Polizia municipale, Raschia (Fp Cgil): "Il Sindaco incontri il Corpo"

polizia municipale 5' di lettura Ancona 26/10/2014 - La notizia di queste ore (liquidazione del salario accessorio sospesa ai vigili) riporta in primo piano l’irrisolta vertenza in municipio che -come si vede- continua ad alimentarsi di comportamenti largamente inadeguati. Il rischio di un’escalation del conflitto è concreto. Si fa francamente fatica a comprendere le ragioni di queste decisioni insensate, che denotano superficialità, perfino disinteresse per le possibili conseguenze.

Servirebbe buon senso, capacità relazionali, ascolto: qualità che, duole dirlo, purtroppo difettano. Ci si domanda per quale ragione il Sindaco non si decida ad assumere provvedimenti adeguati. Valeria Mancinelli non perde occasione, giustamente, per ribadire il valore delle relazioni sindacali -parole più volte ascoltate-, ma la realtà è diversa! Su una questione come questa -per rimanere al caso- cos’ha impedito una comunicazione preventiva, un veloce scambio di opinioni, un minimo un confronto? Tutto sembra continuare come prima, con atteggiamenti forieri di nuovi guai. È davvero inspiegabile e senza giustificazioni plausibili. Lunedì sarà chiesto conto di decisioni che definire “strampalate” è dir poco. Dopo di che sarà necessario valutare il da farsi. Si auspica che prevalga finalmente il senso di responsabilità. Evidentemente non ci si rende conto del passaggio delicato che, in particolare, attraversa la Polizia Municipale. Uno stato di disagio che richiede attenzione, in primo luogo, da parte dell'Amministrazione: ne ha la diretta responsabilità e nell'ultimo periodo -un periodo lungo- non ha sempre dato prove di un esercizio adeguato. Non c'è dubbio: pesa l’aver sprecato preziose occasioni. Adesso non c’è altro tempo da perdere: occorre concentrarsi su iniziative utili da assumere. Per quanto ci riguarda, non abbiamo alcuna intenzione di rassegnarci, men che meno a convivere con una gestione dell’Ente, più in generale, che continua ad esercitarsi nel solco tristemente noto, purtroppo, quello che ha segnato il fallimento dell’amministrazione Grammillano. Se tutti si decidessero a tirare dalla stessa parte... sarebbe già un gran bel risultato. Già questo, un minimo di collaborazione, potrebbe favorire il cambio di passo. Ogni timido sforzo, invece, s'infrange puntualmente contro ostacoli frapposti da un modo burocratico, arcaico di interpretare la delicata funzione gestionale.

Discorso a parte, meriterebbero gli ultimi avvenimenti che esulano, però, dall'ordinario: vicende all'esame della magistratura chiamata a chiarire fatti e responsabilità. Non resta, dunque, che auspicare una rapida conclusione, soprattutto chiarezza, a tutela dell'amministrazione pubblica che deve garantire il Bene Comune; e -nello stesso tempo- tutti quegli operatori che quotidianamente si caricano di responsabilità nel far funzionare la macchina comunale. Ciò premesso, non c'è dubbio che i recenti accadimenti hanno determinato un senso di smarrimento, che aggrava il quadro già noto di malessere. I germi vengono da lontano. Come non ricordare la gestione assai problematica anni ’90, l'allontanamento del comandante, la sostituzione con un funzionario che ha saputo -pur in una fase travagliata- tenere unito il Comando, nonostante polemiche e robuste bordate, senza che ciò minassero funzionalità e integrità della PM, capace di rappresentare un solido punto di riferimento nell'azione dell'amministrazione dorica. Poi, l'incarico coperto con mobilità esterna (Fulgi); cui è seguito quello al vice comandante; poi l’abortita procedura di mobilità, conclusa il giorno prima dell'insediamento del nuovo Sindaco, che -forse proprio per questo- non deve aver apprezzato il tempismo.

In quel periodo, giungevano a scadenza contratti di lavoro, per salvare i quali la FP CGIL ha provocatoriamente proposto di rinunciare al dirigente per destinare le risorse ai precari. Ma il Sindaco evidentemente aveva già deciso per la prima ipotesi, scartando la seconda. Infine, con il pensionamento di Paolini, l'arrivo di Fioranelli. Nel frattempo, la situazione si è fatta più critica: da 125 addetti il Comando è sceso a 88 unità, la cui età media consiglierebbe investimenti, non certo favoriti dagli attuali vincoli. A questo deve aggiungersi le domande di mobilità, inoltrate da operatori che chiedono il trasferimento, segno inequivocabile di un clima che mina l’ambiente. Un sintomo di una stanchezza "antica", più generale, che appesantisce gli ingranaggi di tutta la macchina comunale, causa la gestione sconsiderata che, anziché valorizzare le persone, preferisce mortificarle. In questa condizione, il personale continua incessantemente a profondere il meglio delle proprie energie per restituire un'immagine positiva dell’ente, e qualità ai servizi decisivi per la vita della comunità. Dopo un inizio folgorante -via direttore-segretario generale e nuovo incarico con il mandato prioritario di impostare corrette relazioni sindacali-, l’attività sembra segnare il passo.

L'impressione che si ricava è di un generale calo di tensione: ciò che, invece, è proprio indispensabile -assieme a un chiaro disegno e a una forte volontà- per modificare in modo profondo comportamenti e struttura organizzativa. I "risultati" si vedono: tutto sembra procedere in perfetta continuità con un passato da cui non ci si libera! I rapporti, già tesi e complicati, peggiorano. Qualche fatto positivo è lasciato “al fai da te” di quei pochi dirigenti che continuano a non perdersi d'animo. Impresa affatto semplice in questo quadro. Per rimettersi in carreggiata, ora più che mai, servono atti concreti che diano finalmente il senso di una rinnovata volontà di cambiamento. Prima di tutto, il Sindaco -responsabile dell’esercizio di funzioni di Polizia locale- si rechi al Comando per incontrare tutto il Corpo. Una presenza opportuna per contribuire a superare un momento difficile.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-10-2014 alle 23:31 sul giornale del 27 ottobre 2014 - 1277 letture

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