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Agrirock, festa per l'orto sociale dei detenuti al carcere del Barcaglione

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La riabilitazione al carcere passa dall’orto. Ma è un orto rock quello sociale del carcere anconetano del Barcaglione. Grande festa mercoledì pomeriggio, con il concerto della band Gang alle 17.30 e il barbecue delle 18.45, per la conclusione del progetto “Agrirock” ideato dalla direzione della Casa di Reclusione che ha fornito i semi e tutto il materiale necessario.

Si è trattato infatti del coinvolgimento di circa centocinquanta detenuti - tra i quali anche il super tifoso Alessio Abram – che negli ultimi 730 giorni hanno coltivato circa 30 quintali di ortaggi. Ortaggi destinati sia ai coltivatori che ai carcerati che non hanno voluto prendere parte al programma, ma comunque ottenuti anche grazie ai consigli degli agricoltori pensionati della Coldiretti Marche. Proprio la Coldiretti – presente il direttore regionale Enzo Bottos (reduce dalla vittoria sui risarcimenti per i danni da selvatici a Palazzo Raffaello) – si è resa principale partner del progetto, insieme a Assam, Cia e Coopagri. Costato circa 2.000 euro – ricavati dai fondi regionali -, l’orto sociale si sviluppa in tre parti, una per ogni piano detentivo della struttura e si prefigge l’obiettivo di maturare la consapevolezza del detenuto verso il rapporto tra attività svolta e risultato ottenuto. “In due anni - la spiegazione del Responsabile Esecutivo e Funzionario Tecnico Sandro Marozzi – abbiamo visto tanta partecipazione da parte dei detenuti ad un progetto utile a riempire il loro tempo libero e migliorarne la consapevolezza”.



Questo è un articolo pubblicato il 27-07-2016 alle 20:46 sul giornale del 28 luglio 2016 - 2392 letture