Truffa dello specchietto e non solo, ma a finire nei guai sono i tre criminali

Polizia generico 2' di lettura Ancona 28/08/2015 - Una giornata all’insegna della truffa quella di giovedì. Ma ai tre truffatori è andata davvero male.

Tutto è iniziato in mattinata, quando un 28enne siciliano ha cercato di imbastire la “truffa dello specchietto” ai danni di un automobilista anconetano. L’isolano si è avvicinato con un’utilitaria al veicolo del malcapitato e ha cominciato a spiegargli che era colpa sua se il suo specchietto laterale sinistro era danneggiato. Per ripararlo chiedeva di avere 120 euro in modo da non coinvolgere le assicurazioni. Tuttavia venerdì mattina, mentre il siciliano stava ripetendo il solito cliché con un’altra potenziale vittima in zona Piano San Lazzaro, è passata vicino a lui una poliziotta delle Volanti che ha prontamente bloccato l’uomo e allertato il 113. Il criminale è stato così deferito all’Autorità Giudiziaria di competenza.

Nella sera del 27 agosto, verso alle 19, è approdata ad Ancona anche la truffa della “gomma forata”. Un anconetano 52enne aveva appena lasciato il centro commerciale cittadino e stava per salire in auto. Ha però trovato una brutta sorpresa. Lo pneumatico anteriore destro era stato forato. Per sostituire la gomma aveva appoggiato il suo borsello su un sedile. Nei pochi secondi in cui lo aveva perso di vista si era avvicinata un’utilitaria, da cui era sceso un individuo che aveva aperto la portiere e rubato l’oggetto in questione. La vittima era riuscita a vedere la targa e aveva subito allertato il 113. In pochi minuti le Volanti hanno quindi potuto riacciuffare il ladro in zona Pinocchio. Si tratta di un cittadino 39enne dell’est Europa con precedenti per reati contro il patrimonio e la persona, trovato ancora in possesso del borsello di pelle nera. È stato denunciato.

Fatto curioso quello di un’arzilla 83enne. Verso le 9.00 di giovedì è stata contattata telefonicamente da un fantomatico “avvocato”, che sosteneva che la figlia avesse avuto un incidente. Costui le avrebbe spiegato che per sbrigare le pratiche relative al sinistro gli occorrevano immediatamente tremila euro in contanti. La nonnina, però, ben più attenta di quello che l’interlocutore potesse credere, chiudeva la telefonata dopo aver affermato di non possedere una simile cifra, e allertava immediatamente la Polizia, che confermava la truffa. La figlia della signora intanto dice di star bene e di non essere stata coinvolta in nessun incidente. Mentre sono ancora in corso le indagini, il Questore Capocasa plaude la signora per la sua prontezza nel contattare il 113.


di Enrico Fede
redazione@vivereancona.it

 





Questo è un articolo pubblicato il 28-08-2015 alle 12:28 sul giornale del 29 agosto 2015 - 1165 letture

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