contatore accessi free
SEI IN > VIVERE ANCONA > CRONACA
articolo

La "Vittoria Alata" di Sanzio Blasi presto di nuovo fruibile al pubblico

4' di lettura
1143

Torna a “volare” per incantare gli occhi di chi ama l’arte e la storia di Ancona, la “Vittoria Alata” di Sanzio Blasi. Eh sì, perché dopo tanti anni di reclusione nel palazzo della Casa del Mutilato di corso Stamira, la preziosa statua sarà trasferita al piano terra dell’ex Palazzo delle Ferrovie dello Stato in piazza Cavour.

Il che fa, finalmente, la differenza. In quanto entrambi gli imponenti immobili sono di proprietà della Regione Marche. Ma mentre il primo è chiuso, inutilizzato, sporco e cadente, il secondo dal 2007 ospita una delle sedi di rappresentanza del massimo ente locale e dei gruppi consiliari ed è quindi molto frequentato. Lo spostamento dell’opera, realizzata negli anni ’30 del ‘900 dal famoso scultore anconetano Blasi, è stata decisa oltre un mese fa proprio dal Consiglio regionale, una volta ottenuto il via libera della Soprintendenza unica delle Marche, per restituirla alla pubblica visibilità. Siamo dunque alla svolta “salvifica” di una vicenda lunga e burocraticamente tormentata, sollevata da un’inchiesta del mensile free press Urlo (inizio del 2014) in cui in veniva denunciato il degrado cronico in cui versa l’elegante edificio Casa del Mutilato e la sorta di “damnatio memoriae” che ha colpito la “Vittoria alata”. Una sorta di rimozione dalla memoria storica collettiva, iniziata quasi 10 anni fa, quando, appunto, la Regione abbandonò la struttura architettonica di corso Stamira e prese possesso dell’ex Palazzo FS. Da allora l’ex Casa del Mutilato – costruita nel 1937 in stile neoclassico su progetto dell’architetto anconetano Eusebio Petetti – non ha beneficiato di opere di ordinaria manutenzione. La facciata principale, ricca di fregi, stemmi ed ornamenti ha assunto il colore della fuliggine, dello smog da traffico. Arrugginiti gli infissi, marcite e deteriorate le finiture lignee. Deturpata da due scarabocchi in vernice spray l’inferriata del grande portone d’ingresso. E, soprattutto, non brilla più la “gemma” che impreziosisce maggiormente la medesima facciata su corso Stamira firmata da un altro celebre scultore anconetano, Mentore Maltoni: l’ampia balconata scolpita in bassorilievo, originariamente candida, il cosiddetto “Arengario”, che evoca, rendendo loro omaggio e gloria, i militari caduti, mutilati, feriti e rimasti invalidi durante la Prima guerra mondiale. Uno stato di degrado che riguarda anche gli ampi locali interni, compreso il grande salone che ospitò feste e cerimonie. Anche a causa delle infiltrazioni d’acqua provenienti da un controsoffitto lesionato. Pioggerelle d’acqua sporca che hanno colpito proprio il punto dov’è posizionata la statua della “Vittoria Alata”, ovvero lo slargo della scalinata che conduce su al terzo piano dello stabile. La virtuosa inversione di rotta in questa moderna odissea architettonica risale a quasi tre anni fa, quando la Soprintendenza – sollecitata prima da un esposto presentato nel dicembre 2013 da Alessandra Maltoni, nipote dell’artefice de “L’Arengario” e poi dall’inchiesta giornalistica di Urlo – ha ordinato all’ente Regione proprietario di provvedere al più presto ai lavori, obbligatori per legge, necessari per curare le ferite della ex Casa del Mutilato, in quanto immobile vincolato come bene di grande interesse culturale. E l’assessorato regionale al Patrimonio ha obbedito, eliminando la lesione del controsoffitto e il rischio di allagamento, in vista di attivare il ben più ampio progetto di ristrutturazione generale dell’edificio. Un’operazione manutentiva ad ampio raggio impellente anche in considerazione del fatto che è stato confermato l’inserimento dell’immobile nella lista di quelli che la Regione intende alienare, con base d’asta pubblica aperta soprattutto ai privati di 2 milioni e 300mila euro. Nel frattempo il responsabile della segreteria della Presidenza regionale, Fabio Sturani, ha ricoperto con successo il compito di regista della “missione trasferimento statua”, annunciando alle signore Piera e Lucia Blasi, due delle tre nipoti dello scultore Sanzio, che la “Vittoria Alata” potrà essere presto ammirata dai cittadini e magari dai turisti nella nuova, protettiva e “trasparente” collocazione al Palazzo della Regione ex FS in piazza Cavour.

Due immagini della statua de “La Vittoria Alata”, scolpita da Sanzio Blasi negli anni ’30 del ‘900, è da anni abbandonata all’interno del cadente edificio ex Casa del Mutilato (foto di Silvia Breschi)





Questo è un articolo pubblicato il 26-10-2016 alle 15:21 sul giornale del 27 ottobre 2016 - 1143 letture