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Serie A e Lega Pro: un’Italia calcistica di dominatori

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Anche le serie inferiori hanno la loro Juventus: per quelle dietro non resta che attrezzarsi.

Le categorie inferiori in questi anni hanno subito una forte accelerata verso l’alto, dopo anni di grandi difficoltà soprattutto economiche. Il decadimento e il fallimento di nobili società, che hanno saputo scrivere la storia del calcio italiano e in alcuni casi anche europeo, ha creato una reazione a catena capace di far circolare attorno alla Lega Pro diversi soldi, fra sponsor di Lega, tecnici e diritti tv. La presenza di squadre blasonate come Parma, Lecce, Reggina, Catania, Siena e tante altre ha fatto sì che ci fosse una grande attenzione negli ultimi anni in una categoria che stava lentamente morendo.

Una Lega Pro che anche dal punto di vista dell’andamento statistico sembra essere uno specchio della Serie A nell’ultimo lustro, capace di avere una sola dominatrice e le altre dietro a rubarsi punti a vicenda rendendo impossibile colmare un gap diventato sempre più ampio di anno in anno. La Juventus dello scorso anno nel girone B di Lega Pro, tanto per fare un esempio è stata la Spal. Nello stesso girone, a dimostrazione di quanto competitivo fosse, a passare in cadetteria è stato il Pisa di Gattuso, che è riuscito ad ottenere una storica promozione nonostante le mille difficoltà economiche e dirigenziali che imperversano nella città e squadra toscana. Un raggruppamento che presentava tante altre formazioni di rango, tra cui la Maceratese e l’Ancona, terminate rispettivamente terza e quarta. Le due marchigiane sono però giunte ad enorme distanza dalla Spal, addirittura 18 punti per quanto concerne l’Ancona e a 9 punti dal Pisa. Le due marchigiane, separate di 5 lunghezze, si sono giocate sino all’ultimo l’accesso ai playoff creando un vuoto alle spalle: fra le nobili inseguitrici anche il Siena, terminato però a metà classifica concludendo un campionato modesto rispetto alle aspettative.

Un andamento che rispecchia benissimo quella che è la massima categoria in questi anni, comandata totalmente da una Juventus che ha saputo creare un solco profondo tra se e le rivali (consultare in proposito questo studio Bwin https://sports.bwin.it/it/sports/p/greatestleagueintheworld/3). Un po’ quanto accaduto in queste stagioni in lega Pro, con varie società che hanno saputo dominare la propria categoria. L’Italia si colloca in Europa proprio fra i campionati meno equilibrati, smentendo quello che era un must invece del torneo più imprevedibile del mondo. Solo la Bundesliga ha avuto una media punti di distacco così ampia fra prima e seconda, più della Serie A: che invece è quella che ha portato meno squadre allo Scudetto negli ultimi dieci anni oltre ad essere uno dei due campionati con lo scarto maggiore di punti fra la prima e la quinta in classifica.

Quel che è certo è che il calcio italiano sta sempre più andando incontro all’egemonia di grandi società che diventano sempre più ricche e quelle povere, sempre più carenti. La Serie A che è lo specchio della Lega Pro…che è lo specchio un po’ dell’intera società lavorativa ed economica italiana.



Questo è un articolo pubblicato il 09-12-2016 alle 13:36 sul giornale del 09 dicembre 2016 - 1406 letture