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comunicato stampa

Alla ricerca delle materie prime critiche, parla la ricercatrice Maria Letizia Ruello

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Il prossimo 1° Maggio vedrà l'avvio di un nuovo ed innovativo progetto (Critical Raw Materials Under Extreme Conditions: CRM-EXTREME), finanziato da Horizon 2020 e dalla Associazione COST.

Il progetto, coordinato da una ricercatrice italiana dell'Università Politecnica delle Marche Maria Letizia Ruello, riunisce una squadra multidisciplinare di persone appartenenti al mondo delle imprese, della scienza e della tecnologia provenienti da 25 Paesi (24 Europei + Israele). Il progetto ha lo scopo di cercare soluzioni innovative per superare la difficoltà di accesso alle Materie Prime Critiche, che rischia di deprimere settori industriali vitali per l'Europa. CRM-EXTREME si concentra in particolare sulla sostituzione delle materie prime critiche che conferiscono alle leghe e ai materiali compositi a matrice metallica prestazioni particolari tali da poter essere utilizzati in condizioni estreme di temperatura, carico, attrito, usura e corrosione, in settori industriali strategici quali Energia, Trasporti e macchinari per il Manifatturiero. Il progetto, della durata di 4 anni, sarà rivolto alla costruzione di una rete di esperti in grado di definire lo stato della conoscenza e colmare le lacune nella modellazione multiscala, sintesi, caratterizzazione, progettazione e riciclaggio dei diversi materiali, allo scopo di individuare soluzioni sostenibili e a ridotto contenuto di materie prime critiche, e promuovere lo sfruttamento industriale dei materiali alternativi. Intervista alla ricercatrice Maria Letizia Ruello - Cosa si intende per Materie Prime Critiche? Per Materie Prime Critiche si intendono quelle materie prime non energetiche e non alimentari, il cui accesso risulta molto difficoltoso e la cui scarsa possibilità di approvvigionamenti rende cruciale il mantenimento e lo sviluppo delle nuove tecnologie su cui la nostra vita quotidiana, anche inconsapevolmente si basa. - Perché è così importante il problema delle Materie Prime Critiche?

Le esigenze di sviluppo socio-economico sostenibile e di uso sostenibile ed efficiente delle risorse naturali richiedono un ripensamento su quello che abbiamo fatto e stiamo facendo, su dove andare, ma soprattutto su come andare. - Perché il problema delle Materie Prime Critiche rischia di deprimere settori industriali vitali per l'Europa? Secondo la Commissione Europea le importazioni complessive di Materie Prime Critiche rappresenta circa 1/3 delle importazioni europee. - Possiamo dire il valore economico del progetto per far capire meglio quanto sia importante? Il progetto può contare su un finanziamento diretto di circa 500mila euro che dovranno servire a coordinare, diffondere e favorire l'applicazione delle ricerche scientifiche realizzate grazie al finanziamento di molteplici progetti europei e regionali: la Commissione Europea sta veramente puntando molto e in molte direzioni per dare risposta a questo problema. - Che risvolti potrà avere una ricerca del genere sulla vita quotidiana delle persone? La strategia europea è un tentativo di trovare soluzioni alternative, sia in termini di riequilibrio degli approvvigionamenti e di accesso competitivo alle materie prime rare, sia in termini di nuove opportunità di ricerca scientifica e tecnologica per individuare nuovi materiali e nanomateriali sostitutivi delle materie prime rare, sia in termini di risparmio delle risorse naturali utilizzando i rifiuti, opportunamente riciclati, contenenti le materie prime cercate. - Come funzionerà il lavoro di questi 4 anni?

Il progetto si inserisce in quella parte della strategia europea che cerca nuove opportunità di ricerca scientifica e tecnologica. In tale direzione da alcuni anni un piccolo gruppo di ricercatrici e ricercatori di Univpm ha iniziato a coordinare internamente le proprie ricerche di metallurgia, recupero e valorizzazione di scarti industriali, scienza e tecnologia dei materiali. Nei prossimi 4 anni questo gruppo Univpm coordinerà il lavoro di costruzione e consolidamento di una rete internazionale di persone esperte per lo scambio di esperienze, la condivisione di laboratori e strumentazione d'avanguardia, la formazione di giovani da attuarsi localmente in tutti i Paesi aderenti al progetto.


ARGOMENTI

dall'Università Politecnica delle Marche
www.univpm.it


Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-04-2016 alle 16:05 sul giornale del 19 aprile 2016 - 1140 letture