Omicidio di via Crivelli, per il pm da parte della 16enne c'è stata la responsabilità morale

3' di lettura Ancona 12/11/2015 - La 16enne di via Crivelli 9 avrebbe saputo perfettamente che Antonio aveva una pistola e conoscendolo non avrebbe potuto pensare che si trattasse di un'arma giocattolo. Sarebbe stata dunque complice dell'omicidio dei suoi - apparentemente da lei tanto odiati - genitori. A convincere di ciò il Gip Paola Mureddu del Tribunale dei minorenni, la ricostruzione della dinamica.

Salita a casa con il fidanzato, è rimasta con lui mentre Antonio faceva fuoco su sua madre e suo padre. Non avrebbe fatto nulla per fermarlo, anzi lo avrebbe persino accompagnato in casa armato. Poi la responsabilità nella fuggita con lui sino a Falconara, dove ad attenderli verso le 18 di quel sabato 7 novembre c'erano gli zii di Tagliata, lasciandosi alle spalle quattro ore di buco per rappezzare gli errori del killer: il padre ancora vivo, anche se poi finito in coma. Antonio si è servito di quel lasso di tempo per liberarsi del ferro in un cassonetto di via Michelangelo, della giacca e del telefonino - non ancora ritrovato - e rasarsi i capelli. Per lei si prospetta un periodo di permanenza nel carcere minorile di Napoli - scelto come più idoneo ad ospitarla dal Ministero della Giustizia -, raggiunto nella tarda serata di martedì. Per il Gip l'indole ribelle della ragazza comporta un alto rischio di reiterazione del reato. Per questo è stata chiesta la misura cautelare più dura possibile. Pur con le indagini ancora agli inizi, il Capo Procuratore del Tribunale minorile Lebboroni parla già di "esecuzione". Si affievolisce dunque la tesi della difesa di un chiarimento sviluppatosi in un litigio e sfociato nella sparatoria. La minore in carcere è ora accusata di concorso in omicidio volontario, tentato omicidio e porto abusivo d'arma. Per lei è stato nominato un tutore esterno.

La ricostruzione:

La 16enne esce da scuola verso le 12. Prende l'autobus fino a piazzale Europa. Ad aspettarla c'è Antonio. Raggiungono insieme la palazzina di via Crivelli e lui le mostra la calibro 9,21 con tanto di caricatori. Dopo una breve discussione - sono intanto passate le 13 - salgono insieme in casa. E qui Tagliata esplode i colpi in serie.Tre che freddano Roberta Pierini e quattro che mandano in coma irreversibile Fabio Giacconi. La fidanzata rimane immobile, senza far nulla per dissociarsi dallo sterminio della sua famiglia. Sul posto i Ris, domenica, non avrebbero trovato alcun segno di colluttazione. Roberta e Fabio sarebbero dunque stati giustiziati da Antonio Tagliata con il consenso della loro figlia.

Intanto sull'esecutore materiale continua a pesare quel biglietto con una dichiarazione d'intenti che potrebbe trasformare l'accusa di omicidio da volontario a premeditato, rendendo inattendibili le dichiarazioni fatte da Antonio durante l'interrogatorio della Montagnola, secondo cui avrebbe premuto il grilletto a causa dell'aggressività di Fabio. Infine la minorenne non è incinta.


di Enrico Fede
redazione@vivereancona.it

 





Questo è un articolo pubblicato il 12-11-2015 alle 13:10 sul giornale del 13 novembre 2015 - 1848 letture

In questo articolo si parla di cronaca, articolo, Enrico Fede

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/aqlC