Premi non riscossi, il tesoretto dell'erario

gioco d'azzardo lotteria 3' di lettura Ancona 23/09/2019 - Le origini della lotteria sono antiche e orientali, infatti, la nascita di questo gioco d'azzardo viene collocata in Cina nel 200 a.C e fu usata dagli imperatori orientali per finanziari grandi opere cittadine e militari.

In Italia, la prima lotteria nasce a Milano nel 1449 grazie ad un banchiere milanese, Cristoforo Taverna, parte dei soldi ricavati furono usati per finanziare gli scontri contro Venezia, in altri paesi europei le lotterie furono usate per finanziare spese di guerra, costruzioni cittadine e opere filantropiche. Le lotterie quando non erano pubbliche e reali venivano organizzate da private per fini sociali e artistici. Si è arrivati fino ad oggi, con un'evoluzione del gioco migliorata e velocizzata grazie ai sistemi computerizzati e Internet.

La storia dei premi non riscossi

L'estrazione del SuperEnalotto è sempre molto attesa dagli italiani, i dati riportano che il gioco abbia perso molto pubblico e appassionati, tuttavia sia l'estrazione sotto periodo natalizio (6 gennaio o inizio anno), sia in occasione di eventi importanti, programmi nuovi di prima serata, raccolte fondi per cause sociali il numero di biglietti acquistati è sempre molto alto così come l'attenzione dei curiosi che si chiedono sempre, chi sia o sarà il fortunato vincitore, come fa ad essere sempre più alto il valore della vincita. Una risposta c'è e purtroppo è tragicomica: ci sono giocatori che vincono ma non ritirano il premio creando così un tesoretto che verrà riversato nell'Erario e un valore che viene rimesso in estrazione, ovvero rigiocato nel nuovo premio.

Come riportato da Pathosonline solo Lotteria Italia e SuperEnalotto dal 2002 hanno accumulato 27 milioni di euro di premi non riscossi, cioè di soldi vinti da persone con biglietti dai numeri vincenti dichiarati e pubblicati in Gazzetta Ufficiali, seguendo le regole sui giochi a premi in denaro. Dopo 180 giorni, infatti le vincite non reclamate, riporta PathosOnline, vanno a finire nelle casse dello Stato e, in parte, nella nuova giocata. Anche nel 2010, si sono sommati grandi numeri, ben 310 milioni di euro, l'ammontare dei giochi complessivi, quindi anche scommesse sportive e virtuali, Slog, Bingo, Ippica, eccetera nel 2016 hanno creato 10,5 miliardi di euro per l'Erario e circa 9 miliardi di euro restituiti al gioco.

209 milioni di euro non ritirati, il premio dimenticato di Ferragosto

Il 13 agosto 2019, nel bar di Lodi è stato acquistato un biglietto vincente a due euro, il valore del premio è di 209 milioni di euro. Ancora non si è presentato nessuno per la riscossione di questa somma di soldi che può essere ritirata entro il 14 novembre nelle sedi di Roma o Milano. Per le somme sopra i 52 mila euro, spiega PathosOnline, il vincitore o il suo notaio incaricato si deve presentare nelle sedi Sisal di Roma o Milano con il biglietto originale che rappresentao un titolo al portatore. La Sisal verserà sul conto corrente la vincita decurtata del 12%, il costo del prelievo fiscale. Sui 209 milioni equivale a circa 25 milioni, il fortunato vincitore riceverà quindi 184 milioni puri.






Questo è un articolo pubblicato il 23-09-2019 alle 12:31 sul giornale del 23 settembre 2019 - 293 letture

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