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comunicato stampa

Confindustria Ancona, Schiavoni: " I Fondi interprofessionali non si toccano"

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Claudio Schiavoni, presidente Confindustria Ancona

Preoccupazione degli industriali per il futuro dei fondi interprofessionali per la formazione continua dei lavoratori

Industriali sul piede di guerra per le recenti interpretazioni dell’ANAC, Autorità Nazionale Anticorruzione, riguardanti la natura dei Fondi interprofessionali, strumento indispensabile per la formazione professionale in azienda. “L’attacco che stiamo subendo è spietato: da anni utilizziamo nelle aziende i Fondi interprofessionali, Fondimpresa in primis, per lo sviluppo delle competenze dei nostri lavoratori”, ha detto il presidente di Confindustria Ancona Claudio Schiavoni. “Grazie ai Fondi abbiamo internazionalizzato, abbiamo innovato, siamo rimasti competitivi in un mercato che cambia sempre più velocemente. Pensare che l’utilizzo di queste risorse, che da sempre consideriamo dell’azienda e dei lavoratori, possa subire pesanti modifiche o restrizioni ci preoccupa molto”.

L’allarme degli industriali nasce dopo la lettera che il presidente dell’ANAC Raffaele Cantone ha scritto al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti, in cui si fa riferimento alla Sentenza del Consiglio del 15 settembre 2015 che chiarisce che le risorse gestite dai Fondi interprofessionali sono di natura pubblica e non privata. Ma non solo: l’ANAC si è spinto oltre, affermando che le procedure di aggiudicazione tipiche dei fondi pubblici si dovranno applicare anche quando si procede all’affidamento di contratti di formazione professionale.

Questo significa, nella più rosea delle ipotesi, che ogni qual volta un’azienda vorrà disporre del proprio Conto Formazione – un vero e proprio conto corrente che l’azienda ha a disposizione e può utilizzare in maniera funzionale al proprio sviluppo strategico – dovrà effettuare una gara, considerando la propria formazione interna come appalto pubblico di servizi.

Dal 2007 ad oggi, solo nella provincia di Ancona e solo attraverso il Conto Formazione di Fondimpresa, oltre 32.000 allievi sono stati coinvolti in percorsi formativi qualificanti, restituendo alle aziende del nostro territorio oltre 12 milioni di euro” ha aggiunto il presidente Schiavoni, “risorse che altrimenti sarebbero finite nelle casse dell’INPS”.

Alla luce di tale interpretazione dell’ANAC, Fondimpresa e altri fondi interprofessionali hanno sospeso le attività e attendono i chiarimenti del Ministero. “L’interpretazione di Cantone e dell’ANAC non è legge” ha aggiunto il direttore di Confindustria Filippo Schittone,e siamo convinti che il Sistema Confindustria, così radicato e forte sul territorio nazionale, saprà aiutare il Ministero a comprendere l’importanza di tali strumenti per la sopravvivenza stessa delle nostre imprese. Nel frattempo”, ha chiosato Schittone, “le nostre attività di formazione con le aziende vanno avanti, i progetti che abbiamo presentato e sono stati autorizzati verranno conclusi; continueremo a presidiare la formazione professionale e a fornire il consueto supporto a tutte le imprese associate”.

Confido nel fatto che il Ministero, anche grazie all’aiuto di Confindustria” ha detto il presidente Schiavoni, “voglia comprendere che la formazione professionale di natura pubblica non può competere con le regole di velocità, efficienza, flessibilità che ci vengono imposte dal mercato. La formazione professionale non può essere ostaggio della burocrazia pubblica ed avere tempi di gestione biblici. I fondi interprofessionali non si toccano, ne va della nostra stessa sopravvivenza”.



Claudio Schiavoni, presidente Confindustria Ancona

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-01-2016 alle 19:50 sul giornale del 30 gennaio 2016 - 3780 letture