Il Franchising in Italia: numeri e condizioni del settore

5' di lettura Ancona 20/01/2020 - Le conclusioni del 32° Salone Franchising di Milano, tenutosi lo scorso ottobre, sembrano confermare ciò che i principali analisti del mercato già sapevano: il Franchising in Italia sta vivendo un periodo di forte sviluppo, riuscendo a reggere molto meglio di altre formule commerciali l'impatto della crisi economica. Ecco tutti i dati che permettono di evidenziare il fenomeno.

Il Franchising è in continua espansione

A dirlo è una fonte autorevole: parliamo del nuovo rapporto Assofranchising 2019 [1]. L'associazione che riunisce le imprese del settore in Italia, infatti, certifica gli ottimi risultati conseguiti nel corso dell'anno appena trascorso, i cui numeri sono peraltro stato oggetto del citato Salone di Milano. Stando ai numeri, infatti, questa formula rappresenta ancora oggi un'occasione di sviluppo per il mercato, soprattutto per i più giovani: i dati, infatti, dimostrano che circa un quarto degli imprenditori del comparto hanno un'età compresa fra i 25 e i 35 anni.

Il settore dell'affiliazione prevede, nel suo complesso, la ragguardevole quota di fatturato dei 24 miliardi di euro, che vengono realizzati da oltre 50.000 negozi, appartenenti a quasi 1.000 catene di franchisor, 61 delle quali estere. La quota media di ingresso all'interno di questo mercato resta abbastanza elevata, ma gli investimenti iniziali si stanno abbassando, anche grazie alle agevolazioni previste per i giovani: oggi, infatti, è possibile entrare in un franchise con un importo tutto sommato contenuto, compreso tra i 20.000 e i 100.000 euro. Sotto il profilo occupazionale, invece, le persone impiegate nel comparto sono, al 2019, oltre 200mila.

I numeri del Franchising in Italia

Continuando con l'analisi del rapporto Assofranchising 2019, in dettaglio si evidenzia che l'andamento degli ultimi sei mesi dell'anno trascorso ha registrato un incremento delle vendite pari a circa l'1%, un segnale decisamente positivo se confrontato con l'altalenante indice dei consumi nel Paese. Questi dati confermano non soltanto la forte presa dei big del settore, ma anche la costante presenza di piccole realtà (anche presenti all'interno dei centri commerciali), i quali riescono ad attirare quote di pubblico crescenti anche a fronte della concorrenza sempre più accanita del commercio elettronico.

Da questo punto di vista, ad offrire risultati al di sopra le aspettative sono anche catene commerciali generiche, presso le quali i consumatori possono acquistare gli oggetti più diversi: ad esempio, nel catalogo Tiger [2] si trovano strumenti per la cucina, elementi di arredo, giochi per ragazzi, costumi, accessori e tanto altro. Accanto ad offerte del genere, peraltro, si sottolinea lo sviluppo crescente dei cd. "negozi di prossimità" in Franchising, in grado di offrire un rinnovo periodico di prodotti, mentre la casa madre si occupa principalmente di attività accessorie, come la promozione commerciale e il rinnovo degli arredi.

Complessivamente, in Italia dal 2017 al 2019 sono stati aperti complessivamente 900 nuovi punti vendita o servizi annessi ad una catena di Franchising. Ad oggi, le merci e i servizi erogati da parte degli affiliati rappresentano circa il 7% della distribuzione nazionale.

I settori trainanti del Franchising in Italia

A rendere più completo il quadro relativo alle tendenze del settore in Italia interviene il recente rapporto Franchising di Confimprese [3], dalle cui analisi emerge l'insieme delle categorie merceologiche e di punti vendita che sorreggono i numeri in crescita prima considerati. Da questo punto di vista, il comparto con la maggior presenza è quello relativo alla ristorazione, che da solo genera quasi 3 miliardi di fatturato e può vantare una presenza di quasi 4.000 punti vendita.

Sempre il cibo concentra su di sé le principali tendenze innovative. La rilevazione di Confimprese, infatti, rileva come lo street food si confermi icona delle nuove generazioni, con un 52% di italiani che acquistano regolarmente cibo da strada e un 69% degli stessi che si rivolge a prodotti relativi alla tradizione culinaria nostrana.

Allo stesso tempo vengono rilevati in forte crescita i settori relativi a benessere e salute, con negozi di Franchising di erboristeria, estetica e parafarmaceutica che producono oltre 300 milioni di ricavi, con una crescita del 25% rispetto al 2018. Lo stesso dicasi anche per la moda, dove fra catene di abbigliamento, calzature, intimo e accessorio le aperture degli ultimi due anni sono state 240. I due settori del food & fashion, peraltro, rappresentano veri e propri portavoce del made in Italy e costituiscono il cardine del settore retail: nel biennio 2017-2019, infatti, hanno potuto assicurare ben 500 aperture. Peraltro, reggono bene anche i comparti relativi all'ottica, alla cultura e spettacolo, nonché all'arredo casa, con circa 200 aperture nello stesso periodo.

Fonti

[1] Articolo di Assofrinchising sull’andamento del settore nel 2019
[2] Contenuti dal catalogo Tiger online citato
[3] Rapporto franchising di Confimprese






Questo è un articolo pubblicato il 20-01-2020 alle 13:09 sul giornale del 20 gennaio 2020 - 238 letture

In questo articolo si parla di economia, redazione, articolo

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/bffy





logoEV