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Bachiocco, Ordine degli Avvocati: "Oltre 20 cancellazione nell'Ordine di Ancona, sintomo di disagio”

avvocati legge tribunale 4' di lettura Ancona 28/01/2018 - "I disagi economici e giudiziari dei colleghi e della popolazione colpiti dagli eventi sismici, gli aumenti vertiginosi di contenzioso legati al particolare settore della protezione internazionale, che hanno contribuito a creare pendenze che si ripercuoteranno per gli anni a venire, le carenze di organici a tutti i livelli che, pur calmierati dai recenti concorsi provocano rallentamenti alla macchina giustizia, le nuove normative nazionali sia civili che penali."

Ecco alcune delle criticità rilevate nel corso del suo intervento all’apertura dell’anno giudiziario da Serenella Bachiocco in rappresentanza degli Ordini degli Avvocati delle Marche.

“I pensieri non possono essere evidentemente positivi” ha detto. “Mi riferisco alle riforme per il settore penale che, al di là di ogni ragionevole dubbio, hanno risentito nell’emanazione della opinione popolare e di orientamenti e di opportunismi politici. Lo spostamento dell’azione repressiva dal terreno garantito del processo penale a quello delle misure di prevenzione, le dilatazioni di tempi tra fatti e giudizi in spregio al diritto di essere giudicati in tempi brevi, le aumentate competenze della polizia giudiziaria ma non le corrispondenti garanzie alla difesa, la previsione di una maggior partecipazione a distanza dell’imputato al processo frutto di scelte operate di natura economica , norme che non riconoscono, in sostanza, che la qualità del processo penale non può prescindere dall’esistenza di un contradditorio pieno tra accusa e difesa”. Il riferimento al settore civile ed alla riforma del diritto fallimentare è quindi chiaro così come lo sono le perplessità nei confronti della revisione della geografia giudiziaria voluta dal Ministro Orlando.

“Salutata come riforma epocale, come rimodellamento di un meccanismo distorto che ha macinato risorse sia imprenditoriali che di beni – ha aggiunto – c’è il rischio che si vada incontro alla violazione di diritti dei cittadini che verranno giudicati e che si dovranno recare presso Tribunali che poco o nulla sanno del tessuto sociale di provenienza, che saranno sì specializzati, ma che non avranno loro malgrado, la capacità di dare una giustizia giusta ed adeguata al caso concreto. Per non parlare della previsione dell’affidamento delle procedure di composizione della crisi solo agli organismi costituiti preso le Camere di Commercio non tenendo conto di quelli già costituti a livello ordinistico, e che comporterà una insensata dispersione di risorse e di esperienze. Tutta l’avvocatura, non ultima quella marchigiana, denuncia questa ingiustizia e chiede con forza che le deleghe che dovranno essere adottate tengano conto del fatto che con questa riforma ci sarà un’altra e importante violazione della giustizia di prossimità a discapito dei cittadini e degli imprenditori. Tra le note positive, il ricorso maggiore alle misure alternative alla detenzione e una attenzione ai diritti del detenuto, alla legge sul legittimo impedimento che, finalmente, attribuisce la tutela della maternità alle avvocate sia in ambito civile che penale, e che ha eliminato una lesione del diritto di difesa e quella odiosa violazione del basilare principio di uguaglianza sostanziale sancito dalla Nostra Carta Costituzionale. Nel distretto delle Marche, che conta all’incirca 5.000 iscritti di cui il 50% donne, solo le avvocate appartenenti al foro di Ancona ne godevano sulla base di un protocollo stilato tra l’Ordine degli Avvocati, il CPO presso l’ordine, il Tribunale e la Procura della Repubblica. E poi la legge sull’equo compenso, che restituisce dignità all’attività svolta dagli avvocati, stante il perdurare della crisi economica che riverbera ancora i suoi nefasti effetti sugli avvocati, nonostante una lenta ripresa economica.

Da tutti gli Ordini d’Italia, infatti, continuano ad arrivare le innumerevoli comunicazioni di sospensioni volontarie dalla professione di colleghi e presso l’Ordine di Ancona quest’anno si sono contate numerose cancellazioni oltre 20, molte di più degli anni precedenti, che danno il senso del disagio in cui i professionisti si dibattono. La sottoscrizione del protocollo per le liquidazioni del patrocinio a spese dello Stato dell’attività prestata per la protezione Internazionale, frutto anche del coinvolgimento di tutti gli altri ordini marchigiani, perché l’unitarietà dei diritti e degli interessi dell’Avvocatura, almeno nella nostra Regione, non è una vana formula. Nel corso dell’anno 2017 sono state presentate presso l’Ordine di Ancona 3805 domande di patrocinio a spese dello Stato di cui almeno l’80% per cento sono relative a quel settore. L’Ordine ha valorizzato ed adeguato alle nuove norme la già esistente Camera arbitrale, ha istituito l’organismo di sovraindebitamento che si aggiunge all’ importante realtà della Camera di conciliazione forense di Ancona presso cui nel corso del 2017 sono state depositate 482 domande di mediazione, di cui 52 aperte e discusse e 33 hanno avuto esito positivo. “Infine – ha concluso - ricorre il giorno della memoria. L’Avvocatura Marchigiana rende omaggio a tutte le vittime dello sterminio del popolo ebraico, delle leggi razziali, della persecuzione di tutti i cosiddetti diversi, perché dimenticare questa data, significa negare che vi fu questa orribile pagina della storia e non si può e deve dimenticare.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-01-2018 alle 18:47 sul giornale del 29 gennaio 2018 - 2235 letture

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