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Tasse extra per i servizi sanitari ad anziani e disabili, i Verdi pronti all'azione in Regione

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Nel Consiglio comunale di ieri è stato approvato l’ordine del giorno “Riorganizzazione del Servizio Sanitario Regionale - aree sanitaria extra ospedaliera e socio sanitaria nei settori anziani non autosufficienti, disabili e salute mentale”, a firma dei consiglieri verdi Marcello Milani e Michele Polenta e del consigliere del gruppo Ancona 2020 Roberto Grelloni.

L’OdG prende in esame la situazione che si è venuta a creare a seguito del recepimento della normativa nazionale, da parte della Regione Marche, sui costi di gestione di residenzialità e semiresidenzialità delle aree sanitaria ed extra sanitaria ospedaliera e sociosanitaria nei settori anziani non autosufficienti, disabili e salute mentale. A seguito della nuova normativa, infatti, le persone in stato di bisogno che devono soggiornare in strutture ospedaliere specializzate, ed i loro familiari (o in alternativa il Comune), dovranno compartecipare alla spesa per le quote di residenza nella misura del 30% (mentre con la precedente normativa l’intera spesa era a carico dell’Asur).

Ed è stato stimato che tale compartecipazione nella misura del 30% equivale ad una spesa tra i 12.000 e i 14.000 euro all’anno a paziente/famiglia! Non è pensabile che le famiglie al cui interno vi sia una persona che necessita di strutture specializzate, oltre ai problemi e a pensieri quotidiani che questo stato di cose comporta, si facciano carico anche delle spese di gestione che andrebbero a gravarle, economicamente parlando, in modo non indifferente. Per questo, con l’OdG il Consiglio comunale di Ancona chiede che venga ritirata, o seriamente revisionata, la deliberazione della Giunta regionale 1331/2014. Inoltre è stata impegnata l’amministrazione a fare azione pressante e insistente nei confronti della Regione che, proprio per evitare la situazione descritta, aveva previsto un fondo di solidarietà da 10 milioni di euro riservato alle persone con disabilità e finalizzato alla compartecipazione a carico degli utenti/Comune; ma che purtroppo non è mai stato attivato perché il trasferimento dei soldi previsti dal budget sanitario a quello sociale è bloccato, in attesa dell’autorizzazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Ulteriore richiesta è stata che, nel caso di mancata autorizzazione e dunque di blocco del fondo di solidarietà previsto, sia la Regione a farsi direttamente carico di tali costi.


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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-06-2016 alle 14:46 sul giornale del 22 giugno 2016 - 1164 letture