Falconara: esalazioni di zolfo "sul banco degli indagati"

4' di lettura 19/11/2015 - Che a Falconara Marittima non ci sia un’atmosfera da centro segnalato sulle guide turistiche per i suoi rinomati impianti termali, per usare un eufemismo, beh, questo è ovvio. Ma non è del tutto ovvio – almeno stando ai cronici malumori di gran parte dei cittadini - e va quindi segnalato con soddisfazione - che le istituzioni competenti indaghino davvero a fondo sull’ennesimo caso di inquinamento, quello che nelle giornate del 6 e 7 novembre ha propinato varie ondate di aria acre e maleodorante a quasi tutto il territorio municipale.

Sul “banco degli indagati”, le esalazioni di zolfo che a partire dal primo pomeriggio di sabato 6 hanno costretto tantissimi abitanti a tapparsi il naso. La macchina procedurale prevista in questi casi, sebbene con qualche ritardo - ritardo e scarsità di informazioni su quanto fosse accaduto come segnalato dal comitato cittadino Mal’Aria - si è messa i moto. Col risultato che tecnici ed esperti dell’Arpam (l’Agenzia regionale di protezione ambientale) e del Nucleo operativo ecologico (Noe) dei carabinieri da alcuni giorni hanno aperto una indagine ufficiale sulle cause delle ondate pestilenziali, fattesi sentire anche nel corso di domenica 7 novembre. Una indagine di polizia giudiziaria, difficile e delicata, i cui primi esiti saranno resi noti alla procura della Repubblica. Scontato che tra gli indiziati, oggetto di accertamenti, ci siano le industrie locali che utilizzano nei loro processi impiantistici sostanze a base di zolfo e quindi possano essersi rese colpevoli, magari a causa di incidenti o episodi di malfunzionamento, di emissioni sulfuree in atmosfera ben oltre i limiti consentiti dalle leggi. Aria ammorbata dallo zolfo trasportata da venti di provenienza nord-ovest, hanno sottolineato alcuni membri del comitato Mal’Aria. Già dal pomeriggio del 6 novembre, il tam tam delle segnalazioni da parte dei cittadini si era scatenato sia attraverso una raffica di chiamate al numero verde per le emergenze ambientali dell’Amministrazione comunale, sia su Facebook, in particolare sul gruppo “Segnalazioni Aria Maleodorante Falconara Marittima”.

Un passaparola quasi subito sfociato in una pacifica ma animata protesta di fronte alla stazione ferroviaria. Decine di persone, intere famiglie con bambini al seguito, hanno più volte attraversato la strada, esponendo cartelli e costringendo di fatto gli autoveicoli in transito a rallentare e fermarsi. Tra questi una vettura dell’Arpam e un’autopattuglia dei carabinieri. Intervenuti anche cinque vigili urbani e due agenti della polfer. Successivamente il comitato Mal’Aria ha scritto per richiedere informazioni su quanto accaduto, oltre all’Arpam, all’assessorato regionale all’Ambiente, ed ha allertato la prefettura. Numerosi i filmati e le foto pubblicati sui social network. Del caso d’inquinamento atmosferico si è interessato l’assessore municipale all’Ambiente Matteo Astolfi, mentre i responsabili dell’Ufficio Ambiente del Comune hanno inviato formale richiesta di accertamenti alla stessa Arpam. Accertamenti difficili, delicati, e quindi comprensibilmente dalle modalità e dagli esiti riservati. Stante il riserbo sull’inchiesta giudiziaria in corso, di quelle due giornate di “mezzo inferno sulfureo” si è parlato sabato 14 novembre in occasione dell’assemblea cittadina convocata a Falconara all’Auditorium della scuola di musica Marini, alla quale hanno partecipato due parlamentari marchigiani, gli onorevoli Emauele Lodolini (Pd) e Lara Ricciatti (Sel), i quali sono stati sensibilizzati in merito. Naturalmente, il dibattito-confronto si è sviluppato in genere sui vari aspetti relativi alle varie problematiche di inquinamento che da tantissimi anni preoccupano non poco i falconaresi.

E si è concluso con una piattaforma di richieste in tre punti “di impegno” presentata ai due deputati presenti: un invito ad adoperarsi affinché sia impedito l’annunciato programma del piano regionale per la riduzione da 3 a 2 del numero di centraline di monitoraggio atmosferico presenti a Falconara; la richiesta di attivarsi affinché l’attuale piano di emergenza previsto in casi di eco-incidenti sia esteso a tutto il territorio comunale e non resti limitato ai soli quartieri di Villanova e Fiumesino. Più complesso il terzo punto all’odg dell’assemblea, su cui è stata chiesta l’attivazione dei due parlamentari. Cittadini e comitato Mal’Aria hanno denunciato ancora una volta la mancanza di un quadro informativo certo, anche e soprattutto relativo ai dati, “dovuto a gravi ritardi, omissioni e reticenze istituzionali”, sulla situazione sanitaria della popolazione locale riguardo il numero di malattie, ricovero e decessi in qualche modo riconducibili alla operatività nel territorio comunale di industrie e aziende a rischio inquinamento e alle contaminazioni inquinanti ambientali. Per questo hanno sollecitato gli onorevoli Lodolini e Ricciatti a intervenire per bloccare rilasci di valutazioni di impatto ambientale positivo da parte delle autorità competenti nel caso vengano richieste da nuove attività imprenditoriali che intendano trattare combustibili fossili e/o loro derivati o trattare rifiuti tramite incenerimento a Falconara.


di Giampaolo Milzi
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Questo è un articolo pubblicato il 19-11-2015 alle 12:29 sul giornale del 20 novembre 2015 - 2210 letture

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