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POLITICA |
di Enrico Fede
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Luca Ceriscioli: il cambiamento che verrà nella sanità |
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"Il cittadino al centro del cambiamento" nel programma di politica sanitaria di Luca Ceriscioli. Il candidato alle primarie di centrosinistra, domenica mattina all’NH Hotel di Ancona, ha chiesto la creazione di una nuova sanità, fatta di collaborazione e condivisione tra operatori e istituzioni “Il cittadino al centro del cambiamento”. È questo il programma di politica sanitaria di Luca Ceriscioli. Il candidato alle primarie di centrosinistra, domenica mattina all’NH Hotel di Ancona, ha chiesto la creazione di una nuova sanità, fatta di collaborazione e condivisione tra operatori e istituzioni nella ricerca delle problematiche e nell’elaborazione di progettività e strategie. L’ex sindaco di Pesaro lamenta una forte omertà da parte della Regione nel far conoscere il problema, nascondendo sotto una tela dorata la realtà dei fatti e sostiene la necessità di superare le incomprensioni del cittadino rispetto al sistema sanitario vigente, fatto di tempi lunghi, attese e disorganizzazione post ospedaliera. Imprime quindi cinque punti fondamentali su questo aspetto: ridurre la mobilità passiva, accorciare i tempi d’attesa, migliorare la qualità, sviluppare la collaborazione tra i diversi servizi e favorire la collaborazione dei territori nel percorso della salute. Solo dalla condivisione tra tutti i settori, dall’agricoltura allo sport, ai trasporti, fino all’università si può creare un nuovo sistema ben oliato, perché “Parlare di salute significa pensare al futuro di una comunità salda e competitiva”. È però Roberto Amici (responsabile del Tribunale della Sanità per le Marche) a denunciare dettagliatamente i problemi della sanità pubblica in regione: liste d’attesa lunghissime senza proposte di soluzione, abbandono del paziente nella fase di post ospedalizzazione e disinformazione dei cittadini. Tuona contro l’attuale amministrazione regionale: “Spacca è molto occupato ad ascoltare solo se stesso. Io stimo Marcolini, ma come può dire che ci sarà quella discontinuità che chiediamo, lui che è stato assessore alle finanze e alla cultura? I consiglieri regionali sono molto più interessati ai loro cellulari e tablet che agli esposti dei cittadini e questo contribuisce a creare quel distacco con le istituzioni di cui oggi meno che mai si sente il bisogno”. La sua richiesta al professore di matematica è quella di evitare i tagli “alla Mezzolani-Monti” e perseguire l’idea di un “governo clinico”, cioè basato sulle competenze, sulla valorizzazione e sul controllo delle strutture e sulla collaborazione tra cittadini, operatori e privati. Proprio sulla necessità di evitare i tagli indiscriminati intervengono Massimo Mezzabotta (Presidente regionale Anpas) e Fabio Cecconi (presidente C.R.I. Marche), che si sentono abbandonati quando chiedendo all’ASUR i rimborsi necessari alle attività di assistenza volontaria si trovano di fronte all’impossibilità di riceverli a causa del tetto massimo di pagamenti imposto dalla Regione. A ciò Riccardo Sestili (responsabile di 118) aggiunge la richiesta di soluzione ai problemi di organizzazione logistica del sistema di emergenza sanitaria e di corretto rapporto tra territorio e ospedale, su cui le Marche si troverebbero indietro di una decina d’anni rispetto ad altre regioni. Segue un intervento commosso di Rossana Scaramuzzo (presidente dell’IPASVI regioale) per essere stata chiamata per la prima volta a rappresentare alle amministrazioni i pareri degli infermieri, la classe di lavoratori definita dal moderatore Giovanni Cardoni “il pilastro portante del sistema sanitario”. Ceriscioli non dimentica la delicata questione Salesi, su cui intervengono la presidentessa delle patronesse, Milena Fiore, in lacrime per il destino a cui la politica ha condannato l’Ospedaletto, l’assessore alle politiche sociali Emma Capogrossi, indignata per l’utilizzo scorretto dei fondi – che per Renato Galeazzi (preoccupato anche per l’I.N.R.C.A.) ci sono – e il sindaco Mancinelli. Il primo cittadino attacca ancora una volta - in quella che rischia di sembrare una battaglia personale – Marcolini e Spacca: “Perché se non ci sono fondi si sono spesi due milioni per la palazzina dell’ASUR a Fabriano e si spendono ottocentomila euro l’anno per il suo affitto a un privato? E l’urgenza di trasferire il Salesi da dove viene? C’è bisogno di collaborazione, non delle balle di Marcolini e Spacca, che non stanno facendo altro che cercare di guadagnare tempo. Marcolini smetta di avere un approccio giolittiano e si aggiorni. Noi manteniamo i valori del PD ma proponiamo un’alternativa alla vecchia classe dirigente”. Non risparmia nemmeno Giacomo Bugaro per essere un troppo facile voltagabbana e Giovanni Maggi, considerandolo bravissimo come dj, meno come politico. Il suo appello è di votare il “sindaco delle Marche” per il motivo che propone lui stesso: il cambiamento. |
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POLITICA
Luca Ceriscioli: il cambiamento che verrà nella sanità
"Il cittadino al centro del cambiamento" nel programma di politica sanitaria di Luca Ceriscioli. Il candidato alle primarie di centrosinistra, domenica mattina all’NH Hotel di Ancona, ha chiesto la creazione di una nuova sanità, fatta di collaborazione e condivisione tra operatori e istituzioni
“Il cittadino al centro del cambiamento”. È questo il programma di politica sanitaria di Luca Ceriscioli. Il candidato alle primarie di centrosinistra, domenica mattina all’NH Hotel di Ancona, ha chiesto la creazione di una nuova sanità, fatta di collaborazione e condivisione tra operatori e istituzioni nella ricerca delle problematiche e nell’elaborazione di progettività e strategie. L’ex sindaco di Pesaro lamenta una forte omertà da parte della Regione nel far conoscere il problema, nascondendo sotto una tela dorata la realtà dei fatti e sostiene la necessità di superare le incomprensioni del cittadino rispetto al sistema sanitario vigente, fatto di tempi lunghi, attese e disorganizzazione post ospedaliera. Imprime quindi cinque punti fondamentali su questo aspetto: ridurre la mobilità passiva, accorciare i tempi d’attesa, migliorare la qualità, sviluppare la collaborazione tra i diversi servizi e favorire la collaborazione dei territori nel percorso della salute. Solo dalla condivisione tra tutti i settori, dall’agricoltura allo sport, ai trasporti, fino all’università si può creare un nuovo sistema ben oliato, perché “Parlare di salute significa pensare al futuro di una comunità salda e competitiva”.
È però Roberto Amici (responsabile del Tribunale della Sanità per le Marche) a denunciare dettagliatamente i problemi della sanità pubblica in regione: liste d’attesa lunghissime senza proposte di soluzione, abbandono del paziente nella fase di post ospedalizzazione e disinformazione dei cittadini. Tuona contro l’attuale amministrazione regionale: “Spacca è molto occupato ad ascoltare solo se stesso. Io stimo Marcolini, ma come può dire che ci sarà quella discontinuità che chiediamo, lui che è stato assessore alle finanze e alla cultura? I consiglieri regionali sono molto più interessati ai loro cellulari e tablet che agli esposti dei cittadini e questo contribuisce a creare quel distacco con le istituzioni di cui oggi meno che mai si sente il bisogno”. La sua richiesta al professore di matematica è quella di evitare i tagli “alla Mezzolani-Monti” e perseguire l’idea di un “governo clinico”, cioè basato sulle competenze, sulla valorizzazione e sul controllo delle strutture e sulla collaborazione tra cittadini, operatori e privati. Proprio sulla necessità di evitare i tagli indiscriminati intervengono Massimo Mezzabotta (Presidente regionale Anpas) e Fabio Cecconi (presidente C.R.I. Marche), che si sentono abbandonati quando chiedendo all’ASUR i rimborsi necessari alle attività di assistenza volontaria si trovano di fronte all’impossibilità di riceverli a causa del tetto massimo di pagamenti imposto dalla Regione. A ciò Riccardo Sestili (responsabile di 118) aggiunge la richiesta di soluzione ai problemi di organizzazione logistica del sistema di emergenza sanitaria e di corretto rapporto tra territorio e ospedale, su cui le Marche si troverebbero indietro di una decina d’anni rispetto ad altre regioni. Segue un intervento commosso di Rossana Scaramuzzo (presidente dell’IPASVI regioale) per essere stata chiamata per la prima volta a rappresentare alle amministrazioni i pareri degli infermieri, la classe di lavoratori definita dal moderatore Giovanni Cardoni “il pilastro portante del sistema sanitario”.
Ceriscioli non dimentica la delicata questione Salesi, su cui intervengono la presidentessa delle patronesse, Milena Fiore, in lacrime per il destino a cui la politica ha condannato l’Ospedaletto, l’assessore alle politiche sociali Emma Capogrossi, indignata per l’utilizzo scorretto dei fondi – che per Renato Galeazzi (preoccupato anche per l’I.N.R.C.A.) ci sono – e il sindaco Mancinelli. Il primo cittadino attacca ancora una volta - in quella che rischia di sembrare una battaglia personale – Marcolini e Spacca: “Perché se non ci sono fondi si sono spesi due milioni per la palazzina dell’ASUR a Fabriano e si spendono ottocentomila euro l’anno per il suo affitto a un privato? E l’urgenza di trasferire il Salesi da dove viene? C’è bisogno di collaborazione, non delle balle di Marcolini e Spacca, che non stanno facendo altro che cercare di guadagnare tempo. Marcolini smetta di avere un approccio giolittiano e si aggiorni. Noi manteniamo i valori del PD ma proponiamo un’alternativa alla vecchia classe dirigente”. Non risparmia nemmeno Giacomo Bugaro per essere un troppo facile voltagabbana e Giovanni Maggi, considerandolo bravissimo come dj, meno come politico. Il suo appello è di votare il “sindaco delle Marche” per il motivo che propone lui stesso: il cambiamento.
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Luca Ceriscioli: il cambiamento che verrà nella sanità
"Il cittadino al centro del cambiamento" nel programma di politica sanitaria di Luca Ceriscioli. Il candidato alle primarie di centrosinistra, domenica mattina all’NH Hotel di Ancona, ha chiesto la creazione di una nuova sanità, fatta di collaborazione e condivisione tra operatori e istituzioni
“Il cittadino al centro del cambiamento”. È questo il programma di politica sanitaria di Luca Ceriscioli. Il candidato alle primarie di centrosinistra, domenica mattina all’NH Hotel di Ancona, ha chiesto la creazione di una nuova sanità, fatta di collaborazione e condivisione tra operatori e istituzioni nella ricerca delle problematiche e nell’elaborazione di progettività e strategie. L’ex sindaco di Pesaro lamenta una forte omertà da parte della Regione nel far conoscere il problema, nascondendo sotto una tela dorata la realtà dei fatti e sostiene la necessità di superare le incomprensioni del cittadino rispetto al sistema sanitario vigente, fatto di tempi lunghi, attese e disorganizzazione post ospedaliera. Imprime quindi cinque punti fondamentali su questo aspetto: ridurre la mobilità passiva, accorciare i tempi d’attesa, migliorare la qualità, sviluppare la collaborazione tra i diversi servizi e favorire la collaborazione dei territori nel percorso della salute. Solo dalla condivisione tra tutti i settori, dall’agricoltura allo sport, ai trasporti, fino all’università si può creare un nuovo sistema ben oliato, perché “Parlare di salute significa pensare al futuro di una comunità salda e competitiva”.
È però Roberto Amici (responsabile del Tribunale della Sanità per le Marche) a denunciare dettagliatamente i problemi della sanità pubblica in regione: liste d’attesa lunghissime senza proposte di soluzione, abbandono del paziente nella fase di post ospedalizzazione e disinformazione dei cittadini. Tuona contro l’attuale amministrazione regionale: “Spacca è molto occupato ad ascoltare solo se stesso. Io stimo Marcolini, ma come può dire che ci sarà quella discontinuità che chiediamo, lui che è stato assessore alle finanze e alla cultura? I consiglieri regionali sono molto più interessati ai loro cellulari e tablet che agli esposti dei cittadini e questo contribuisce a creare quel distacco con le istituzioni di cui oggi meno che mai si sente il bisogno”. La sua richiesta al professore di matematica è quella di evitare i tagli “alla Mezzolani-Monti” e perseguire l’idea di un “governo clinico”, cioè basato sulle competenze, sulla valorizzazione e sul controllo delle strutture e sulla collaborazione tra cittadini, operatori e privati. Proprio sulla necessità di evitare i tagli indiscriminati intervengono Massimo Mezzabotta (Presidente regionale Anpas) e Fabio Cecconi (presidente C.R.I. Marche), che si sentono abbandonati quando chiedendo all’ASUR i rimborsi necessari alle attività di assistenza volontaria si trovano di fronte all’impossibilità di riceverli a causa del tetto massimo di pagamenti imposto dalla Regione. A ciò Riccardo Sestili (responsabile di 118) aggiunge la richiesta di soluzione ai problemi di organizzazione logistica del sistema di emergenza sanitaria e di corretto rapporto tra territorio e ospedale, su cui le Marche si troverebbero indietro di una decina d’anni rispetto ad altre regioni. Segue un intervento commosso di Rossana Scaramuzzo (presidente dell’IPASVI regioale) per essere stata chiamata per la prima volta a rappresentare alle amministrazioni i pareri degli infermieri, la classe di lavoratori definita dal moderatore Giovanni Cardoni “il pilastro portante del sistema sanitario”.
Ceriscioli non dimentica la delicata questione Salesi, su cui intervengono la presidentessa delle patronesse, Milena Fiore, in lacrime per il destino a cui la politica ha condannato l’Ospedaletto, l’assessore alle politiche sociali Emma Capogrossi, indignata per l’utilizzo scorretto dei fondi – che per Renato Galeazzi (preoccupato anche per l’I.N.R.C.A.) ci sono – e il sindaco Mancinelli. Il primo cittadino attacca ancora una volta - in quella che rischia di sembrare una battaglia personale – Marcolini e Spacca: “Perché se non ci sono fondi si sono spesi due milioni per la palazzina dell’ASUR a Fabriano e si spendono ottocentomila euro l’anno per il suo affitto a un privato? E l’urgenza di trasferire il Salesi da dove viene? C’è bisogno di collaborazione, non delle balle di Marcolini e Spacca, che non stanno facendo altro che cercare di guadagnare tempo. Marcolini smetta di avere un approccio giolittiano e si aggiorni. Noi manteniamo i valori del PD ma proponiamo un’alternativa alla vecchia classe dirigente”. Non risparmia nemmeno Giacomo Bugaro per essere un troppo facile voltagabbana e Giovanni Maggi, considerandolo bravissimo come dj, meno come politico. Il suo appello è di votare il “sindaco delle Marche” per il motivo che propone lui stesso: il cambiamento.

