Eroina, si conclude operazione della Gdf dorica che ha portato a 33 arresti e 56 chili di droga sequestrata

2' di lettura Ancona 11/11/2015 - Si è conclusa in mattinata l’operazione denominata “Happy Meal” della Guardia di Finanza di Ancona. Un’azione dai risvolti nazionali ed internazionali che ha portato al sequestro complessivo, nel giro di circa tre anni, di cinquantasei chili di eroina. Il valore atteso dallo smercio all’ingrosso sarebbe stato di oltre cinquanta milioni di euro, mentre è ancora incalcolabile il guadagno al dettaglio.

Le prime indagini sono partite dall’Hotel House di Porto Recanati coinvolgendo due cittadini pakistani. Erano loro le menti un’organizzazione criminale radicatissima sul territorio italiano grazie ad una struttura di tipo mafioso. Secondo il colonnello Massimiliano Di Lucia, comandante del nucleo provinciale di Polizia Tributaria, “le due menti utilizzavano solo soggetti fidati ed effettuavano le telefonate in dialetti pakistani di difficile comprensione anche per gli interpreti. Ma all’apparenza risultavano persone insospettabili, mai coinvolte in risse o episodi di violenza”.

I corrieri-ovulatori, personaggi disperati che spesso non conoscevano nemmeno la loro lingua nazionale, arrivavano infatti da zone impervie di Pakistan e Afghanistan, transitando per gli aeroporti di Germania, Grecia, Turchia e Spagna, mettendo a repentaglio la propria vita per cifre irrisorie. È stato il caso di quello che Di Lucia definisce Big One: “Era partito da Islamabad con cento ovuli ingeriti ed era arrivato in Italia passando attraverso la Germania per una paghetta di cinquecentocinquanta euro”. Ma la “droga del buco” sarebbe stata trasportata anche utilizzando doppi fondi di borse e valigette, da cui il nome “Happy Meal”. Così avevano agito anche due assuntori maceratesi lo scorso luglio.

Le Marche in ogni caso erano la base operativa dell’organizzazione e la Gdf di Ancona, nel silenzio e partendo da Porto Recanati, è riuscita a mettere le mani sulla rete, portando a trentatré arresti sul territorio nazionale nell’arco di tutta l’operazione. I principali luoghi di arrivo controllati sono stati gli aeroporti di Milano Malpensa, Fiumicino, Venezia, Bergamo e Bologna e il porto di Ancona, ma non l’aeroporto di Falconara, troppo vicino alla base.

Su un totale di oltre sessanta persone indagate, nella mattinata sono statti formalizzati dodici arresti ai vertici, la maggior parte realizzati nel maceratese, tra Porto Recanti, Morrovalle e Monte San Giusto. Ma non sono mancati fermi a Frosinone, Roma e Mantova. Il Procuratore Irene Bilotta conferma che le indagini sono ancora in corso. Si dovranno infatti analizzare le intercettazioni su quattrocento utenze telefoniche per avere la possibilità di raggiungere anche i nodi più periferici della banda. Nell'ambito della stessa attività sono stati sequestrati anche 600 g di cocaina, 15.000 euro in contanti e sette auto, oltre a un gran numero di telefonini e computer portatili.


di Enrico Fede
redazione@vivereancona.it

 







Questo è un articolo pubblicato il 11-11-2015 alle 14:06 sul giornale del 12 novembre 2015 - 1287 letture

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