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Striscione contro Salvini, insulti e minacce all'Ancona Respect

2' di lettura Ancona 27/12/2019 - Dopo la bufera scatenata per lo striscione contro Salvini esposto durante una partita, la scuola di calcio Ancona Respect, parte della Polisportiva Antirazzista Assata Shakur, ha spiegato il gesto e respinto le accuse al mittente.

"Nessuno ha strumentalizzato nessuno - scrive la società su Facebook -. Era una partita interna alla nostra società", "una partita di calcio speciale aperta a tutti, dirigenti, allenatori, calciatrici, amici, tifosi, simpatizzanti, tesserati e non. Una partita alla quale si sono aggiunte all'ultimo anche le ragazze della giovanile, che avevano appena finito il loro allenamento".

"Era una partita interna alla nostra società, tra tutte persone ben consapevoli del nostro impegno sociale e politico ancor prima che sportivo. Impegno politico che abbiamo deciso di manifestare prima del calcio d'inizio, quando ci siamo fotografati con uno striscione con su scritto "Diamo un calcio a Salvini" per protestare contro la presenza del leader della Lega in città. Diamo un calcio a Salvini. All'interno della cornice di una partita di pallone. Un atto politico, sicuramente sì. Ma vederci un incitamento alla violenza è davvero un esercizio da equilibristi".

La società è stata bersagliata da numerosi messaggi contenenti insulti e frasi minatorie. Tra i più violenti questo: "Spero che qualche amico di Oseghale fa alle vostre mogli, figlie e sorelle quello che Oseghale ha fatto alla povera Pamela Mastropietro a Macerata".

Il team, che ha postato alcuni screenshoot dei tanti insulti arrivati, va all'attacco: "Quello che è il vero incitamento alla violenza risiede nelle centinaia di messaggi che abbiamo ricevuto nelle ultime 48 ore dopo che la pagina Facebook nazionale della Lega ha condiviso, decontestualizzando e strumentalizzando, la nostra foto col suddetto striscione".

"Tutti i genitori delle ragazze e dei ragazzi iscritti alla nostra scuola calcio - spiega Ancona Respect - sanno del nostro impegno sociale, politico e sportivo. Esponiamo da anni ad ogni nostra partita, lo striscione 'Chi ama lo sport, odia il razzismo'. Essere contro ogni tipo di discriminazione, in Italia nel 2019, significa essere contro quei leader politici che provano a dividere per acquisire voti, che lisciano il pelo ai peggiori istinti. Che dicono di essere dalla parte del popolo quando del popolo non lo sono neanche mai stati. Noi siamo il popolo. Con le nostre attività di quartiere quotidiane, basate sul volontariato".






Questo è un articolo pubblicato il 27-12-2019 alle 18:01 sul giornale del 28 dicembre 2019 - 538 letture

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