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Hotel al Cardeto, confronto flop in commissione. Comitato Stamira critico nei metodi individuati dall'amministrazione per ricavarne denaro

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Un affare da 5-6 milioni di euro per lo Stato che li dovrebbe incassare grazie alla vendita, un affare immobiliare ghiotto e di lusso per il soggetto privato che tutti quei soldi li tirerebbe fuori volentieri per realizzare un albergo immerso in un’incantevole oasi verde, un affare per il Comune che dall’operazione ricaverebbe 600-700mila euro fino a pochi mesi fa insperati.

Ma che la collocazione sul mercato dell’area che ad Ancona ospita le rovine dell’ex Convento Cappuccini-ex Caserma Stamira sia un affare anche per la città e gli anconetani, è ancora tutto da vedere. Almeno così la pensa il comitato cittadino “Stamira”, presente con alcuni suoi membri alla riunione della III Commissione municipale (Lavori pubblici) svoltasi martedì mattina per fare chiarezza su una questione – se e come costruire un albergo in un parco straordinariamente bello, quello del Cardeto – tuttavia ancora chiara a metà. Forse perché l’iter urbanistico, da concludere entro il 2017, è ancora in fase iniziale? Certo è che nel bicchiere mezzo pieno, e chiaro, della questione, c’è parecchio. Un parecchio che - come è emerso in commissione – continua a dividere su fronti opposti Amministrazione comunale e componenti dello “Stamira”: la prima già mesi fa ha dato l’ok politico per la definizione della variante urbanistica al Piano regolatore (PRG) necessaria per inserire tra le destinazioni d’uso del sito oggetto del contendere quella per “albergo”, e martedì, per bocca dell’assessore ai Lavori pubblici, Maurizio Urbinati, ha confermato quell’ok rilanciandolo in prospettiva; Maurizio Micheli, uno del gruppetto “Stamira” presente per essere “audito” in commissione, ha giudicato “non positivo il fatto che la linea della Giunta comunale resti fissa sulla stesura della variante”. Diplomaticissimo, il comitato. Non si è sbilanciato verso “un no senza se e senza ma all’ipotesi albergo”. Ma ha confermato la sostanza del documento oggetto di una petizione popolare che ha già raccolto 776 firme sul web e un centinaio su carta: no a qualsiasi ipotesi che non mantenga l’uso pubblico dell’area ex Convento-Caserma e che violi la completa accessibilità pedonale pubblica della stessa, comprese le zone adiacenti e quella del Vecchio Faro. Il che suona come un no all’albergo. E un no ad un allargamento di via Del Faro per un agevole passaggio delle auto. E perché c’è bisogno di un albergo, probabilmente di un maxi-albergo potenzialmente a rischio eco-impatto, con tanto di parcheggio di servizio, alle falde di un Colle, i Cappuccini, di straordinaria valenza ambientale, paesaggistica e storica? Perché a partire dal 1972 quel sito, abbandonato dal Demanio proprietario, “concesso poi dal Demanio in uso all’Università Politecnica delle Marche che avrebbe voluto realizzarvi una sua struttura (centro studi-laboratori, una sorta di piccola Normale, ndr.) per poi rinunciare al progetto per mancanza di fondi”, ha spiegato l’assessore, si è trasformato in una giungla, “in un’area degradata con al centro un rudere”. Due anni fa, infine, il Demanio ne ha ripreso il possesso e, in link con la Cassa Depositi e Prestiti, ne ha passato la gestione all’Invimit (società del ministero del Tesoro) allo scopo di alienarla. – ha continuato Urbinati – L’Invimit, con la quale mi sono incontrato tre volte, pur non avendomi riferito di aver già trovato un acquirente, ha reso noto l’esito positivo delle sue indagini di mercato, e quindici ha chiesto la variante per la destinazione hotel”. E ancora: “I tecnici comunali stanno lavorando alla variante in quanto il tema è il recupero di un bene, è l’unica modalità pèr centrare questo obiettivo di riqualificazione, nel rispetto dei vincoli della Soprintendenza, è che lo acquisti o lo affitti qualcuno sul mercato immobiliare”.

Né lo Stato, né tantomeno il Comune di Ancona, hanno le risorse finanziarie – si parla di 6 milioni di valore del sito e dei ruderi, più 6 per riqualificarli – per il recupero del sito ex Convento/Caserma – ha concluso Urbinati – Quindi l’Amministrazione comunale ha deciso di andare avanti con questa operazione politica per il disincagliamento, di sblocco pro recupero. Tanto più che se l’iter amministrativo va in porto (c’è da decidere anche su nuova viabilità e parcheggio ai Cappuccini, ndr.), e Invimit trova un acquirente, al Comune spettano 600-700mila euro che potremo investire proprio per valorizzare tutto il Parco del Cardeto”. “Valorizzare un bene pubblico non significa necessariamente venderlo ai privati per battere cassa”, hanno sottolineato per il Comitato Stamira Lanfranco Larice e Maurizio Micheli. Quanto all’albergo, “ci si dimentica che già nel 2005 i cittadini ottennero che non se ne costruisse uno nel Parco del Cardeto votando in massa no ad un referendum popolare”. “Noi continueremo a batterci perché vengano create le condizioni per un utilizzo di elevata valenza culturale e sociale dei luoghi oggetto della variante, nel rispetto della loro valenza reale e simbolica”. “Una valenza altissima, storica e naturalistica, anche perché il Parco del Cardeto e la zona ex Cappuccini-Stamira, sono la naturale continuazione del Parco regionale del Conero, e una grossa struttura edilizia vi apporterebbe gravi criticità”, ha spiegato Giorgio Petetti, del circolo Pungitopo di Legambiente che ha aderito al Comitato. Il quale, in alternativa, ha proposto che “si studi la possibilità di realizzarvi una sede espositiva del Museo Paolucci di Offagna, chiuso da mesi, un tempo ospitato ad Ancona, forte di ben 10.000 reperti negati alla fruizione pubblica”. Le ragioni del Comitato hanno trovato in commissione il pieno appoggio dei consiglieri comunali Rubini (Sel-Ancona Bene Comune), Quattrini e Prosperi (Movimento 5 Stelle) e Tombolini (60100). E il Comitato, “pur apprezzando la volontà dell’Amministrazione comunale di proseguire nel confronto”, e aver incassato la recente adesione delle associazioni A20 e Voi con noi, invita cittadini, altre associazioni e politici a partecipare all’assemblea pubblica che si terrà il 20 dicembre (ore 17,30) nell’ex sala del Consiglio comunale (piazzale XXIV Maggio). E potenzia la raccolta di firme con una serie di banchetti: sabato 17 dicembre al mercatino bio agli Archi; martedì 20 e venerdì 23 al mercato di piazza d’Armi; in data da fissare in Galleria Dorica.

Foto 1: il degrado dell’ex Convento Cappuccini/ex Caserma Stamira nel Parco del Cardeto ad Ancona

Foto 2: veduta dall’alto dell’intero complesso edilizio riconvertibile in albergo sul Colle Cappuccini





Questo è un articolo pubblicato il 15-12-2016 alle 13:13 sul giornale del 16 dicembre 2016 - 2808 letture