Anche Italia Nostra contro la soppressione di Ancona Marittima

2' di lettura Ancona 07/08/2015 - L’ulteriore vicenda della decisione di chiudere la Stazione Marittima, assunta senza alcun preventivo coinvolgimento dei cittadini, conferma l’impressione di un modo dirigistico di amministrare Ancona, senza un progetto per la città e, forse per questo, al traino degli interessi ritenuti, caso per caso, più importanti.

Il problema è che, a nostro parere, gli interessi valutati come più importanti non sempre coincidono con gli interessi pubblici della città. Infatti, ammesso e non concesso che i lavori richiesti dall’ Agenzia per la Sicurezza Ferroviaria siano da farsi adesso e subito, perché mai fino ad oggi non è stato mai promosso da chi doveva un incontro per “sincronizzare” gli arrivi e le partenze tra le navi e le corse ferroviarie più significative? Perché chiudere formalmente e di fatto il collegamento ferroviario senza un minimo di studio di soluzioni alternative, rimandando ad un domani ipotetiche “alternative viarie che consentano di mantenere un trasporto leggero”? Come si può dire di volere la costruzione dell’Area metropolitana, addirittura del Medio Adriatico e contemporaneamente buttare a mare il servizio di trasporto pubblico che sarebbe il più utile per un accesso rapido e sostenibile alla città? L’impressione è che in questo caso prevalga la volontà degli operatori portuali che nei tre mesi estivi hanno l’interesse economico a far vomitare dai traghetti il maggior numero di TIR (inquinanti) nel più breve tempo possibile, fregandosene del trasporto pubblico e scaricando i costi sociali sulla cittadinanza. E tale volontà, di parte, prevale a prescindere dal progetto della Autorità Portuale di spostare imbarco e sbarco alla zona silos o alla futura “penisola” entro pochi anni, dove il trasporto ferroviario non darebbe più “fastidio”! La città, quella vera dei cittadini, ha in testa da venti anni il progetto della metropolitana di superficie e su questo progetto sono state impegnate risorse, uomini, denaro pubblico. Italia Nostra ringrazia sia l’arch. Pasquini che il consigliere Giancarli per i loro interventi che condivide pienamente e si impegna, con i cittadini, nel tentativo di impedire questa decisione “poco intelligente” come affermato dal rappresentante della UIL Trasporti.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-08-2015 alle 15:32 sul giornale del 08 agosto 2015 - 1749 letture

In questo articolo si parla di politica

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/amX5


Commento modificato il 09 agosto 2015

L'unica soluzione per salvare la Stazione Marittima è quella di abolire il passaggio a livello. Il traffico leggero e pesante da e per il porto, dovrà passare sulla banchna Di Chio innestata su via Marconi e all'altezza di via Mamiani con il viadotto presente, scavalcare i binari ferroviari, verso la Fiera della Pesca e il molo Sud. In questo contesto, sarebbe auspicabile da chi di dovere, ripensare alla viabilità da e per il porto dei mezzi pesanti, con l'utilizzo di percorsi alternativi. E' oramai risaputo, che tutto il traffico parte dal casello di Ancona Nord. Che la via Conca a Torrette è al collasso lo sanno anche i muri. Per il traffico pesante diretto verso il casello di cui sopra, in periodi ed orari particolari come le entrate in porto dei Traghetti, proporrei il seguente percorso:
Banchina Di Chio, Marconi, G. Bruno, inizio salita Pinocchio, svolta a sinistra in Via Marina, innesto sulla vecchia statale 16 ed infine tramite la via Pontelungo sulla nuova variante 16 verso Ancona Nord. In questo modo eviteremmo quella lunga coda di tir dal Porto su via Conca.




logoEV