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comunicato stampa

Firmato il protocollo d'intesa Univpm-Ospedali Riuniti, migliorerà la possibilità di ottenere fondi di ricerca

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Un primo passo destinato a sviluppare una collaborazione proficua in nome della ricerca. Ecco che cos’è il protocollo d’intesa firmato in mattinata tra Università Politecnica delle Marche e Azienda Ospedali Riuniti di Ancona.

Si tratta di uno strumento fondamentale per innescare lo sviluppo tecnologico nel settore sanitario attraverso la ricerca di fondi europei, nazionali e regionali mediante la partecipazione ai bandi per il foundraising. Lo ha spiegato il rettore Sauro Longhi, chiarendo: “Questo protocollo d’intesa è importante per intercettare fondi soprattutto europei, ma anche nazionali e regionali. Inoltre, per essere ancora più competitivi in ambito europeo, la Politecnica ha messo in campo per due anni ben 7 milioni di euro per finanziare la ricerca”. Soldi che verranno utilizzati per avviare una settantina di progetti, dieci dei quali attivati dalla Regione proprio durante la firma dell’accordo. E i primi due di questi sono proprio quelli proposti dall’azienda di Torrette, visto che l’università in questo tipo di bando aveva solo funzione di consulenza.

Da parte di Michele Caporossi, direttore dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona, “il protocollo stilato oggi è solo il sigillo di un rapporto che esiste da tempo che coinvolge tutte le aree, dalla medicina, alle scienze, a ingegneria, economia e agraria. La finalità è quella di cercare buone soluzioni per lo stato di salute dei cittadini”. A differenza di altre realtà, caratterizzate da gelosie tra atenei in costante competizione tra loro su uno stesso territorio, l’esclusività dell’Univpm – che già collaborava con l’ospedale attraverso la presenza della Facoltà di Medicina – dovrà dunque diventare il punto di forza di entrambe le compagini, attirando anche le imprese a costruire i loro laboratori direttamente all’interno del nosocomio per realizzare strumentazioni sempre più mirate alla cura del paziente con le tecnologie fornite dall’Univpm.

Esempi concreti di questo tipo di collaborazione tra le due strutture esistono già: sono il programma a finanziamento UE “Horizon 2020” e il programma a finanziamento regionale “Salute e Benessere”. All’interno del primo si stanno portando avanti due progetti a lungo termine: quello sul mesotelioma, nel quale sarà teorizzata dall’Univpm e sperimenta da Ospedali Riuniti una nuova terapia oncologica nell’arco di 48 mesi, e il progetto per la riabilitazione del paziente colpito da icuts, nel quale saranno sviluppate (in 52 mesi di lavoro) soluzioni per pazienti e care givers da introdurre nel percorso clinico terapeutico riabilitativo dell’ictus. Nel secondo caso (quello approvato in mattinata dalla giunta regionale) il primo progetto, che farà riferimento al Salesi, riguarda la ricerca sul neonato e il secondo, che farà invece capo al Lancisi, l’organizzazione innovativa della struttura ospedaliera. La contaminazione del sapere di Univpm con il saper fare di Ospedali Riuniti dovrebbe portare in un prossimo futuro a numerose innovazioni nella neuro-economia, nella sensoristica applicata in ambito clinico/assistenziale, nella modellizzazione in ambito logistico e della geolocalizzazione, nei sistemi di simulazione e nella robotica applicata al settore medico.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-07-2016 alle 16:32 sul giornale del 27 luglio 2016 - 2466 letture