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ATTUALITà |
di Redazione |
Ciccioli, elezioni, "prendiamo atto che la città non vuole cambiare, ma il 24 giugno non è detto" |
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Ancona. I numeri parlano molto più dei ragionamenti. Innanzitutto quasi un anconetano su due ha deciso di non andare a votare, l'affluenza è stata del 54%, cifra che dimostra disaffezione, cioè “tanto non cambia nulla”! Il centrodestra civico con il suo 28,5% ha dimostrato di essere una coalizione vera e non inconsistente, anche se 2-3 punti in più di percentuale ci potevano stare. Il Movimento 5 Stelle ha confermato di essere un movimento di opinione pubblica non radicato sul territorio e tra le persone, passando dal 33% del 4 marzo al 17% di oggi, addirittura 16,3% di voti di lista, cioè dimezzato. Ma ciò che veramente lascia di stucco è il 48% della Mancinelli, e lo dico non per polemica, non ha amministrato bene per 4 anni e mezzo e si è ripresa un po' solo negli ultimi sei mesi. In realtà ha azzeccato la politica-politicante: ha curato gli elettori dissidenti dei 5 Stelle riportandone una parte all'ovile, ha fatto patti indicibili con aree del centrodestra inseriti nelle sue liste civiche, con promesse clientelari, e patti opachi con i poteri forti e la massoneria per governare la città. Aritmicamente tiene, vedremo operativamente, perché conflitti di interesse e voto di scambio devono essere a prova di Procura della Repubblica. Nel frattempo la partita è aperta: penso ad un “Contratto per il cambiamento ad Ancona“che sta nelle corde del nuovo Governo Nazionale. Perchè comunque Ancona dovrà fare i conti con il Governo Nazionale e di progetti – patti della Mancinelli rischiano di rimanere tutti al palo. Vedremo se Ancona vuole cambiare e se chi è rimasto a casa vorrà affrontare lo scomodo di votare contro o vincerà il solito “chi te lo fa fare”, “Francia o Spagna purché se magna”. Per quanto riguarda Fratelli d'Italia ha dimostrato di essere un movimento vivace e strutturato ed è stato la locomotiva della coalizione: come Portavoce regionale sono soddisfatto. |
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Ciccioli, elezioni, "prendiamo atto che la città non vuole cambiare, ma il 24 giugno non è detto"
Ancona. I numeri parlano molto più dei ragionamenti. Innanzitutto quasi un anconetano su due ha deciso di non andare a votare, l'affluenza è stata del 54%, cifra che dimostra disaffezione, cioè “tanto non cambia nulla”!
Il centrodestra civico con il suo 28,5% ha dimostrato di essere una coalizione vera e non inconsistente, anche se 2-3 punti in più di percentuale ci potevano stare. Il Movimento 5 Stelle ha confermato di essere un movimento di opinione pubblica non radicato sul territorio e tra le persone, passando dal 33% del 4 marzo al 17% di oggi, addirittura 16,3% di voti di lista, cioè dimezzato. Ma ciò che veramente lascia di stucco è il 48% della Mancinelli, e lo dico non per polemica, non ha amministrato bene per 4 anni e mezzo e si è ripresa un po' solo negli ultimi sei mesi. In realtà ha azzeccato la politica-politicante: ha curato gli elettori dissidenti dei 5 Stelle riportandone una parte all'ovile, ha fatto patti indicibili con aree del centrodestra inseriti nelle sue liste civiche, con promesse clientelari, e patti opachi con i poteri forti e la massoneria per governare la città.
Aritmicamente tiene, vedremo operativamente, perché conflitti di interesse e voto di scambio devono essere a prova di Procura della Repubblica. Nel frattempo la partita è aperta: penso ad un “Contratto per il cambiamento ad Ancona“che sta nelle corde del nuovo Governo Nazionale. Perchè comunque Ancona dovrà fare i conti con il Governo Nazionale e di progetti – patti della Mancinelli rischiano di rimanere tutti al palo. Vedremo se Ancona vuole cambiare e se chi è rimasto a casa vorrà affrontare lo scomodo di votare contro o vincerà il solito “chi te lo fa fare”, “Francia o Spagna purché se magna”. Per quanto riguarda Fratelli d'Italia ha dimostrato di essere un movimento vivace e strutturato ed è stato la locomotiva della coalizione: come Portavoce regionale sono soddisfatto.
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Il centrodestra civico con il suo 28,5% ha dimostrato di essere una coalizione vera e non inconsistente, anche se 2-3 punti in più di percentuale ci potevano stare. Il Movimento 5 Stelle ha confermato di essere un movimento di opinione pubblica non radicato sul territorio e tra le persone, passando dal 33% del 4 marzo al 17% di oggi, addirittura 16,3% di voti di lista, cioè dimezzato. Ma ciò che veramente lascia di stucco è il 48% della Mancinelli, e lo dico non per polemica, non ha amministrato bene per 4 anni e mezzo e si è ripresa un po' solo negli ultimi sei mesi. In realtà ha azzeccato la politica-politicante: ha curato gli elettori dissidenti dei 5 Stelle riportandone una parte all'ovile, ha fatto patti indicibili con aree del centrodestra inseriti nelle sue liste civiche, con promesse clientelari, e patti opachi con i poteri forti e la massoneria per governare la città.
Aritmicamente tiene, vedremo operativamente, perché conflitti di interesse e voto di scambio devono essere a prova di Procura della Repubblica. Nel frattempo la partita è aperta: penso ad un “Contratto per il cambiamento ad Ancona“che sta nelle corde del nuovo Governo Nazionale. Perchè comunque Ancona dovrà fare i conti con il Governo Nazionale e di progetti – patti della Mancinelli rischiano di rimanere tutti al palo. Vedremo se Ancona vuole cambiare e se chi è rimasto a casa vorrà affrontare lo scomodo di votare contro o vincerà il solito “chi te lo fa fare”, “Francia o Spagna purché se magna”. Per quanto riguarda Fratelli d'Italia ha dimostrato di essere un movimento vivace e strutturato ed è stato la locomotiva della coalizione: come Portavoce regionale sono soddisfatto.

