La richiesta di Cna per le imprese, trovare un nuovo modo di raccontare il made in Italy

made in Italy 3' di lettura Ancona 26/11/2015 - Infrastrutture informatiche più avanzate (banda larga: non si arriva a copertura), normative più precise sulle nuove tecnologie (un esempio: utilizziamo droni per foto e riprese aree, ma la normativa di impiego di questi strumenti è poco chiara e va complicandosi), inadeguatezza degli incentivi per nuove imprese o per investimenti in tecnologie e innovazione.

Queste le principali esigenze manifestate dalle imprese del distretto culturale creativo, oggetto di un’approfondita indagine da parte del Centro Studi Sistema Cna delle Marche. L’indagine su artigianato artistico e attività creative è scaturita dal progetto Cna Cultura Creativa lanciato da Cna Marche e Cna Provinciale di Ancona. “Le imprese del settore – commenta Marzio Sorrentino, responsabile area sindacale Cna Provinciale Anconalamentano una limitazione delle proprie prospettive a causa del fattori critici del Sistema Italia, legati oltre che alle difficoltà di reperire risorse pubbliche, anche agli indirizzi carenti od ondivaghi delle politiche industriali”.

In base all’indagine Cna, le istituzioni locali sono l’ente che raccoglie la maggiore attenzione degli operatori del settore poiché sono chiaramente al primo posto nella scala delle indicazioni di rilevanza. Tra gli aspetti ai quali bisognerebbe puntare per favorire lo sviluppo, gli operatori intervistati hanno mostrato di preferire stimoli alla crescita della domanda più che a quella dell’offerta. Difatti, il 54,9% ha indicato l’opportunità di incrementare e qualificare la domanda attraverso idonee politiche di promozione mentre il 47,9% ha indicato la necessità di favorire la cooperazione tra imprese del settore attraverso adeguati incentivi e il 35,2% l’esigenza di promuovere e sostenere l’attività di impresa (vendita, presenza, ecc.) sui mercati esteri. Stimolare l’innovatività delle imprese attraverso adeguati programmi formativi (28,2%) e favorire la collaborazione con il mondo universitario e della ricerca (25,4%), sono fattori meno diffusi e indicano come sotto tali aspetti le imprese del settore ritengano di non avere necessità rilevanti.

Cna Marche e Cna Ancona – aggiunge Gabriele Di Ferdinando, responsabile regionale Cna Artistico e Tradizionale - consapevoli dell’importante ruolo economico che le comunità artistiche e le imprese culturali e creative svolgono in ambito regionale e convinte che la cultura non sia più solo una semplice risorsa ma uno dei fattori decisivi per la società e l’economia del futuro, hanno intrapreso da alcuni mesi un programma di attività a sostegno di tale settore e stanno lavorando a progetti che facciano aumentare le opportunità per le imprese, per i fruitori di eventi culturali, per i giovani talenti. Per rappresentare il mondo degli operatori più piccoli e numerosi della cultura creativa della regione, e dar risposta alle loro esigenze, Cna ha lanciato il progetto pilota “Un percorso culturale pensato a mano” con il quale si mira ad un’analisi innovativa del settore dell’artigianato artistico e culturale con l’intento di creare un rapporto saldo e fecondo tra creatività e basi culturali, tra idee e preparazione teorica, tra intuizioni e metodologia. Rimettere al centro la creatività come rimedio alla stagnazione e alla crisi, significa per le Marche riproporre il legame perduto tra cultura e creatività, tra le caratteristiche profonde del territorio e le sue potenzialità innovative”.

Quello che serve, secondo la Cna, è un nuovo modo di raccontare il made in Italy e in particolar modo del lavoro artigiano come patrimonio di cultura. Un’opportunità straordinaria per tante piccole imprese.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-11-2015 alle 19:05 sul giornale del 27 novembre 2015 - 1194 letture

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