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Falconara: la città dice no alla barriera così come progettata da RFI. Mercoledì l'incontro con i residenti. Il Sindaco: "Vogliamo l'arretramento dei binari"

4' di lettura 28/11/2018 - Deturpamento paesaggistico, incremento dell’inquinamento e taglio dei parcheggi tra i motivi della contrarietà. Il Comune propone innovazione tecnologica della infrastruttura e del materiale rotabile per soluzioni alternative

E’ un’opposizione su tutta la linea quella del sindaco Stefania Signorini e della sua Giunta rispetto al ‘muro’ fonoassorbente alto fino a 10 metri che le ferrovie vogliono realizzare lungo la linea ferroviaria Adriatica, struttura che ridurrebbe l’impatto acustico del passaggio dei treni, ma impedirebbe totalmente la vista del mare. L’amministrazione comunale di Falconara, che ha votato appena un mese fa una mozione sostenuta dalla maggioranza, dalla Lega e dal M5S, resta convita del progetto di arretramento della ferrovia, per il quale sta dando battaglia con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che renderebbe una spesa inutile l’installazione della barriera.

«Chiederemo adeguato parere della Soprintendenza e ci confronteremo con la Regione e con il Ministero – dice il sindaco Signorini – per contrastare questa soluzione tanto impattante, per far sì che vengano trovate soluzioni alternative. Falconara è un Comune costiero, ma con la barriera il centro abitato sarebbe ancora più separato dal mare, già isolato dalla presenza stessa della ferrovia. Il nostro territorio è già stato ferito abbastanza. Sin dal 2010 Falconara si era fatta capofila dei Comuni interessati dall’opera, da Senigallia ad Ancona e aveva sollecitato un incontro cui avevano partecipato anche i rappresentanti di Provincia e Regione, oltre ai tecnici di Rfi. All’epoca, nel dicembre 2010, era stato chiesto di insonorizzare piuttosto le case affacciate sui binari e da allora Rfi non aveva più scritto in merito al progetto. Il Comune di Falconara non ha dormito», conclude il primo cittadino in riferimento alle critiche del consigliere di Cittadini in Comune Loris Calcina, che oggi propone la stessa soluzione prospettata nel 2010 dal Comune, ma praticamente impossibile da realizzare secondo Rfi.

L’eliminazione dei parcheggi e le conseguenze negative sull’ambiente Troppo impattante sotto l’aspetto paesaggistico, la barriera anti-rumore penalizzerebbe Falconara anche sotto l’aspetto viario, perché l’allestimento del cantiere comporterebbe per cinque anni, pari alla durata dei lavori, l’occupazione di una striscia di strada larga un metro, annullando anche i parcheggi sul lato mare. E’ questa una delle osservazioni che il Comune di Falconara, entro domani 29 novembre, presenterà nei confronti di Rfi: lo stesso ente locale, come molti residenti, è passibile di esproprio, in gran parte temporaneo perché legato alla realizzazione dell’opera, ma comunque di durata tale da paralizzare la mobilità cittadina dato che interesserà via Flaminia, l’arteria principale del territorio. Inoltre il Comune intende fare presente che lo studio dell’impatto acustico risale a un’epoca precedente al bypass e quindi non più attuale, perché con il bypass stesso sarà fortemente ridotto il transito di treni merci. E’ quanto è stato illustrato oggi pomeriggio, mercoledì 28 novembre, dal sindaco Stefania Signorini e dagli assessori Valentina Barchiesi e Clemente Rossi ai residenti che sono stati invitati per un incontro in vista della scadenza dei termini per presentare osservazioni agli espropri. Ai residenti gli amministratori hanno espresso forte solidarietà. E’ stato fatto presente che oltre all’impatto visivo negativo, il muro potrebbe avere, così come ipotizzato anche dall’Università Politecnica delle Marche, conseguenze pesanti per l’ambiente: accentuerebbe l’inquinamento perché impedirebbe alla brezza marina di disperdere gli inquinanti e incrementerebbe la rumorosità del traffico perché il metallo avrebbe un effetto amplificatorio. Le soluzioni alternative Come soluzioni alternative alle barriere il Comune proporrà investimenti tecnologici similmente a quanto consigliato e già in fase di studio degli organismi tecnici dell’Unione Europea per ridurre la rumorosità dei treni. Tra gli adeguamenti e le innovazioni, la sostituzione delle rotaie, delle ruote (quelle più moderne si sono rivelate molto meno rumorose), dei ceppi dei freni dei treni merci, il rinnovo del parco dei convogli, l’individuazione di una migliore gestione del traffico ferroviario che riduca al minimo il passaggio dei treni di notte.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-11-2018 alle 18:00 sul giornale del 29 novembre 2018 - 2005 letture

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