Delitto Pierini, dopo la confessione del fidanzato in arresto anche la figlia di Fabio e Roberta

2' di lettura Ancona 11/11/2015 - Non verrà affidata agli zii la figlia non ancora sedicenne di Fabio Giacconi - in coma irreversibile a Torrette - e Roberta Pierini, assassinata da tre colpi di pistola calibro 9,21 - con matricola abrasa - da Antonio Tagliata.

A deciderlo nella tarda serata di martedì è stato il giudice Paola Mureddu, accogliendo la richiesta del Procuratore capo Giovanna Lebboroni e rifiutando invece quella del difensore della ragazza, Paolo Sfrappini. Finirà in carcere anche lei. Proprio come il suo fidanzato che, mentre la accusa di essere stata lei a intimargli di premere il grilletto, confessa di aver fatto fuoco e di aver comprato l'arma da un albanese in piazza Cavour per 450 euro - secondo il padre di lui già completa di tre caricatori e 86 colpi. Con quell'arma avrebbe rivelato alla fidanzatina di volersi togliere la vita e lei per paura lo avrebbe portato a casa per farlo ragionare. Ma quel breve tragitto da piazzale Europa a via Crivelli 9 si è concluso nell'orrore. Tre colpi contro Roberta Pierini mentre era già caduta a terra. Quattro contro Fabio Giacconi che per difendersi era corso verso il balcone tirando una sedia contro l'aggressore. La figlia delle vittime, nota per il suo lasciarsi trasportare, avrebbe seguito Antonio subito dopo la sparatoria sino a Falconara per "paura".E mentre il padre, pluripregiudicato, difende Antonio a spada tratta come se si trattasse di un ragazzo malato - e già in caserma alla Montagnola durante l'interrogatorio era stato colto da un attacco di panico - spunta un biglietto che pesa come un macigno contro di lui: "Li uccido". Contraddittorie poi le sue dichiarazioni, attraverso le quali accusa la fidanzatina incredula spezzando il loro eterno amore di quattro mesi. Ma non si tratta di Erica e Omar volume 2. I due baby killer non sono personalità forti. Lui subito pronto a trovare la scappatoia, lei ancora quasi una bambina, con una personalità non ancora scolpita. Insicura tanto da risultare un personaggio anonimo - della quale la dirigente scolastica Maria Antonietta Vacirca non sembra ricordare nemmeno il volto - pronta a farsi trascinare e incapace di scegliere, avrebbe cercato in ragazzi problematici, secondo le amiche dell'Istvas, quelle attenzioni che non riceveva dalla famiglia riguardo ai problemi tipici dell'adolescenza. Antonio non è stato infatti il primo fidanzato e la serie di amori malati sembrerebbe ben più lunga di quanto richiesto dalla tenera età.


di Enrico Fede
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Questo è un articolo pubblicato il 11-11-2015 alle 13:01 sul giornale del 12 novembre 2015 - 2134 letture

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