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Open Innovation Contest: Confindustria Ancona premia i vincitori. Tradizione eno-gastronomica polo tecnologico del futuro

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Confindustria Ancona, Politecnica delle Marche, Gruppo Industriale Maccaferri e Comune di Jesi lavorano insieme alla produzione di un futuro migliore per il territorio marchigiano con il progetto JCube: dalla riqualificazione della Sadam alla trasformazione di Jesi in polo tecnologico globale.

Un’iniziativa che intende proiettare il territorio marchigiano nel mondo della globalizzazione. È ciò che è stato JCube, l’Open Innovation Contest nato dalla collaborazione tra Gruppo Industriale Maccaferri, Università Politecnica delle Marche e Comune di Jesi e volto alla realizzazione del Parco Tecnologico JVillage con cui operare alla riqualificazione dell’area dell’ex zuccherificio Sadam. Venerdì 3 luglio sono stati scelti i vincitori dell'atteso Contest a Confindustria Ancona. Il suo Presidente, Claudio Schiavoni, ha fatto presente che in una realtà in cui “da un lato si rendeva necessario ritrovare una nuova fisionomia economico-imprenditoriale e dall’altro c’erano tutte le carte in regola per testimoniare la propria fertilità imprenditoriale” si stava delineando la “ghiotta occasione di trasformare aree industriali oggi dismesse in siti ad elevata attrattività per aziende tecnologicamente avanzate”. Sono state queste le considerazioni che hanno permesso di intercettare il gruppo Maccaferri - associato di Confindustria Ancona -, che ha subito voluto condividere la proposta di rigenerazione del palazzo della Sadam in motore di sviluppo per il territorio, in una vera e propria cittadella delle tecnologie. In questa particolare area dovrebbe convivere “le cosiddette knowledge company, le start-up e il tessuto industriale preesistente e la contaminazione delle idee che scaturirà da tale convivenza dovrebbe attirare i settori di ricerca e sviluppo di molte grandi compagnie internazionali e attrarre talenti”.

Se Massimo Maccaferri ha potuto rivelare che è stato il suo gruppo a sostenere interamente le spese del Contest e che il progetto è pressoché unico in Italia e il sindaco di Jesi, Massimo Bacci, ha potuto mostrare tutto il suo orgoglio per la scelta della propria città come polo tecnologico del futuro, è stato il Rettore della Politecnica delle Marche, Sauro Longhi a sottolineare il significato di JCube. “In un paese avanzato come l’Italia, le imprese dovranno necessariamente fondare il proprio vantaggio competitivo sulla qualità e sulla differenziazione. Si rende quindi necessario oggi fare innovazione di prodotto – e non di servizio, le app ad esempio sono un servizio e non un prodotto, perché una app per gli elettrodomestici non sussiste senza il prodotto elettrodomestico – piuttosto che di processo produttivo”. Gli attori che potranno portare a questa rivoluzione saranno “le università e le imprese, sempre più consapevoli di dover investire nella ricerca e di dover trovare nuove partnership nei progetti di innovazione”.

Ad aprile in centocinquanta (50% donne e 50% uomini) hanno inviato le loro candidature e alla fine hanno potuto presentare i loro plan venticinque creativi, che sono stati ripartiti in cinque team: azzurro, giallo, verde, viola e rosso. Coadiuvati da una serie di incontri con vari Mentor di diversi settori durante i fine settimana sono arrivati ad elaborare rispettivamente Fabbrica 2.0 – progetto di tecno-ecosistema collettivistico -, JColud – piano di sviluppo variabile dell’area a seconda dei bisogni del momento -, Parco Tecnologico JVillage e Hubitat – tentativo di riconciliazione tra natura e insediamento umano attraverso un nuovo modo di abitare e raccontare il territorio. Ma a vincere è stato il Team Rosso, che grazie ad una attenta analisi dei mercati attualmente in crescita da un lato e alle tradizioni mangerecce del territorio jesino dall’altro, ha idealizzato un JVillage destinato a divenire polo di innovazione e ricerca in ambito agroalimentare. L’obiettivo è quello di far ripartire lo sviluppo economico proseguendo con la ricerca e le innovazioni nel settore tradizionale del food&wine, nel quale investono sempre di più anche le banche.





Questo è un articolo pubblicato il 03-07-2015 alle 17:44 sul giornale del 04 luglio 2015 - 2212 letture