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Bilancio, Tombolini: la sindaca uscente "Ci lascia un Comune carico di debiti", e la frana...

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I saluti della sindaca renziana uscente ci costano cari. Ci lascia infatti un Comune carico di debiti e chi verrà chiamato a governare dovrà farlo con scarse disponibilità

Un Comune che pagherà a caro prezzo il malgoverno del Pd e dei suoi vassalli. Gli stessi che ieri a Palazzo Anziani hanno approvato il rendiconto 2017 del Comune di Ancona che chiude con un disavanzo di gestione di euro 42.287.437. A partire da oggi e per i prossimi 28 anni abbiamo un disavanzo programmato che sarà pari a 1.500.000 euro moltiplicato gli anni futuri. Lo ha chiaramente spiegato la consigliera pentastellata Gambacorta nel suo puntuale e documentato intervento. Ma perché è accaduto tutto questo ? Perché nel 2015 è stato imposto con una legge che tutti gli enti locali facessero riaffiorare i crediti inesigibili ( riaccertamento ) che debbono da adesso in avanti essere stralciati. Siccome questo non è possibile farlo in un unica soluzione siamo costretti a portarci dietro questo disavanzo dal 2015 al 2045. I crediti pregressi da recuperare oggi sono pari a oltre 49 milioni di euro. Perché non si sono adoperati per tempo per recuperare questi valori ? Perché abbiamo aspettato una norma che lo imponesse ? Un amministratore attento se ne sarebbe accorto e invece ciò non è accaduto e chi ha governato lo ha fatto come se ciò non lo riguardasse affatto spostando in avanti il problema alla generazione che verrà! Nel dettaglio, gli accantonamenti riguardano 16 milioni per multe non riscosse, entrate tributarie ( imu ici tosap ) per euro 25 milioni e fitti attivi per euro 9 milioni.

Ma come si è arrivati a questa situazione di estrema gravità? Perché negli anni addietro nessuno si è mai preoccupato di riscuotere? Perché il pd ed i suoi vassalli non hanno mai applicato una politica per il recupero efficiente ed efficace ed oggi chi sarà chiamato al governo di questa città parte con un disavanzo programmato che drena risorse .Oggi sima chiamati a fare sacrifici enormi. In un sussulto di realismo e di onestà intellettuale, lo stesso assessore alle finanze Fiorillo ha sostenuto di essersi trovato a gestire una economia simile a quello di uno stato di guerra. L'unica differenza è che i danni di guerra non li paga chi li ha determinati bensì li paghiamo tutti noi con tasse al massimo stabilito per legge. Come se non bastasse, tra i futuri rischi che il Comune dovrà fronteggiare c'è la causa pendente con il sig.Busco che ha chiesto un rimborso di circa 11 milioni di euro. Se dovessimo pagare questo importo le nostre risorse verranno prosciugate del tutto. Basterebbe del resto ricordare che il nostro Comune ha pagato debiti fuori bilancio stratosferici, ultimo in ordine di tempo è quello ( Daretti) che ha visto un rimborso di circa 1,4 milioni di euro a fronte di 190.000 del valore a cui era stato espropriato il terreno dove oggi sorge il Palaindor.

Chi fa politica, chi amministra una città non può permettersi il lusso di ignorare tutte queste cose ma deve invece avere una visone ampia per stabilire le priorità ed utilizzare bene le risorse per la città ed i cittadini. Proprio tutto quello che alla sindaca renziana uscente è mancato.

Frana, la sindaca racconta la sua verità e poi scappa Ancora una volta la sindaca renziana uscente scappa a gambe levate con tutta la sua corte (il vice sindaco Sediari e gli assessori Manarini e Foresi) e si sottrae al dibattito. E dire che all’assemblea pubblica organizzata a Torrette sulla frana, il presidente del comitato frana Egidio Messi, che presiedeva l’incontro e che guarda caso è candidato in una civica a sostegno della Mancinelli, ha fatto di tutto per evitare il dibattito, Per 75 minuti Messi ha fatto domande addomesticate e già preparate per sentirsi dire cose già ragionate a tavolino, Poi quando è stato fatto notare con toni pacati che continuando di questo passo non ci sarebbe stato dibattito, si è passati a dare la parola a chi si era iscritto . Toccava al sottoscritto e proprio Messi che appunto aveva pilotato in una atmosfera paradossale e quasi kafkiana l’assemblea mi ha concesso un solo minuto. Purtroppo tra i presenti c’è stata qualche protesta fin troppo animata e quindi mai giustificabile. E’ stato allora che la sindaca è scappata. Ho atteso che la situazione tornasse alla normalità e documenti alla mano ho dimostrato come tutto il castello fatto di panegirici, reticenze e di sostanziali infingimenti, promesse ed ammiccamenti degli amministratori uscenti non fosse altro che la narrazione di comodo di un quadro tutt’altro che idilliaco che invece va chiarito nei suoi termini reali. Questo lo devono ai cittadini dell’area in frana, questo lo devono alla città, in particolare a quei quartieri dove appunto i movimenti franosi non sono affatto episodici. Comunque, carte alla mano o meglio relazioni dei tecnici comunali a disposizione di chiunque ( cittadini, associazioni, giornalisti) ho purtroppo dimostrato che relativamente ai controlli ed a chi li opera la situazione è al limite della sostenibilità. E a Palazzo del Popolo non possono limitarsi a fare spallucce.



Questo è uno spazio elettorale autogestito pubblicato il 24-05-2018 alle 00:31 sul giornale del 24 maggio 2018 - 2473 letture