Coltorti (M5S) al neo Direttore dell'ARPA: "Risolvere quanto prima i problemi d’inquinamento al porto di Ancona e a Falconara"

Ancona 13/01/2019 - “All’inizio di dicembre, il Presidente dell’Autorità Portuale Rodolfo Giampieri ed il Contrammiraglio Enrico Moretti, Direttore della Capitaneria di Porto, avevano comunicato il raggiungimento dell’Ancona Blue Agreement, insieme al nuovo piano di ristrutturazione e ammodernamento del Porto di Ancona. Armatori e compagnie di navigazione avevano accettato di adottare tecnologie e carburanti per limitare le emissioni di zolfo in atmosfera durante l’arrivo e lo stazionamento in porto”

Così commenta il Senatore del Movimento 5 Stelle Mauro Coltorti, Presidente della Commissione Lavori Pubblici. “Sono anni – continua il senatore pentastellato - che gli anconetani residenti nei pressi dell’area portuale si lamentano dei fumi prodotti dalle navi, in special modo quando spirano venti da nord. Molti cittadini avevano però osservato come da tempo in porto e nelle sue immediate vicinanze, le centraline di rilevamento mancassero, per cui l’accordo raggiunto sembrava in qualche modo un’anatra zoppa. Ieri, però, è giunta la notizia che Giancarlo Marchetti, Direttore dell’Arpa Marche, ha in programma di installare una serie di campionatori per le polveri, e si suppone anche per le emissioni gassose che così tante conseguenze hanno per la salute. In Ancona, la mancanza di stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria, hanno sinora impedito di valutare l’incidenza che la vicinanza del porto ha sul numero di tumori. Anche le stazioni di monitoraggio dell’inquinamento da traffico sono state disattivate da anni. A Falconara, invece, è da tempo noto che queste patologie aumentano avvicinandosi alla raffineria. A Falconara sono presenti 3 stazioni che però sembrano in quantità estremamente insufficiente dato che essendo disposte in modo radiale intorno alla raffineria non permettono di individuare la dispersione degli inquinanti nella direzione del vento. Lo scorso anno si sono verificati delle fuoriuscite di petrolio che hanno costretto la popolazione a rinchiudersi in casa e comunque a respirare per giorni quantità di benzene assolutamente inaccettabili. I valori degli inquinanti, benzene in testa, mediamente non hanno superato i valori soglia ma appare evidente come il valore medio non significhi nulla. E’ infatti chiaro che per la salute umana anche dosi minime potrebbero avere conseguenze nefaste. Chi frequenta l’area sa che l’odore di benzene è purtroppo una costante mentre la concentrazione nelle stazioni di misura dipende da come soffia il vento”.“Il Movimento 5 Stelle chiede da tempo che l’Arpa proceda quanto prima ad un ripristino delle stazioni di monitoraggio e persino ad una loro incentivazione sia a Falconara che ad Ancona. Nessuno sa, ad esempio , quale sia la quantità di inquinamento che interessa Palombina o Collemarino. Certo: se non si sa, nessuno si preoccupa. Ma è anche vero che nessuno poi può prendere provvedimenti per evitare ripercussioni sulla salute ed evitarle. E’ un po’ come mettere la testa sotto la sabbia. La Raffineria di Falconara è purtroppo una piccola ILVA la cui pericolosità è stata sinora sottostimata. Si spera che il Direttore dell’Arpa, da poco tempo entrato nelle sue funzioni, si muova rapidamente per affrontare e porre le condizioni per risolvere i problemi di inquinamento dell’area colmando carenze di dati necessari da decenni”, conclude così Mauro Coltorti.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-01-2019 alle 17:59 sul giornale del 14 gennaio 2019 - 2022 letture

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