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Liberata per un pomeriggio l'antica via sottomare

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Grande successo sabato 28 marzo della manifestazione indetta da mensile Urlo, pro Calamo e gruppo Facebook “Idee per Ancona”. Riaperti i cancelli di chiusura posti dal Comune nel 2008, pulizia fai da te, volantinaggi, performance di teatro urbano, proiezioni d’immagini d’epoca. Sollecitata al sindaco la valorizzazione di “un pezzo della storia della città dorica Repubblica Marinara”.

Sono riusciti perfino ad aprire per un paio d’ore e senza far danni ”quei maledetti cancelli che in modo assurdo sbarrano il passaggio in questa antichissima via che rappresenta la storia di una città nata e prosperata sul mare”. Ancona, sabato 28 marzo. Un pomeriggio - allungatosi fino alle 19 - “straordinario, un evento anche questo a suo modo storico”. La sessantina di partecipanti che hanno risposto all’appello “Via Sottomare libera!” discutono animatamente, scattano foto, scandiscono slogan. E soprattutto sorridono. E’ sembrata una magia, ma si è trattato “di una straordinaria azione della società civile attiva, volta a reclamare la restituzione ai cittadini e ai turisti di un pezzo concreto della memoria, storica anche questa, del capoluogo dorico”. Per qualche ora il tratto della via sopravvissuto ai bombardamenti aerei della seconda guerra mondiale e al terremoto del 1972, ma non alla delibera adottata il 12 febbraio 2008 dall’allora Giunta comunale del sindaco Sturani che ne decretò la chiusura, è tornato a vivere, a respirare. A raccontare l’aria frizzante, salmastra e popolana che si respirava quando Ancona era libero Comune e Repubblica Marinara. Con le mura medievali che ne delimitano il lato verso il porto, le facciate di secolari palazzi nobiliari come La Loggia dei Mercanti e il Benincasa che vi incombono, gli ingressi inchiavati delle cantine e delle botteghe che a partire almeno dall’XI secolo avevano ospitato carbonai, cordai, pescivendoli, falegnami, osti, prostiboli di “belle di notte”, gli archi ogivali e i sovrappassi a volta segnati dal tempo.

L’iniziativa, organizzata dal magazine Urlo-mensile di resistenza giovanile, dalla Pro Loco Calamo e dal gruppo Facebook “Idee per Ancona”, è riuscita concretamente “a mettere il dito sulla piaga, a lenirla, a farci sognare con maggior speranza un centro storico nuovo e animato, una finalmente rapida attuazione del progetto Waterfront, quello che fino ad ora solo a chiacchiere anche la Giunta municipale del sindaco Valeria Mancinelli dice di voler attuare per valorizzare tutto il fronte urbano portuale coi suoi tanti monumenti, con le sue perle architettoniche, col sito archeologico del porto romano traianeo”, ha sottolineato l’equipe logistica della manifestazione. Alla quale hanno aderito i ragazzi dell’associazione “Altra Ancona Ora (A2O)” e quelli del gruppo “Teatrodeké” oltre a tanti cittadini invitati tramite il tam tam dei social network o incuriositi dal volantinaggio in piazza Santa Maria e via della Loggia. Parole ma anche e soprattutto azione. Tutto è iniziato alle 16,30 in piazza Santa Maria, accanto Portella della Dogana. Lì, sul fianco sinistro interno del varco duecentesco, inizia il piccolo scampolo di via Sottomare ancora praticabile, sporco, ridotto a parcheggio per auto, reso ancora più angusto dall’enorme scala di ferro anti-incendio piazzata dalla Camera di Commercio con funzione di uscita di sicurezza per la Loggia dei Mercanti. I “liberatori della via” si sono dati da fare a colpi di ramazza, hanno pulito e raccolto rifiuti, tagliato erbacce. I giovani attori di Teatrodeké, col volto coperto da maschere bianche, hanno messo in scena una performance urbana itinerante e chiassosa. Molto e vario il materiale documentale fotocopiato e distribuito: la pagina -inchiesta di Urlo (estate 2013) che per prima ha raccontato l’odissea della via e denunciato la sua blindatura con ben tre cancelli; il testo della mozione presentata il 27 marzo 2014 dal Movimento 5 Stelle e approvata da tutti i gruppi in Consiglio comunale che “impegna il Sindaco e la Giunta a riaprire la via il prima possibile tramite la rimozione dei cancelli e a considerarne la riqualificazione e la valorizzazione (...) a considerare la possibilità di installare un impianto di videosorveglianza, un’adeguarta illuminazione (...), l’eventualità di organizzare installazioni permanenti, eventi e manifestazioni (...)”.

“Quella mozione il sindaco l’ha ritenuta e la ritiene un atto di mero indirizzo, mai presa in considerazione dalla Giunta”, hanno commentato con amarezza i consiglieri comunali pentastellati Daniela Diomedi e Francecso Prosperi, presenti alla manifestazione. Senza considerare l’assurdità e l’effetto addirittura controproducente della chiusura, adottata su richiesta del Tribunale amministrativo regionale (la cui sede è tra via Sottomare e via della Loggia) con questa motivazione: “Ragioni di sicurezza e igiene (certificate dall’Asur, ndr.) perche sia di giorno che di notte la via è covo di drogati e balordi, piena di siringhe ed escrementi”. Assurdità, peggioramento della situazione. Vero. Se fino al 2008 la via era in degrado, poi il degrado è aumentato. Più difficili se non impossibili gli interventi di Anconambiente. Anche per la presenza della scala di ferro della Camera di Commercio, retrattile, in modo da dover restare sempre ripiegata su se stessa allineata alla cinta muraria tranne nei giorni in cui alla Loggia si tengono iniziative pubbliche, mentre invece è sempre operativa. L’iniziativa si è conclusa con proiezioni commentate di immagini d’epoca della via e aperitivo a base di pesce fritto e Verdicchio all’interno del ristorante “El Vigolo”, unica presenza civile e resistente nella stradina, raggiungibile prima dello stop dettato dal primo dei cancelli definiti “pirata” dai manifestanti. Via Sottomare, nata sul selciato di una via d’epoca romana, durante il Medioevo si è allungata progressivamente (scorrendo parallelamente a via della Loggia e a via Saffi), verso nord fino all’area dove si apre il cantiere navale, un tempo – prima della distruzioni belliche - piazza San Primiano con l’omonima chiesa. In direzione sud (la parte superstite) dalla Portella della Dogana al Palazzo RAI, costruito sulle macerie del nobile Palazzo Trionfi. Anche l’accesso sul fianco del palazzo RAI è stato chiuso. Anche lì sporcizia, abbandono, puzza. Ora, dopo la manifestazione, sembra che inizi tirare aria nuova. I consiglieri comunali 5 Stelle torneranno alla carica con una nuova mozione in Consiglio comunale. La speranza dei manifestanti? Che la brezza marina di protesta costruttiva e civile arrivi anche al naso della prima cittadina Mancinelli.



Questo è un articolo pubblicato il 01-04-2015 alle 23:08 sul giornale del 02 aprile 2015 - 2040 letture