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Italia Nostra Ancona: "Tra le 5 città più inquinate d'Italia. Ripristinare le centraline"

8' di lettura Ancona 30/10/2018 - Nell’anno 2010 Ancona era la quinta città inquinata di Italia dal punto di vista atmosferico, in particolare per le PM10. Tre delle quattro centraline superavano durante l’anno i 35 sforamenti dei limiti massimi: Via Bocconi, Porto, Torrette.

Nel 2012 queste tre centraline hanno continuato a superare i livelli massimi ammessi.

Nel 2013 grazie ad un intervento della Regione Marche che ha tolto la gestione delle centraline alle Provincie e la ha affidata all’ARPAM, in Ancona ne è rimasta sola una attiva, quella al parco della Cittadella che misura la qualità dell’aria che respirano i consiglieri regionali che lì hanno gli uffici e che non aveva in precedenza mai superato i limiti di legge, (né li ha superati successivamente….).

Da allora è calato il silenzio istituzionale sull’inquinamento di Ancona.

Poiché però le cause dell’inquinamento in città non sono variate dal 2013 se non in peggio con la riduzione delle corsie preferenziali per i bus pubblici, l’apertura di corso Stamira al traffico privato in entrata in città, la chiusura della Stazione Marittima, l’incremento dell’arrivo di grandi navi al porto, cittadini ed Italia Nostra hanno continuato a richiedere non solo che le centraline eliminate fossero ricollocate in situ ma anche provvedimenti che eliminassero/riducessero l’inquinamento.

Infatti nel 2013, in occasione delle elezioni amministrative, Italia Nostra chiese ”la riduzione del notevole inquinamento atmosferico che caratterizza Ancona, confermato anche dagli sforamenti 2012 della normativa europea, italiana, regionale, ad esempio sulle PM10, a difesa anche del diritto alla salute (art.32 della Costituzione Italiana) che ben si integra con il diritto all’ambiente (art.9)”.

Nel 2018 abbiamo di nuovo denunciato come “l’amministrazione Comunale abbia pervicacemente proseguito nel tenere all’oscuro i cittadini (e se stessa) dei livelli di inquinamento atmosferico lasciando attiva una sola centralina delle quattro preesistenti, quella collocata all’interno del Parco della Cittadella e come i TIR continuino indisturbati nel loro inquinante percorso dentro Torrette e dentro il porto dove unendosi al fumo inquinante delle navi continuano a “profumare” le vie cittadine”.

L’INIZIATIVA

Di fronte al silenzio ed alla inazione del Comune di Ancona e degli altri enti pubblici responsabili, al fine di una costruttiva sensibilizzazione degli stessi, abbiamo partecipato ad una autonoma rilevazione dell’inquinamento da NO2 nell’aree portuali, promossa da “Cittadini per l’Aria” (la cui presidente nazionale sarà con noi il 22 novembre) per comprendere il contributo che anche le navi, i traghetti in particolar modo con i loro motori accesi durante la sosta in porto, forniscono all’inquinamento delle vie cittadine. Si consideri che è in essere una procedura di infrazione, nei confronti dell’Italia da parte della Commissione Europea (procedura d’infrazione 2015/2043) per il superamento dei limiti medi annui di NO2 fissati dalla Direttiva 2008/50/CE.

I RISULTATI

Vi consegniamo oggi quindi i risultati di tali rilevazioni durate per ben 30 giorni in cinque punti della città: quattro lungo l’arco del porto, uno di controllo presso la centralina della Cittadella.

La rilevazione è stata effettuata mediante campionatori passivi forniti dalla società GRADKO ltd del Regno Unito che poi ha fatto le analisi. In uno di questi punti, una finestra collocata sul porto con accesso da via scale di XXIX settembre, i valori medi mensili superano di un ben 20% i valori massimi, in un altro punto collocato sulle strutture della stazione marittima FFSS, i valori si sono avvicinati, come media mensile, al limite ammesso dei 40 micro grammi per metro cubo. Le altre tre misurazioni dietro la Capitaneria di Porto, in via Giovanni XXIII vicino al porto di Traiano e presso la centralina della Cittadella, forniscono valori medi mensili entro la norma (vedi allegato).

CONSIDERAZIONI

Queste rilevazioni dimostrano come in città sia presente una situazione di inquinamento, in questo caso visto i siti di rilevazione portuali, molto probabilmente con un contributo importante fornito dai fumi delle navi. Peraltro continue sono le proteste comparse sulla stampa da parte di cittadini del centro storico che lamentano la presenza di cadute di residui della combustione sui loro terrazzi, sulle loro finestre, in contemporanea alla sosta con motori accesi di navi e traghetti in porto, segnalazione già trasmessa alla Procura della Repubblica. Si può prendere ad esempio il documento “Valutazione annuale della Qualità dell’aria – Anno di monitoraggio 2015-“ (reperibile sul sito della Regione Liguria e quindi documento ufficiale) dal quale si evince che gli NOx rilasciati nell’atmosfera a Genova sono imputabili per il 62% alle attività marittime, prioritariamente lo stazionamento delle navi, contro una percentuale del 26% dovuta al trasporto su strada.

Il livello del biossido di azoto (NO2) del campionatore posizionato in via Rupi ci indica che le emissioni delle navi, ad Ancona, sono una fonte rilevante di inquinamento che entra nelle case dei cittadini. E che serve proteggere i cittadini riducendo quelle emissioni al più presto. Pochi giorni fa la città di Bergen in Norvegia ha annunciato che, dal 2025, nessuna nave potrà più fare scalo nel suo porto se non sarà azionata da motori elettrici o a idrogeno. Mentre ad Ancona, pochi mesi fa, il Consiglio Comunale ha respinto una mozione volta a sostenere l'istituzione di una area a basse emissioni navali nel Mediterraneo, che già da anni esiste nel nord Europa, e che ridurrebbe in maniera rilevante le emissioni navali che ammorbano le nostre città di porto. Cittadini per l'aria lancia un appello al Sindaco di Ancona perché possa, come già hanno fatto tanti sindaci di città di porto italiane, attivarsi presso il Governo per l'istituzione al più presto di una Area ECA nel Mediterraneo e, nel frattempo, insieme a Regione, Capitaneria di Porto e Autorità portuale, adottare ogni misura perché si riducano le emissioni navali."

Le altre apparecchiature in corso di acquisto da parte di Italia Nostra permetteranno di verificare non solo al porto ma in tutta la città la presenza sia di NO2 che delle PM 10 e 2,5, altrettanto pericolose per la salute umana.


PROPOSTE

Al fine di far sapere ai cittadini ed alla Amministrazione Comunale la REALE qualità dell’atmosfera e permettere di assumere gli urgenti provvedimenti necessari alla tutela della salute pubblica, non essendo noi deputati a controllare la qualità dell’aria, chiediamo:

1) che siano installate di nuovo, da parte degli enti istituzionali preposti, le centraline di traffico ed industriali a Torrette, al Porto, in via Bocconi, stazioni di monitoraggio rivolte a rilevare l’esposizione più elevata alla quale la popolazione può essere esposta, due per l’esposizione di traffico e la terza per l’esposizione alle emissioni portuali, e ciò in conformità a quanto previsto dall’allegato III, punto B, 1, a) della Direttiva 2008/50/CE. Riteniamo altresì opportuno che venga trasferita la centralina della Cittadella in zona che rappresenti in maniera più aderente la qualità dell’ aria “di fondo” che respirano i cittadini. Dentro il parco della Cittadella non vi sono abitanti!!.

Per appoggiare tale richiesta è possibile sottoscrivere da oggi una petizione sul sito change…

2) che sia effettuata una indagine epidemiologica sulla diffusione nelle aree del porto e del centro urbano delle malattie acute e croniche degenerative, derivanti dalla inalazione di sostante atmosferiche inquinanti.

Misure per il porto

Da quanto detto è necessario anche che si assumano provvedimenti stringenti sulla sosta delle navi in porto.

Nei numerosi incontri con l’Autorità Portuale abbiamo apprezzato la volontà di aumentare il traffico su treno dei container e di spostare la stazione portuale e l’attracco dei traghetti allontanandole dal Centro storico. Ma queste misure richiedono tempi ancora troppo prolungati.

E’ quindi necessario che venga vietata la sosta a motori accesi mediante la presenza in banchina di sorgenti di energia elettrica o che sia imposto l’utilizzo dei catalizzatori SRC e che vengano intensificati i controlli della Capitaneria di porto sulla qualità dell’olio combustibile utilizzato sulle navi già in avvicinamento alla costa.

Ciò in attesa che sia istituita una area ECA (Emission Control Area) nel Mediterraneo, richiesta al Ministero dell’Ambiente, prima Galletti ed oggi Costa, da Cittadini per l’aria e da altre dodici associazioni tra le quali la federazione europea Transport & Enviroment.

Misure per la città

Sul piano comunale riteniamo importante che il Consiglio Comunale di Ancona si faccia carico della situazione ed avvii un progetto di mobilità dolce che preveda:

un insieme di più Zone a Traffico Limitato aperte solo ai residenti ed ai veicoli elettrici e ibridi dei non residenti come avviene già a Milano e Roma, privilegiando il trasporto pubblico mediante il potenziamento dei parcheggi scambiatori. Per tale motivo vi è la necessità di concludere il progetto della Metropolitana di superficie riaprendo la Stazione Marittima per collegare il centro cittadino all’hinterland, evitando di sprecare i finanziamenti già spesi. La città dovrebbe massicciamente promuovere l’uso di mezzi di trasporto alternativi all’automobile ed anche una rete ciclabile attraverso la realizzazione di opportune infrastrutture che permettano di viaggiare in sicurezza e tranquillità.

Il dar corso al progetto presentato dal prof. Bonifazi che mira a valutare l’esposizione della popolazione ai pollini di erbe e piante dell’arredo urbano, considerando la loro quantità e la loro interazione con l’inquinamento da polveri sottili PM10 e PM2,5 e ponendoli in correlazione con gli accessi ai Pronto soccorso di Torrette, Salesi e Inrca.

Il divieto di entrata sul territorio comunale di TIR e veicoli euro 0, euro 1, euro 2 promuovendo il dirottamento di una quota importante del trasporto container per il porto sul vettore ferroviario con pieno utilizzo del centro intermodale di Jesi.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-10-2018 alle 20:00 sul giornale del 31 ottobre 2018 - 5798 letture

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