima accoglienza che consentirà di assicurare il servizio raddoppiando il numero di ospiti (da 20 posti attuali a 40) 2. l’istituzione di un nuovo servizio di accoglienza finalizzato all’ospitalità, in un gruppo appartamento che prevede la presa incarico dei servizi e l’attivazione di un percorso individualizzato per ogni ospite, per l’acquisizione degli strumenti necessari ad un’autonomia di vita ( per max 14 soggetti- uomini residenti e non, anche provenienti dai servizi sopra descritti); sono già state individuate alcune strutture da dedicare allo scopo: un appartamento –Caritas e un appartamento del Comune di Ancona. 3. una sperimentazione di co-housing per soggetti privi di risorse economiche, presenti nel nostro territorio che con l’aiuto di un ente gestore possano provare nuove forme di autogestione e convivenza. Obiettivi specifici: − potenziare l'accoglienza durante il periodo invernale − garantire presa in carico nel medio periodo per persone in grado di sostenere un percorso di autonomia − implementare un sistema di collaborazione tra i diversi servizi di accoglienza abitativa e quelli territoriali

odalità di intervento:

a. CASA DI ACCOGLIENZA INVERNALE Per fronteggiare una situazione sempre più complessa a sostegno di un aumento delle povertà estreme, nasce l’esigenza di potenziare l’accoglienza dei senzatetto (uomini adulti senza dimora abituale o di passaggio per la città) nel periodo invernale, prevedendo l’apertura di una struttura per il periodo invernale(da novembre ad aprile) . Nel periodo invernale le richieste al Dormitorio Cittadino sono sempre in aumento e le mancate accoglienze rendono necessario il potenziamento dei 20 posti garantiti al “Tetto per tutti”.

b. STRUTTURA DI SECONDA ACCOGLIENZA Sono state individuate allo scopo due strutture, una messa a disposizione dell’Amministrazione Comunale ed una dalla Caritas con ospitalità fino a 14 posti, rivolta a uomini adulti senza dimora abituale, italiani o stranieri, residenti o non nel Comune di Ancona, che non hanno risorse socio-economiche per potersi rendere autonomi e che si trovano in condizione transitoria, di necessità o di emarginazione, ma che si sono resi disponibili ad un percorso di reinserimento sociale.

c. STRUTTURA DI ACCOGLIENZA AD ALTO LIVELLO DI AUTONOMIA Apertura di una struttura per uomini adulti senza dimora abituale, che si trovano da un periodo medio-lungo nel nostro territorio ma che non hanno risorse socio-economiche per poter essere autonomi e temporaneamente si trovano in condizioni di necessità o di emarginazione. Con l’Obiettivo di garantire, a questi soggetti, una seconda accoglienza, attraverso la forma della coabitazione autogestita, coadiuvati da un ente del privato sociale, che possa guidarli e sostenerli attraverso la formula dell’auto-recuperaro e l’auto-gestione di una struttura residenziale.

Azione 4 FARMACO AMICO È un servizio mirato a garantire la fornitura di farmaci alle persone indigenti, attraverso il tentativo della raccolta di farmaci validi e non ancora scaduti (possono essere raccolti farmaci fino a otto mesi dalla scadenza). Questo progetto nasce dalla collaborazione con BANCO FARMACEUTICO e mira al coinvolgimento di tutta la cittadinanza insieme ad alcune farmacie locali. L’obiettivo del progetto è quello di attivare un’adeguata raccolta dei farmaci che saranno poi ridistribuiti ad Associazioni od Enti precedentemente selezionati e in grado di assicurare il corretto impiego degli stessi. La finalità di assicurare il miglioramento della qualità della vita a persone in situazione di bisogno si accompagna alla realizzazione di un significativo risparmio delle risorse. Destinatari: Persone prive di assistenza sanitaria e/o in stato di indigenza. Obbiettivi generali: − miglioramento dello stato di salute della popolazione indigente del Comune di Ancona attraverso la lotta alla povertà sanitaria. − Risparmio della spesa sanitaria dovuta a farmaci. − Riduzione dell’inquinamento da farmaci e riduzione della spesa per lo smaltimento dei farmaci scaduti.

Azione 5 DISAGIO ABITATIVO Si prevede la realizzazione di “percorsi condivisi” di accompagnamento all’alloggio, attraverso la forma del co-housing sociale, per quei soggetti e/o famiglie residenti, privi di risorse, economiche e familiari, sufficienti per raggiungere o mantenere un’autonomia abitativa nell’immediato. È prevista l’ospitalità di oltre 15 nuclei familiari in emergenza abitativa da accogliere in strutture del patrimonio Comunale o del Volontariato locale, assegnate e gestite “ in rete” con uno specifico progetto di pronto intervento in favore di soggetti colpiti da sfratti esecutivi per morosità incolpevole o emergenza. Destinatari I nuclei familiari o adulti singoli residenti nel territorio comunale, in carico al Servizio Sociale la cui situazione di disagio abitativo è dovuta principalmente alla perdita del lavoro del Capo Famiglia, privi di una rete parentale e amicale con le quali reperire una soluzione autonoma al problema. Obiettivi generali − Garantire l’accoglienza abitativa a quei soggetti residenti privi di risorse economiche e familiari attraverso la sinergia con il volontariato locale, aumentando e moltiplicando le risorse locali da destinare all'abitare sociale attraverso percorsi di accompagnamento all’autonomia abitativa. − Creazione di una rete di sostegno per i soggetti accolti attraverso il coinvolgimento di tutta la realtà locale (in sinergia anche con gli altri laboratori). Tale azione è già stata avviata nei mesi scorsi.

Azione 6 INCLUSIONE SOCIO LAVORATIVA Centro per l’Integrazione Socio-lavorativa L’Azione 6 nasce dall’idea di creare una reale condivisione di progetti e un reale collegamento e/o integrazione tra i soggetti che nel territorio cittadino si occupano di inserimenti lavorativi, borse lavoro ecc. In questi ultimi anni di crisi socio-economica e di riduzione dei trasferimenti nazionali e locali, le risorse per le borse lavoro sono comunque rimaste importanti e gli effetti giudicati efficaci, pur con una forte presa di posizione in merito alla necessità di una presente e competente attività di tutoraggio. Nel comune di Ancona e nei territori limitrofi non esistono tavoli istituzionali (pubblico-privati) che governino e/o prendano in carico tutti questi progetti. Esiste un’auto/mutua organizzazione sulla base di specifici progetti (Centro per il Lavoro Guidato Comune di Ancona, Associazione Contatto,...) che si basa sulle professionalità e risorse di gruppi limitati di attori. L’intento è quello di prevedere l’istituzionalizzazione di un “centro per l’integrazione socio- lavorativa di persone vulnerabili” con lo scopo di migliorare e coordinare gli interventi di inclusione socio-lavorativa di persone svantaggiate. L’Azione prevede l’attivazione di percorsi in favore di circa 90-100 soggetti e, più specificatamente: − realizzazione di corsi di formazione (con qualifica professionale e/o di specializzazione) per circa 35/40 soggetti in collaborazione con Enti abilitati; − inserimenti lavorativi con borse lavoro per 40/45 soggetti con situazione di disagio sociale ed economico della durata di 3/6 mesi; − assegnazione di una “Bonus lavoro” per la realizzazione di microprogetti (ottenere patenti, fare abbonamenti, ecc. ) per 25/30 soggetti. Il Centro si orienterà nella scelta dei settori di intervento su cui operare analizzando sul territorio marchigiano la realtà economica delle imprese le loro esigenze di inserimento lavorativo in quanto a professionalità richieste; questo naturalmente al fine di svolgere una azione veramente efficace monitorando costantemente il mercato del lavoro.

Obiettivi generali: - Migliorare l’erogazione degli interventi rivolti all’inclusione socio-lavorativa di persone appartenenti alle categorie vulnerabili (soggetti in carico ai servizi, con disagio socio economico e difficilmente reinseribili nel mercato del lavoro e per i quali non sono previste altre possibilità di interventi), siano esse residenti o domiciliate nel territorio anconetano, attraverso la creazione di un centro permanente e centralizzato per la progettazione e la realizzazione di percorsi di inserimento socio-lavorativi mirati. L’integrazione lavorativa deve essere concepita come uno degli obiettivi di un processo di presa in carico che consideri la persona nella sua globalità e in grado di formulare un progetto personalizzato, teso alla valorizzazione delle capacità e potenzialità dell'individuo. - Elaborare uno strumento (tavolo di coordinamento, cabina di regia, gruppo operativo, etc) che permetta il governo "centralizzato" e condiviso delle azioni di raccolta delle risorse, valutazione dei casi, attuazione dei percorsi di inserimento/reinserimento socio-lavorativo delle persone vulnerabili, anche riadattandoli nel tempo evitando sovrapposizioni o interventi non significativi. In particolare s’intende: − Sviluppare e consolidare sinergie di rete tra soggetti del privato sociale, enti pubblici, enti di formazione, associazioni di categoria ed imprese, OO.SS., Università ed enti coinvolti a vario titolo nella progettazione organica ed implementazione di percorsi per l’inserimento lavorativo di soggetti vulnerabili e difficilmente occupabili; − Creare un’equipe multidisciplinare, con professionalità specifiche legate all’ente di appartenenza degli operatori; − Mettere a punto una metodologia per l’inserimento di persone in situazione di vulnerabilità che funga da binario sul quale innestare i percorsi individualizzati; − Individuare un percorso socio-educativo di sostegno che funga da attivatore delle risorse personale di ogni soggetto, riconoscendo nell’attività lavorativa una vera funzione “riabilitante”. − Sensibilizzare la comunità locale sul tema dell’inclusione socio-lavorativa, suscitando anche l’interesse della compagine politica; − Reperire fondi e disponibilità a largo raggio; − Sviluppare percorsi formali di integrazione tra pubblico e privato al fine di ridurre la frammentazione dei percorsi/progetti di inserimento socio-lavorativo delle persone vulnerabili.

Tab.1 Progetto Con..tatto2 Terzo settore CIOF Servizi Sociali TERRITORIO CENTRO PER L’INTEGRAZIONE SOCIO-LAVORATIVA DI PERSONE VULNERABILI Coordinamento delle risorse nel territorio Accoglienza della domanda dei soggetti da inserire Attivazione del percorso personalizzato Tavolo di coordinamento Gruppo tecnico - INSERIMENTI LAVORATIVI - CORSI DI FORMAZIONE - BONUS LAVORO

2.5 Tempi di realizzazione del Progetto Alcuni dei servizi presentati sono già in fase di attuazione (ad esempio quelli sulla coabitazione e sui servizi informativi) e/o saranno operativi del tutto entro settembre 2014 (Banco Farmaceutico, Market solidale) altri necessitano di tempi più lunghi per la realizzazione prevista fine 2014-inizio 2015. Tutte le azioni descritte avranno una durata variabile tra i 12 o 18 mesi.

2.7 Sostenibilità e riproducibilità L’emergenza e la grave situazione socio-economica fortemente intensificata in questi ultimi mesi, ha in qualche modo accelerato l’attuazione di tale progettazione, tanto che allo stato attuale alcune delle attività previste dal progetto sono già in fase di realizzazione e non hanno previsto un aumento dei costi di gestione. Lo spirito con cui l’Amministrazione Comunale ha intrapreso questo nuovo progetto è stato quello di tentare di modificare il tipo di sistema di riferimento passando da un sistema di protezione sociale ad un sistema di “Welfare di Community”. Un modello, questo, in cui si modificano profondamente i rapporti tra le istituzioni, la società e il terzo settore, in cui ogni soggetto è chiamato al protagonismo, attraverso un percorso di auto- organizzazione e autodeterminazione fondata su valori della solidarietà, coesione sociale e del bene comune. La creazione di una rete di operatori pubblici e privati che collabora attivamente per la promozione di progetti innovativi del sistema dei servizi socio-assistenziali, ha sicuramente tra gli scopi quello di coadiuvare le risorse, garantire la sostenibilità economica, condividere le scelte, sostenendo il protagonismo e la responsabilizzazione della comunità locale, riducendo così anche la quota di interventi risarcitori o compensativi per favorire l'inclusione comunitaria e sociale. Accanto a ciò, l’Amministrazione ha posto una forte attenzione verso questo nuovo percorso agendo sulle programmazioni delle politiche non solo a livello locale (prevedendo nel prossimo bilancio Comunale dei fondi specifici per tale progetto) ma anche a livello Regionale avendo la nostra città spesso un ruolo catalizzatore delle problematicità non solo di soggetti residenti ad Ancona ma anche in altre province e Regioni italiane (sono in atto delle concertazioni direttamente con i referenti regionali per prevedere di incidere nelle programmazioni economiche regionali direttamente a sostegno del progetto).






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-10-2014 alle 00:34 sul giornale del 13 ottobre 2014 - 3042 letture

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