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Detenuto incendia cella a Montacuto e intossica poliziotto, finisce in isolamento

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Il carcere di Montacuto
Serata da incubo, ieri, per il Reparto di Polizia Penitenziaria del carcere di Ancona Montacuto, dove solamente la professionalità dei poliziotti penitenziari ed il fato hanno evitato una tragedia tra le sbarre.

“Ieri sera un detenuto italiano, con fine pena aprile 2017, ha dato fuoco ad alcuni effetti personali nella sua cella creando una intensa coltre di nube che ha creato il panico nel Reparto detentivo. L’Agente di Polizia Penitenziaria in servizio nel piano è rimasto intossicato per spegnere le fiamme ed è successivamente andato in ospedale per le cure del caso. Anche altri detenuti sono stati intossicati dal fumo. Il detenuto, affetto da problemi psichici, è ora isolato e sorvegliato a vista”, spiega Nicandro Silvestri, segretario regionale per le Marche del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo della Categoria. “Poteva essere una tragedia, sventata dal tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari di servizio nel Reparto e dal successivo impiego degli altri poliziotti penitenziari. Sono stati bravi i poliziotti penitenziari in servizio nel carcere anconetano a intervenire tempestivamente, con professionalità, capacità e competenza”.

Il Segretario Regionale SAPPE della Marche esprime al poliziotto ferito e intossicato ad Ancona Montacuto “la solidarietà e la vicinanza del SAPPE” ed evidenzia come l’incendio sventato nel carcere è “sintomatico del fatto che le tensioni e le criticità nel sistema dell’esecuzione della pena in Italia sono costanti. E la situazione è diventata allarmante per la Polizia Penitenziaria, che paga pesantemente in termini di stress e operatività questi gravi e continui episodi critici”. Da Roma, il Segretario Generale del SAPPE Donato Capece aggiunge: “Le carceri sono più sicure assumendo gli Agenti di Polizia Penitenziaria che mancano, finanziando gli interventi per far funzionare i sistemi antiscavalcamento, potenziando i livelli di sicurezza delle carceri, espellendo i detenuti stranieri. Altro che la vigilanza dinamica, che vorrebbe meno ore i detenuti in cella senza però fare alcunchè. Le idee e i progetti dell’Amministrazione Penitenziaria, in questa direzione, si confermano ogni giorno di più fallimentari e sbagliati”.

Capece conclude sostenendo che “la Polizia Penitenziaria continua a ‘tenere botta’, nonostante le quotidiane aggressioni. Ma è sotto gli occhi di tutti che servono urgenti provvedimenti per frenare la spirale di tensione e violenza che ogni giorno coinvolge, loro malgrado, appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria nelle carceri italiane, per adulti e minori. Come dimostra quel che è accaduto ieri sera nella Casa circondariale di Ancona Montacuto”.



Il carcere di Montacuto

Questo è un articolo pubblicato il 24-02-2016 alle 11:30 sul giornale del 25 febbraio 2016 - 1534 letture