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comunicato stampa

Nuova banchina crociere al molo Clementino: le ragioni del nostro NO

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Siamo associazioni, comitati, movimenti, forze politiche e sociali e con il presente documento intendiamo manifestare pubblicamente le ragioni che ci hanno portato ad unire il nostro impegno contro la realizzazione della nuova banchina crociere al molo Clementino

  1. La localizzazione della grande opera è errata e incongruente; il porto antico, a due passi dal centro storico, è un bene comune da difendere e preservare, un luogo delicato, inadatto a sopportare l’impatto gravoso delle grandi navi. Non si capisce poi come il progetto possa essere compatibile con la pedonalizzazione dell’area e la sua progressiva frequentazione da parte della cittadinanza. Verrebbe, dunque, da chiedersi che fine abbia fatto il motto “liberiamo il porto antico”, tanto caro ad amministrazione e Autorità Portuale.
  2. Le emissioni inquinanti che deriveranno dal transito e dallo stazionamento delle grandi navi in porto (130 attracchi ogni anno, più di due ore di moto tra entrata ed uscita dal porto) andranno ad aggravare un quadro cittadino già critico caratterizzato da un alto tasso di inquinamento. Ulteriore inquinamento sarà conseguente alla grande mole di traffico, pubblico e privato, che si riverserà nell’area portuale per raggiungere e rifornire le grandi navi (si stima, nelle ore di punta, un raddoppio dei veicoli presenti, da 1600 a quasi 3000).È recente l’allarme internazionale riguardo le morti causate dallo smog, in particolare per le città portuali: la Commissione europea stima che ogni anno, in Europa, 50.000 persone muoiano prematuramente per l’inquinamento causato dalle emissioni navali. Importanti studi italiani hanno concluso che vivere in prossimità di un porto incrementa del 31% la probabilità di tumore al polmone e del 51% il rischio di morte prematura ricollegabile a malattie neurologiche.
  3. L’opera prevede, a servizio della nuova banchina, la realizzazione di una strada carrabile parallela alle mura antiche, due parcheggi a raso e un parcheggio multipiano dentro l’attuale area Fincantieri, tutto ad uso esclusivo dei croceristi senza possibilità di accesso per la cittadinanza; viene da chiedersi come possa essere immaginabile una tale realizzazione all’interno di un’area storico – paesaggistica come quella del porto antico.
  4. Preoccupanti sono le previsioni in tema di viabilità e traffico dato il contesto infrastrutturale della città che da anni aspetta invano una soluzione al problema dell’uscita del traffico dal porto e che, sul fronte della mobilità dolce, ha visto chiudere la stazione marittima e tagliare i collegamenti ferroviari con il resto della penisola. La mole di traffico prevista dal progetto ricadrà dunque totalmente sulle poche e sofferenti arterie cittadine a partire dalla già martoriata Torrette e dalle zone circostanti del porto dove si prevedono code fino a 300 metri nelle ore di punta.
  5. Le grandi navi sono altamente energivore; il conto energetico dell’opera a regime sarà negativo: aumenteranno i consumi complessivi del porto.
  6. Notevoli sono le preoccupazioni per il potenziale archeologico dell’area scelta per la realizzazione della banchina soprattutto per i rischi di quanto potrebbe venire ad emergere dai fondali una volta avviati i carotaggi e i lavori; il rischio è quello di andare a distruggere un intero patrimonio archeologico oggi sommerso da molti metri di sedimenti sabbiosi.
  7. Difficoltoso ci pare immaginare un rapporto coerente ed efficiente tra le attuali funzioni portuali e l’impatto del progetto in oggetto; in particolare non si comprende come sarà possibile coniugare le attività del cantiere navale con quelle delle grandi navi dentro un’area dalle dimensioni ridotte e caratterizzata dai delicati equilibri di cui sopra. Non si capisce poi che fine debba fare il già più volte promesso allargamento della banchina di Fincantieri dedicata alla costruzione di grandi imbarcazioni.
  8. Il modello di organizzazione turistica tipico del settore della crocieristica è consumistico e molto poco funzionale alla sviluppo della città; i fruitori delle crociere, infatti, una volta attraccati, tendono a comprare pacchetti turistici già predisposti dalla compagnia ed allontanarsi dall’area di sbarco.
  9. E’ una sconfitta della strategia urbanistica degli ultimi 30 anni che era basata sulla apertura della città al porto e viceversa, la valorizzazione della multifunzionalità delle attività portuali e la riqualificazione ambientale della Città Storica.

In conclusione, il progetto ci pare sbagliato e dannoso per la città di Ancona.

La concessione prevista per 50 anni rischia inoltre di vincolare il territorio ad un suo sviluppo insostenibile dal punto di vista socio –ambientale.

Per tutte queste ragioni ci impegniamo ad organizzare una campagna di comunicazione e mobilitazione al fine di consapevolizzare l’opinione pubblica e provare in tutti i modi a fermare la realizzazione di questa ennesima grande opera dannosa.

Italia Nostra

Altra Idea di Città

Legambiente Pungitopo Ancona

APS Portonovo per Tutti

Forum Paesaggio Marche

Cittadini in Comune / Falconara Bene Comune

Siamo Falconara – Sinistra in Comune

Ondaverde Onlus Falconara

Potere al Popolo

Falktraz laboratorio dell’autogestione

Spazio Comune Heval

Partito Comunista Italiano

Consiglieri Comunali:

Francesco Rubini

Stefano Tombolini



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-05-2019 alle 16:03 sul giornale del 11 maggio 2019 - 533 letture