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comunicato stampa

Retromarcia sulla demolizione dell'Istituto Nautico. Forte ipotesi trasferimento soprintendenza

6' di lettura

ex nautico di Ancona

No alla demolizione dell’istituto nautico. Forte ipotesi di trasferirvi la soprintendenza ai beni archeologici e collocarvi il museo del mare. il progetto “waterfront ancona open” in porto tra alcune novità e ancora molte nebbie.

Abbattimento della palestra, mantenimento dell’ex officina, e soprattutto retromarcia sulla demolizione totale o parziale dell’Istituto Nautico. Finalmente trapela una notizia da quella sorta di muro di gomma che l’Amministrazione comunale di Ancona sembra aver eretto a proposito del grande progetto di valorizzazione archeo-architettonica del “waterfront” nel porto dorico. Una notizia ancora allo stato di ipotesi, ma che appare fondatissima, quella di un forte ridimensionamento del futuro lavoro delle ruspe che si renderà necessario nella vasta area occupata dalla prestigiosa scuola superiore. La cui comunità scolastica e i cui uffici dovrebbero spostarsi – è stato deciso da un pezzo – nel polo didattico che a Torrette ospita l’Itis, interessato da lavori di ampliamento e ristrutturazione purtroppo ancora lungi dall’essere ultimati.

A smuovere decisamente le acque è stato il soprintendente ai Beni archeologici della Marche Marco Pagano, che nel corso di più incontri avuti col l’assessore comunale ai Lavori pubblici Maurizio Urbinati, si è detto molto interessato a trasferire la sede della Soprintendenza, ora presso l’ex complesso della Chiesa di Santa Maria Nuova (o Del Castello) con annesso convento di via Birarelli, proprio nell’Istituto Nautico. Una necessità spinta dai costi di affitto molto alti sostenuti per l’attuale sistemazione. Da qui la decisione di salvare il Nautico e di demolire solo uno dei due edifici limitrofi ad esso funzionali, ovvero la palazzina ad uso laboratori per gli studenti. Se e quando tale decisione verrà ufficializzata, l’Istituto Nautico, forte di una superficie interna calpestabile di oltre 6000 metri quadri su più piani, diverrebbe un edificio polifunzionale.

Duemila metri quadri sarebbero utilizzati dagli uffici della Soprintendenza e, altra novità, un ampio spazio destinato ad una sala mostra allestita dalla stessa Soprintendenza con antichissimi reperti (tra cui molte anfore) legati alla ultra-bimillenaria tradizione marinara dorica e fino ad ora mai esposti. Resterebbe ancora molto spazio, tale da consentire il prosieguo dell’attività scolastica (fino al trasferimento a Torrette) e soprattutto - altra grande, attesissima novità - per dare una collocazione prestigiosa al Museo del Mare, per la cui istituzione si batte ad Ancona da oltre un anno un apposito comitato costituito da associazioni e singoli cittadini. Insomma, il Nautico dovrebbe restare in piedi. Ed inserirsi quindi nella vocazione del progetto “waterfront”.

Il progetto, di cui si parla e si discute da anni senza costrutto, volto a creare un nuovo percorso pedonale nel porto storico, dalla base settecentesca residuale della Vecchia Lanterna fino alla Mole Vanvitelliana, passando per gli Archi Clementino e di Traiano, la medievale Casa del Capitano e il sito archeologico dell’antico porto con magazzini d’epoca romana. Progetto destinato a sposarsi in pieno con l’altro grande piano d’azione, già varato nei dettagli nell’aprile 2014 e finanziato dall’Autorità portuale (AP) con 7,5 milioni di euro, che prevede di realizzare un nuovo polo crocieristico in zona banchina 4/molo nord (ormai sgomberata da gru e logistica marittimo-commerciale), cioè a due passi dall’Arco di Traiano, dal Nautico e dall’area monumentale-archeologica del porto storico.

Due linee di azione convergenti, quindi, in quel mega-progetto “Ancona Open” ricordato dal sindaco Valeria Mancinelli la mattina dell’11 giugno scorso. Quando assieme ad altre autorità ha assistito alla simbolica ma “storica” rimozione davanti al basamento della Lanterna di un primo tratto del lungo sbarramento di reti e new jersey che, per questioni di sicurezza, taglia longitudinalmente il porto separandolo tristemente dalla città e dai cittadini. La passeggiata a mare dovrebbe essere restituita pienamente ad anconetani e turisti nel 2017, quando i crocieristici dovrebbero iniziare a sbarcare nel nuovo sito d’attracco e accoglienza realizzato dall’Ap alla banchina 4.

Il condizionale, “dovrebbe”, è tuttavia d’obbligo. In quanto mentre il lavoro “step by step” cantierizzato dall’Ap è ben noto (e riguarderà a brevissimo anche il proseguimento del restauro delle antiche mura del porto fino alla Rotonda), lo stesso non si può dire per l’opera di programmazione dell’Amministrazione comunale. Nel prendere atto della “retromarcia” riguardo l’abbattimento del Nautico, restano tanti punti interrogativi. Quale sorte riservare alla Casa del Capitano? Che fine ha fatto l’idea, fino a pochi mesi fa, fortemente sostenuta dal sindaco, di realizzare un parcheggio per circa 300-400 posti per auto e camper proprio nell’area del Nautico? Tanto per fare due esempi. Sulla seconda questione, sembra che il Comune abbia rinunciato al parking, ma che si sia invece fatta sotto l’Autorità portuale, forse con l’intento di realizzarlo in una zona non lontana di sua competenza. Per il resto, gli unici riferimenti urbanistici in campo risalgono a parecchi ani fa. Nel lontano 2006 il Comune aveva approntato una “masterplan”, che prevedeva anche un parcheggio, chiamato ad orientare la definizione di due piani urbanistici, uno per la valorizzazione di tutto il colle Guasco, l’altro per il lungomare Vanvitelli e, appunto, per il “waterfront”.

Messi nero su bianco già nel 2011, i due piani sono rimasti carta morta, mai approvati dalle Giunte municipali. Pare che l’Amministrazione comunale li stia “ripescando”, redigendoli “ex novo”, ispirandosi sempre al vecchio “masterplan”. Ma nulla di preciso, a proposito, hanno ancora fatto sapere (salvo la nuova intenzione di non demolire il Nautico, ma solo la palestra scolastica) né l’assessore Urbinati, né la collega con delega al Porto Ida Simonella, né il gruppo di lavoro guidato da Claudio Centanni, dirigente della “Pianificazione urbanistica” comunale. Quindi, in teoria e in pratica, resta in piedi il generico “masterplan” di 9 anni fa. Che, riguardo al nuovo “waterfront”, lascia molte porte aperte a varie destinazioni d’uso possibili: su tutte, la costruzione di un corposo edificio sopraelevato, “a ponte” sull’area archeologica romana dei resti dell’antico porto con magazzini, che potrebbe contenere appartamenti privati e attività commerciali-turistico ricettive tra cui un albergo e un ristorante. Un edificio a due quote, una su lungomare Vanvitelli, l’altra più alta - in linea con la prima parte in salita di via Giovanni XXIII (quella che porta al duomo di San Ciriaco) - con terrazzo panoramico. Di questa opera d’avanguardia ingegneristica e delle sue caratteristiche (volumetrie, forma, polifunzionalità) pare che si discuta molto tra gli alti funzionari dell’Urbanistica comunale. Già, che si discuta. In attesa di decisioni concrete.



ex nautico di Ancona

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-06-2015 alle 15:31 sul giornale del 22 giugno 2015 - 3597 letture