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Mancini alla ricerca della vera Italia

3' di lettura Ancona 23/11/2018 - Il pareggio di pochi giorni fa a San Siro contro il Portogallo ha sancito l'arresa momentanea della nuova Italia. La squadra allenata da Roberto Mancini, sebbene non sia retrocessa in Serie B, non andrà alla final four della United Nations, il nuovo torneo organizzato dalla UEFA per dar vita a incontri più avvincenti tra le nazionali e sostituire le tediose amichevoli che a volte risultano davvero poco interessanti.

Lo 0-0 contro i lusitani, in cui gli azzurri hanno avuto una serie di occasioni non sfruttate, ha dunque messo in chiaro quali sono i problemi che il tecnico nato a Jesi dovrà affrontare nel breve e nel medio periodo. Con l'europeo del 2020, il primo itinerante della storia, da preparare, adesso esistono le basi per poter mettere a punto qualcosa di più creativo e concreto.

Le certezze di Mancini sono senza dubbio i titolari in difesa, ossia Leonardo Bonucci e Giorgio Chiellini, pilastri della retroguardia della nazionale ma anche e soprattutto della Juventus, la grande candidata al titolo di campione d'Italia secondo le quote sulla vincente della Serie A di quest'anno. Insieme a loro vi è il portiere Gianluigi Donnarumma, ancora in parte inesperto ma con molto potenziale e una prospettiva interessante davanti a sé. In mezzo al campo i due sicuri del posto, almeno per ora, sono Jorginho e Marco Verratti, che al Chelsea e al Paris Saint Germain sono incaricati di portare il pallone e dettare tempi di gioco e imbastire azioni d'attacco. In attacco, invece, i dubbi sono plurimi. Questo perché, a parte Lorenzo Insigne, non esiste nessuno davvero con la certezza di poter giocare da titolare. Il numero 10 azzurro, che nel Napoli quest'anno sta vivendo una stagione strepitosa agli ordini di Carlo Ancelotti, è l'unico che prova a creare qualcosa nei pressi della porta avversaria, ma ciò non sembra essere sufficiente. Il problema sembra essere il centravanti, con Ciro Immobile sempre con le polveri bagnate quando veste l'azzurro e i soliti dubbi su Andrea Belotti e Mario Balotelli, stavolta non convocato.

L'ex tecnico di Inter e Manchester City dovrà dunque ripartire anche da un certo tipo di motivazione, a volte necessaria per far rendere al meglio i propri calciatori. Non va dimenticato, infatti, che nell'Euro 2016 un certo Antonio Conte portò la nazionale ai quarti di finale con un centravanti titolare come Graziano Pellè, non certo un attaccante ai massimi livelli mondiali. Recuperare un Immobile spesso troppo timido fuori dai confini nazionali e far rendere meglio una giovane speranza come Federico Chiesa sono i compiti più urgenti per il tecnico marchigiano, il quale ha già vinto la scommessa di Biraghi sulla sinistra ed ha dato una certa fluidità al gioco con Jorginho in cabina di regia.

Il tempo per preparare bene la squadra per le qualificazioni all'europeo itinerante che avrà luogo tra un anno e mezzo in tutto il continente c'è, bisognerà però iniziare a lavorare fin da subito per trovare la quadratura della vera Italia, quella che sa vincere.






Questo è un articolo pubblicato il 23-11-2018 alle 10:16 sul giornale del 23 novembre 2018 - 315 letture

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