Fondi UE per il waterfront di Ancona, la Regione non ha notizie precise sul piano esecutivo del Comune

paola giorgi 4' di lettura Ancona 25/10/2014 - L’assessore al Porto Paola Giorgi fa chiarezza su iter e procedure: “Noi abbiamo fatto e facciamo la nostra parte, sono ottimista, ma aspetto il lavoro progettuale dell’Amministrazione municipale del capoluogo”.

La pioggia di soldi dall’Europa volta a far finalmente fiorire il waterfront del porto storico di Ancona potrebbe, o meglio dovrebbe arrivare, ma è importante che l’Amministrazione municipale del capoluogo dorico studi e pianfichi. A due giorni dalle iper ottimistiche dichiarazioni dell’assessore comunale al Porto Ida Simonella – “Quelle risorse ci sono, possono essere impegnate per la valorizzazione turistica di quell’area” – la collega con stessa delega in Regione, Paola Giorgi, pur sposando un certo ottimismo, fa chiarezza e mette pragmaticamente i puntini sulle i. Non solo entrando nei dettagli di iter e tempistica, ma spiegando che “la Regione, che sta facendo tutta e fino in fondo la sua parte, si aspetta in prospettiva che la Giunta comunale di Ancona continui a lavorare come sta facendo per definire un piano esecutivo, dei cui orientamenti e contenuti per ora sappiamo poco o niente”.

Già, il piano esecutivo comunale. L’obiettivo, importantissimo e strategico per la città e la sua area vasta, è quello di realizzare un percorso pedonale capace di valorizzare tutta la zona monumentale e archeologica fronte mare che va dalla base della Vecchia Lanterna settecentesca fino alla Mole Vanvitelliana, passando per gli Archi di Traiano e Clementino, la medievale Casa del Capitano, i resti del porto romano di epoca augustea. Un obiettivo per raggiungere il quale occorrono soldi, e qui entra in gioco la decina di milioni di fondi europei attesi, ma soprattutto un progetto vero, di peso specifico altrettanto importante e strategico. I dettagli tecnico-procedurali. Attualmente l’assessore regionale al Porto (e anche alle Politiche comunitarie) Paola Giorgi e la sua equipe di funzionari, stanno “negoziando” con la Commissione dell’Unione Europea - da cui hanno ricevuto alcune osservazioni restrittive e formali - l’ammissibilità dei progetti finanziabili.

“Come assessore, e quindi mi aspetto come Giunta regionale, stiamo definendo i particolari per promuovere tre progetti, di cui uno per il waterfront di Ancona e uno per lo sviluppo dell’ex sito industriale Carbon di Ascoli Piceno (riconversione nel Nuovo polo tecnologico Ascoli 21?, ndr.) – spiega la Giorgi – Perché questi progetti, che abbiamo inserito nel nostro Piano per il Fondo europeo di sviluppo regionale (Por – Fesr), godono già di una definizione di massima tale da poter ambire ad una quota dei complessivi 300 milioni di euro del Programma comunitario di sviluppo economico 2014 -2020 e in parte del fondi europei Fse per la formazione e l’occupazione”.

“Entro fine 2014 inizio 2015 – continua l’assessore Giorgi - la negoziazione con la Commissione Europea dovrebbe concludersi quasi certamente in modo positivo, anche in considerazione del fatto che la UE considera le Marche tra le regioni europee più sviluppate, e in tal caso i due progetti otterranno una sorta di bollino blu dalla Commissione Ue”.

Bollino Blu, ovvero 20 milioni di euro, di cui 11 circa per il waterfront di Ancona teoricamente sul piatto. Perché teoricamente? Non tanto perché nel frattempo l’azione della Giorgi e della Giunta di cui fa parte dovranno essere approvate dal Consiglio regionale, un passaggio che si dà quasi per scontato. Né perché i progetti del Por Fesr Marche, come è molto probabile, dovranno vincere una gara pubblica, infatti anche per questo aspetto si è molto ottimisti.

Ma perché dall’anno prossimo - restando al futuro del fronte mare del porto dorico – il Comune di Ancona dovrà darsi da fare per presentare un progetto esecutivo, onde non vanificare tutto il percorso descritto. Ma sullo stato dell’arte riguardo il progetto esecutivo del Comune per il waterfront si sa ancora molto poco. L’assessore comunale al Porto, Simonella, e il sindaco Valeria Mancinelli, infatti, hanno ufficializzato solo due paletti e una ipotesi (rispettosi delle previsioni urbanistiche del vigente Piano regolatore del Porto, peraltro in scadenza nel 2015): realizzazione di un parcheggio nell’area dell’ex Istituto Nautico; abbattimento della palestra e del plesso dei laboratori della stessa scuola per dare più visibilità agli scavi archeologici dell’antico scalo romano; ipotesi di costruire un edificio (ad uso residenziale e servizi) sospeso sull’archeo-sito.

Diverso quanto a speditezza il “passo” dell’Autorità Portuale (AP). Che già nell’aprile scorso ha presentato il suo piano “Ancona Open” - forte di di 7,5 milioni di euro già assicurati e di step in quanto a tempistica ben fissati - per realizzare un nuovo polo crocieristico in zona banchina 4/molo nord, cioè a due passi dall’Arco di Traiano e dall’area monumentale-archeologica del porto storico. Di più. Sempre in vista della concretizzazione del “sogno waterfront”, ieri (venerdì) l’AP ha aperto le buste di gara per appaltare i lavori di restauro delle mura e del residuo tratto di corridore storici (parte del lavoro complessivo è già da tempo stato ultimato) che vanno dall’Arco Clementino alla Rotonda.


di Giampaolo Milzi
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Questo è un articolo pubblicato il 25-10-2014 alle 01:47 sul giornale del 25 ottobre 2014 - 1334 letture

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