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comunicato stampa
Eusebi: "La Sindachessa, i comprimari gasati e quei 60 centesimi di storia"

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paolo eusebi
Proprio così. A Palazzo del Popolo c’è gente convinta d’essere il meglio del meglio. Comprimari gasati ed euforici La stessa tiritera sciorinata se qualcuno non è d’accordo con la corte mancinelliana è: ce ne faremo una ragione!

Ovvero, di cosa pensano gli altri chi se ne frega. Oh, fra gli altri c’è più mezza città: forze politiche, sindacati, intere frazioni, cittadini tassati e tartassati. Insomma la Mancinelli e i suoi comprimari parlano e straparlano in grande riuscendo a malapena a partorire dei topini. Per tutti l’assessore Urbinati. Si quello immortalato per l’avvio dei lavori di sistemazione di piazza Cavour. Lo stesso che ai non pochi rilievi avanzati sulla qualità del progetto ha risposto: anche la torre Eiffel all’inizio è stata criticata. Bene. E' così che si pensa in grande. Solo gli stupidi come me vorrebbero si occupasse delle piccole cose come il piccolo anello viabilistico che dallo Stadio di Collemarino porta alle tante abitazioni realizzate dalla Ricotti Costruzioni oppure che si adoperasse per velocizzare l'assegnazione delle tante case Erap (visto che è anche dirigente di tale Ente) ultimate da tempo.

Anche l’assessore Marasca è uno che pensa in grande. Lo fa discettando di cultura con la C maiuscola dimenticandosi che la storia di una città millenaria come la nostra ha bisogno non perdere la propria identità e quindi il suo futuro. E per farlo occorrono anche le piccole cose. Anche di quel “giornalino” come lo definisce impropriamente Marasca che il Comune edita da decenni e che quest’anno è stato standbyzzato dall’esecutivo.

Così infatti Marasca: “Il giornalino (...) quest’anno non è stato eliminato, ma messo in stand-by per due ragioni: la prima riguarda l’opportunità di attendere il bilancio comunale; la seconda una più ampia riorganizzazione della comunicazione del Comune che richiede ancora qualche settimana – tempi tecnici -. Quando questi due nodi saranno sciolti, il giornalino tornerà a dar conto dell’andamento dell’Amministrazione, forse con ancora qualche modifica in più”.

Sapete quanto costava il giornale del Comune: un conto facile facile. Cinque numeri l’anno per 40 mila copie a numero il costo complessivo era pari a circa 25 mila euro. In sostanza, 0,60 centesimi l’anno a famiglia. Ma è qui che la Mancinelli e i suoi comprimari vorrebbero sforbiciare. Che lo facessero sulle consulenze affidate o sulle “marchettine”. Perché prendersela con una voce, piccola ma significativa che negli anni ha raccontato la storia della città (i personaggi,l’economia e la quotidianità ma anche il terremoto, la frana, la ripresa e la ricostruzione, la riapertura delle Muse). Con tutti quegli inserti monotematici che ne hanno sempre caratterizzato le diverse uscite. Spero tanto che quei 60 centesimi di cultura e di storia per qualcuno non diventino i 60 centesimi della vergogna.



paolo eusebi