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Antigone: morte detenuto 34enne, "Morti in carcere non frutto dell'imponderabile, ma errori di valutazione"

Antigone Marche 2' di lettura Ancona 27/07/2015 - L'Associazione Antigone Marche in merito alla morte di un detenuto di 34 anni nel carcere di Montacuto. "Non è il frutto dell'imponderabile, ma di errori di valutazione. Una persona in carcere, infatti, è sempre sotto controllo".

L'associazione ANTIGONE per i diritti nel sistema penale, dopo il caso del detenuto di trentaquattro anni DECEDUTO pochi giorni fa nella casa circondariale di Montacuto, nonostante fosse gravemente malato e avesse fatto più volte istanza di trasferimento, sempre rigettata, pone l'attenzione su una situazione di grave insufficienza dell'operato delle varie istituzioni Istituti penitenziari (Ministero della Giustizia), Sistema Sanitario Nazionale (Regione) e Magistratura. hanno UNA PRECISA responsabilità SUI DETENUTI.

"Una persona in carcere è costantemente sotto controllo - AFFERMA Antigone- per cui la sua morte non può essere attribuita all’imponderabile o all’inevitabile. Tanto meno nel caso di Daniele Zoppi, le cui istanze di essere trasferito in un centro clinico sono state ripetutamente rigettate". Dall'inizio del 2015 le persone morte nelle carceri italiane sono 64, di cui 24 per suicidio: nelle prigioni del nostro Paese si muore, nonostante la pena di morte sia stata prima abolita nel 1889 in tutto il Regno di Italia e poi, dopo il ventennio che l'aveva reintrodotta, definitivamente abrogata con la Costituzione.

"Una persona malata ha diritto di essere curata in un ospedale o in un centro clinico e, se in condizioni disperate, ha diritto di morire a casa propria" continua ancora Antigone che ricorda di aver "documentato e denunciato la presenza in carcere di soggetti in condizioni di salute, psichica e fisica, apparentemente incompatibili con la detenzione o che comunque richiedono cautele superiori a quelle apprestate dal sistema penitenziario. Abbiamo denunciato anche l’incapacità dimostrata dal SSN, ad oggi, di farsi carico della specificità della medicina penitenziaria e abbiamo ripetutamente chiesto sia chiarimenti sia incontri con i responsabili della sanità penitenziaria ai vari livelli senza aver ottenuto riscontro alcuno".

Un confronto, invece, sempre più necessario per l'associazione, visto che le problematicità non riguardano solo i casi maggiormente critici, ma anche le più comuni e quotidiane esigenze, da quelle odontoiatriche a quelle ortopediche. Un confronto doveroso, visto la legge Italiana risulta prevede che le persone private della libertà personale hanno diritto agli stessi standard di assistenza sanitaria assicurati a tutti i cittadini.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-07-2015 alle 17:57 sul giornale del 28 luglio 2015 - 1549 letture

In questo articolo si parla di attualità, antigone marche

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