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comunicato stampa

500 dipendenti provinciali presidiano il palazzo della Regione

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Martedì 31 marzo 2015, oltre cinquecento dipendenti provinciali marchigiani hanno partecipato al presidio presso la Regione Marche, promosso dai Sindacati CGIL, CISL e UIL.

L’occasione è stata offerta dalla seduta del Consiglio Regionale, in occasione della discussione della Proposta di legge n. 470/2015 recante “Disposizioni per il riordino delle funzioni amministrative esercitate dalle Province”. Una delegazione dei Lavoratori è stata ricevuta presso i Capigruppo Consiliari, dando vita ad un’assemblea con i partecipanti al presidio. Molti e gravi sono i motivi di preoccupazione delle Province, a cominciare dal taglio delle risorse finanziarie, con le sue pesanti ricadute in termini occupazionali, per i dipendenti in prima battuta e per la tenuta dell’intero sistema delle Autonomie locali, che sarà costretto all’inevitabile taglio dei servizi, specialmente alle fasce più deboli, che invece andrebbero protette maggiormente, proprio in ragione di questa loro debolezza.

Un sindacalista ha detto, che più che al riordino delle funzioni amministrative delle Province, siamo al disordine, usando un gioco di parole che tutto vuole essere tranne un gioco. I sindacalisti hanno poi ricordato ai lavoratori l’importanza della manifestazione nazionale di sabato 11 aprile a Roma, a Piazza Santi Apostoli, alle ore 10.00, dove si toccherà con mano il disagio dei dipendenti provinciali italiani. Ma a protestare in Regione, non vi erano solamente i dipendenti provinciali, ma anche tante associazioni e alcuni cittadini vittime della ricaduta dei tagli delle risorse, come i dipendenti dell’ASSAM, che da oltre due mesi non ricevono lo stipendio. Senza voler entrare nel merito, i tagli alla cultura, al trasporto pubblico e alle cooperative sociali offrono uno spaccato sinistro sulla nostra realtà territoriale. Il taglio alla cultura significa la scomparsa e comunque il ridimensionamento del diritto allo studio, che si tradurrà immediatamente nell’impossibilità per tanti giovani meritevoli di proseguire negli studi. Il taglio al trasporto pubblico presenterà delle ricadute immediate nell’economia regionale, anche a svantaggio di quel turismo che da più parti viene individuato come una grande risorsa per il Paese. Ma un taglio che fa male al cuore è quello alle somme destinate a proteggere i più deboli. In Regione erano presenti gli utenti di alcune cooperative sociali, come la cooperativa sociale Centro Papa Giovanni XXIII di Ancona, di cui è nota la funzione educativa e di protezione per tanti nostri concittadini. E’ importante che la Politica si faccia carico di queste situazioni: abbandonare queste persone significa mettere un’ipoteca sul nostro essere un Paese civile.

Massimo Cortese – Dipendente provinciale di Ancona



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-03-2015 alle 15:32 sul giornale del 01 aprile 2015 - 2591 letture