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comunicato stampa

Anche per le imprese provincia di Ancona diminuiscono nei primi 6 mesi dell'anno le esportazioni (-5,4%)

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operai generico

L’andamento della provincia di Ancona è in controtendenza rispetto a quello nazionale (+5,0%); sulla provincia dorica pesano in particolare il calo del valore dei prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio e di navi e imbarcazioni. Si tratta di dati che fotografano la situazione di un periodo ristretto per questa tipologia di voci.

Il quadro generale

I primi sei mesi di quest’anno si sono chiusi con un incremento delle esportazioni italiane del +5,0% rispetto allo stesso periodo del 2014, grazie agli andamenti positivi di tutte le ripartizioni territoriali ad eccezione dell’Italia insulare (-2,9%): la crescita tendenziale maggiore è quella dell’Italia meridionale (+7,0%) e dell’area nord-orientale (+6,0%), mentre variazioni relative positive, ma al di sotto della media nazionale, si riscontrano per l’Italia nord-occidentale (+4,7%) e per quella centrale (+4,3%)[1]. I dati di dettaglio regionale indicano che l’andamento positivo è diffuso quasi ovunque, sebbene in misura ampiamente diversificata: dal +129,6% della Basilicata, al +0,7% dell’Abruzzo. Tuttavia le Marche risultano invece avere un trend in diminuzione (-2,8%), assieme al Molise e alla Sicilia. (vedi tabella sotto ndr)

Le esportazioni La provincia di Ancona ha esportato prodotti per un valore di 1.842,3 milioni di euro, un dato che si presenta inferiore rispetto a quello del primo semestre del 2014 nella misura del -5,4%. Oltre che dal contributo sfavorevole della provincia di Ancona, le esportazioni marchigiane sono state frenate anche, e maggiormente, dall’andamento negativo della provincia di Ascoli Piceno (-10,8%), e molto più debolmente da quella di Macerata (-2,1%). Si rilevano invece incrementi tendenziali per le vendite all’estero delle province di Pesaro e Urbino (+9,3%) e di Fermo (+3,8%).

I prodotti delle attività manifatturiere confermano la loro egemonia nell’ambito delle esportazioni provinciali, delle quali nel periodo in esame hanno costituito il 98,5%: ne sono stati esportati per un valore complessivo di 1.815,0 milioni di euro e la loro diminuzione tendenziale, pari a -5,8%, supera quella media provinciale. Entrando nel dettaglio dei diversi comparti di attività manifatturiera si osserva che il trend positivo di maggior rilievo per le esportazioni manifatturiere doriche nel periodo gennaio-giugno 2015 è stato quello del comparto dei metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+7,2%), in considerazione del contributo fornito alla variazione complessiva delle esportazioni manifatturiere. Anche il comparto dei prodotti delle altre attività manifatturiere (+18,6%) può essere annoverato tra quelli che hanno positivamente e maggiormente contribuito a frenare il generale andamento sfavorevole. Non si può infine non menzionare il comparto degli apparecchi elettrici, che segna una crescita debole (+1,3%), ma importante in considerazione del suo peso relativo sulle esportazioni manifatturiere doriche delle quali in questo semestre rappresenta il 22,8%. Il versante opposto, quello delle variazioni tendenziali sfavorevoli e di maggiore impatto sull’andamento complessivo delle esportazioni manifatturiere doriche, mostra che queste ultime, e di conseguenza le esportazioni complessive provinciali, hanno risentito notevolmente del decremento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno delle esportazioni di prodotti petroliferi raffinati (-53,2%) e di quello dei mezzi di trasporto (-46,0%), cui si aggiungono gli andamenti sfavorevoli di macchinari e apparecchi non altrimenti classificati (-2,1%), comparto che da qualche tempo è quello di maggior peso nell’ambito delle esportazioni manifatturiere doriche e che in base ai dati attuali ha inciso per il 26,3% sulle esportazioni manifatturiere. Anche il comparto dei prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori si segnala per una diminuzione tendenziale di una certa importanza (-9,6%). Infine va aggiunto il comparto del legno e prodotti in legno; carta e stampa, che è diminuito del -5,5%.

Importazioni Le importazioni della provincia di Ancona del primo semestre di quest’anno sono state pari a 1.513,1 milioni di euro, con un decremento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso di -9,3%. Tale andamento risulta essere in controtendenza sia rispetto a quello nazionale (+4,7%), sia rispetto a quello marchigiano (+9,7%). La forte incidenza nell’ambito delle importazioni provinciali degli approvvigionamenti sui mercati internazionali di materie prime energetiche (petrolio greggio in particolare) influisce in maniera notevole sull’andamento delle importazioni complessive. Nel primo semestre di quest’anno si rileva infatti una contrazione tendenziale consistente per le importazioni di prodotti dell'estrazione di minerali da cave e miniere (-33,4%), solo parzialmente controbilanciata dall’incremento delle importazioni di prodotti delle attività manifatturiere (+15,5%). Per effetto di tali andamenti i primi sei mesi di quest’anno fanno rilevare un valore di importazioni di prodotti dell’estrazione di minerali da cave miniere di 570, 5 milioni di euro (37,7% delle importazioni doriche) e di prodotti delle attività manifatturiere per 902,1 milioni di euro (59,6%). Occorre tuttavia considerare che è di nuovo il settore petrolifero a incidere anche sull’andamento delle importazioni manifatturiere, infatti il maggior contributo all’incremento delle importazioni di questa tipologia di prodotti è rinvenibile nella forte crescita tendenziale delle importazioni di coke e prodotti petroliferi raffinati (+125,3%), in virtù della quale ad esso si deve oltre la metà della crescita delle importazioni manifatturiere.. Nell’ambito dei prodotti delle attività manifatturiere, un contributo considerevole è stato fornito anche dalle importazioni di apparecchi elettrici, in crescita di +19,4%

I mercati Con riferimento alla provincia di Ancona si osserva che il principale mercato di sbocco delle produzioni, l’Unione europea, fa rilevare una crescita tendenziale di +5,5%. Tale risultato, pur accompagnato da andamenti positivi anche per il Medio Oriente (+8,8%) e per il mercato per la provincia di Ancona di modesto rilievo dell’Oceania e altri territori (+33,1%), non è riuscito a controbilanciare gli andamenti orientati alla diminuzione delle altre aree. Tra queste va menzionata in primo luogo quella che raggruppa i Paesi europei non appartenenti all’Unione Europea, area verso la quale si osserva una riduzione rispetto al primo semestre del 2014 pari a -34,2% e secondariamente quella dell’America centro-meridionale (-47,4%). Sul fronte delle importazioni, tra gli andamenti di maggior rilievo si riscontra un incremento delle importazioni dall’Unione Europea (+18,7%) e dal Medio Oriente (+39,5%), mercati entrambi importanti per la provincia di Ancona, si osserva invece un drastico ridimensionamento dei paesi europei non appartenenti all’Unione europea (-69,7%).





operai generico

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-09-2015 alle 12:07 sul giornale del 16 settembre 2015 - 900 letture