Al Ridotto delle Muse, un convegno regionale per fare il punto sul Distretto Culturale Evoluto

Teatro ridotto delle Muse di Ancona 2' di lettura Ancona 26/11/2015 - A due anni di distanza dall’avvio del Distretto Culturale Evoluto (DCE), la Regione Marche fa il punto sulla sua attuazione, con il contributo di testimonianze e riflessioni di giovani, esperti, professionisti, imprese e istituzioni che fanno muovere la macchina organizzativa dei diciassette progetti già in corso di realizzazione, tredici di interesse regionale e quattro ad iniziativa e regia regionale per un investimento complessivo 5 milioni di euro.

E lo fa in un convegno dal titolo “Il Distretto Culturale Evoluto delle Marche – Stato dell’arte e prospettive europee”, domani venerdì 27 novembre ad Ancona al Ridotto delle Muse a partire dalle 14.30 . Il programma dei lavori prevede l’apertura dell’assessore regionale al Turismo-Cultura, Moreno Pieroni e dell’assessora regionale alle Attività produttive e Politiche comunitarie, Manuela Bora. Seguiranno le relazioni introduttive del dirigente del Servizio Cultura, Turismo e Internazionalizzazione Raimondo Orsetti e della responsabile del progetto DCE Marche, Simona Teoldi . Spazio anche ai diretti protagonisti dei progetti con la presentazione di esperienze da parte di giovani e imprese impegnate nei progetti. Altro momento di confronto e riflessione in una conversazione condotta dal giornalista Martino Martellini con Iginio Straffi, Francesca Merloni, Fabio Renzi, Aldo Bonomi. Infine, le conclusioni del Presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli.

Se, come evidenzia il Rapporto Symbola 2015 sull’Industria culturale e creativa, le Marche si posizionano in testa alle classifiche delle Regioni con il 51,1% ( 37,3% la media nazionale) di quota di spesa turistica attribuibile all’attivazione culturale e due province - Pesaro-Urbino e Macerata – tra le prime italiane per incidenza di valore aggiunto e occupazione culturale - il Distretto Culturale Evoluto delle Marche è diventato il traino operativo tanto da occupare un capitolo a parte nello stesso Rapporto che lo definisce un modello per sinergia tra cultura e impresa locale. Una sfida, dunque, che promette di ridisegnare il panorama della cultura regionale nei prossimi anni ma anche dell’economia regionale.

Oltre 400 partner pubblici e privati hanno infatti deciso di aderire alla sperimentazione con almeno 150 azioni disseminate sull’intero territorio regionale che vanno dalla valorizzazione di beni culturali , allo sviluppo turistico alle applicazioni tecnologiche al sostegno alle start-up. Enti pubblici, Università, Centri di innovazione e trasferimento tecnologico, e per almeno la metà aziende profit e non profit fanno parte del partenariato con una progressiva e crescente propensione all’aggregazione di nuove imprese anche a fronte di collaborazioni non direttamente remunerate dal contributo, quanto piuttosto dalla possibilità di essere in rete e di fare sistema.

Altri numeri del DCE : la Rete di Partenariato

Comuni: 89 partecipazioni; Province e C.M.: 25 partecipazioni; Comunità Montane, Enti Parco e Riserve Naturali Regionali: 15 partecipazioni;Camere di Commercio: 7 partecipazioni; Università ed Istituti Superiori: 20 partecipazioni; Imprese: 129 partecipazioni; Associazioni: 90 partecipazioni.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-11-2015 alle 20:06 sul giornale del 27 novembre 2015 - 1320 letture

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