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comunicato stampa

Sirolo: Il PD sul bassorilievo dell'immobile all'asta: "Misiti cade nelle trappole delle fake news"

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Ora anche il sindaco Misiti cade nelle trappole delle fake news. Non sappiamo quali siano le sue fonti per dire che il bassorilievo sia una copia e ci stupisce questo atteggiamento che liquida in maniera così superficiale la questione. Che sia una copia non lo riporta la storiografia consultabile.

Certe disattenzioni sono gravi per chi governa il paese ed evidenziano come Misiti, molto probabilmente, non s’informi sulle vicende culturali della città che governa. Basterebbe leggere i testi che dovrebbe necessariamente avere nella sede comunale, scritti da emeriti cittadini sirolesi che si sono documentati negli archivi storici. Ci riferiamo al volume "Memorie sulle tracce dell’antica religiosità sirolese" di Lucio Marconi o al recente testo " 1600-2000 Quattro secoli di sirolesi" pubblicato dal dott. Cesare Baroni Urbani, che traccia con precisione il percorso storico degli elementi di facciata. Grave è che sfugga al sindaco anche la pagina web del comune di Sirolo dove si parla della Chiesa del Sacramento: "Affacciata su piazza Vittorio Veneto è l'antica chiesa del Sacramento, sede dell'omonima confraternita di cui resta la facciata originaria in cui si inserisce il portale del XVI secolo sormontato da una lastra con Madonna e Bambino di probabile scuola cinquecentesca".

La storia è scritta, la facciata dell'immobile è di pregio e ciò è attestato anche dal vincolo della soprintendenza. Ma non è solo questo il punto: il fatto che all'interno del manufatto la trasformazione in attività commerciale sia stata da tempo eseguita, non esclude la correzione di errori del passato per lasciare questo bene pubblico, cioè di tutti e non di uno o di pochi. Un primo cittadino dovrebbe conoscere più degli altri il proprio paese, amarlo e custodirlo. Invece vediamo solo trascuratezza, noncuranza e anche il coraggio di negare l'evidente importanza di un bene. Ci dispiace vedere che la collettività perda un pezzo dietro l'altro. Un sindaco non può disporre a suo capriccio dei beni, certe scelte vanno condivise ed i cittadini informati. I fatti sono che il bilancio del comune di Sirolo è florido per le vendite nel tempo dei beni, soprattutto da lascito ex Opera Pia San Michele, beni donati dai sirolesi per i sirolesi. E dopo aver venduto tutto, cosa si farà? Ci sono tanti modi di "catturare" fondi regionali, statali ed europei. I comuni lo fanno, perché Sirolo no? Quel locale, ammesso che lo si voglia lasciare all'attuale destinazione, garantisce comunque una rendita. Il sindaco dice che il canone di locazione è modesto. Perché allora dopo circa 10 anni di sua amministrazione e antecedenti 10 del padre, nessuno dei due ha provveduto ad adeguare il canone al reale valore di mercato? Una buona amministrazione concerta con i cittadini in maniera democratica scelte così importanti volte a privatizzare una parte significativa di storia di Sirolo. Le amministrazioni passano ma Sirolo e la sua storia resta e va tramandata intatta.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-05-2018 alle 22:14 sul giornale del 07 maggio 2018 - 946 letture