Barriere antirumore. Il parere dell'Ordine degli ingegneri "arretrare la ferrovia"

Ancona 11/02/2019 - L’Ordine degli ingegneri della provincia di Ancona interviene sulla questione relativa alla tutela acustica sulla via Flaminia accogliendo l’ipotesi di ridimensionamento dell’opera annunciata da Rfi. “Così come illustrata sino ad ora essa rappresenta un danno economico e sociale”, spiega il Presidente Romagnoli che ripropone anche l’arretramento ferroviario

“Accogliamo con fiducia la posizione espressa da Rfi relativa alla volontà di rivedere il progetto presentato alle amministrazioni comunali in merito alla realizzazione delle barriere acustiche lungo la via Flaminia tra Falconara e Ancona. L’opera, così come è stata concepita e illustrata, costituirebbe una soluzione sbagliata ad un problema esistente. Serve rimodulare molto diversamente il progetto”. L’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Ancona, avendo avuto formale accesso agli atti inoltrato ai due comuni di riferimento, interviene sul tema del risanamento acustico nella porzione di territorio che va da Villanova a Torrette e si incarica di predisporre un dossier specifico che possa offrire un significativo contributo tecnico.

“Le barriere, poste ad una altezza variabile dai quattro agli otto metri e mezzo – spiega il Presidente Alberto Romagnoli - costituirebbero un autentico muro visivo per chi transita per la Via Flaminia e per chi vi abita di fronte ed anche la vista dalla spiaggia delle ville liberty poste su quel tracciato sarebbe pressoché compromessa causando la diminuzione immediata del valore delle abitazioni prospicienti e una perdita di visibilità delle attività balneari situate nell’arenile. Non solo, un’eventuale barriera così realizzata sarebbe un ostacolo alla circolazione dell’aria ed alla dispersione degli inquinanti per una strada, quale la via Flaminia, percorsa da scooter, automobili autobus e mezzi pesanti”.

Del resto, fa notare Romagnoli, la priorità prevista dal Decreto del Ministero dell’Ambiente del 2000 è assegnata all’intervento sulla sorgente del rumore, attraverso il miglioramento dei materiali rotabili e dell’infrastruttura ferroviaria, punti che, dice sempre il Presidente degli ingegneri dorici, “sembra siano stati ora presi in considerazione da Rete Ferroviaria Italiana, secondo quanto si apprende dalla stampa. Solo in seconda battuta è poi previsto che ci si possa interfacciare con il percorso di propagazione delle onde sonore”.

Romagnoli avanza quindi una proposta ad Rfi, ricordando che molti comuni della nostra costa marchigiana chiedono da tempo l’arretramento della linea ferroviaria “che, se nel secolo scorso ha determinato sviluppo, di fatto, oggi, costituisce un limite difficilmente valicabile per il collegamento tra le città ed il mare. Pur essendo un percorso costoso, complicato e temporalmente lungo, ci sentiamo di chiedere ad R.F.I. di valutare realmente l’idea di questa operazione che potrebbe costituire un tentativo di ricucitura proprio tra città e mare, una valorizzazione urbanistica e un ridisegno complessivo dei nostri territori finalizzato al miglioramento della qualità della vita nelle nostre città costiere ed un impulso fortissimo all’evoluzione del turismo ed alla crescita economica e sociale dell’intera area che verrebbe interessata dalla riqualificazione”.


da Ordine degli Ingegneri della Provincia di Ancona





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-02-2019 alle 00:21 sul giornale del 12 febbraio 2019 - 1415 letture

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