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Gioco online in Italia: un giro miliardario che ha vacillato (ma si è ripreso)

5' di lettura Ancona 23/06/2020 - Quello del gaming è un settore molto florido in Italia, un business da miliardi di euro che negli ultimi tempi, per via dell'emergenza sanitaria che ha interessato il nostro Paese così come buona parte del mondo, si è ritrovato a fronteggiare una crisi senza precedenti.

Ancor prima di parlare della crisi più recente, tuttavia, è utile un breve excursus relativo alle disposizioni governative che hanno riguardato il mondo del gaming online nel corso degli ultimi anni.

Le più recenti restrizioni al mondo del gaming online

Il settore del gioco online ha dovuto fronteggiare una serie di ostacoli non indifferenti: anzitutto è stato previsto il cosiddetto "distanziometro", il quale ha imposto la chiusura delle agenzie di scommesse aperte in prossimità di luoghi sensibili su tutto il territorio nazionale, dopodiché l'arrivo al Governo del Movimento 5 Stelle ha previsto paletti ancor più restrittivi come l'innalzamento dell'imposizione fiscale, divenuta una delle più alte d'Europa, e il divieto assoluto di pubblicizzare siti di scommesse online.

La ratio di queste disposizioni, come più volte sottolineato dal Ministro Luigi Di Maio, è quella di fronteggiare il problema della ludopatia: sicuramente il gioco patologico merita di essere affrontato con soluzioni rigorose e mirate, ma quello del gaming online è anche un settore che soddisfa semplici giocatori, persone che scelgono di dedicarsi a quest'attività più o meno occasionalmente e che la vivono come una mera forma di intrattenimento, senza alcun eccesso.

Nonostante le varie restrizioni, il mondo del gaming online assicura allo Stato italiano un gettito complessivo di circa 10 miliardi di euro annui, la sua importanza è dunque evidente, senza trascurare che il settore garantisce un impiego a circa 100.000 persone sul territorio nazionale.

La crisi dovuta all'emergenza sanitaria

Come si diceva, la pandemia ha costituito per questo settore una crisi mai vissuta prima: lo scorso anno nel periodo intercorso tra aprile e giugno si erano registrati incassi pari a circa 2,5 miliardi di euro, quest'anno invece gli introiti si sono assai ridimensionati.
Da un lato le agenzie sono rimaste completamente chiuse, per cui i relativi incassi si sono azzerati del tutto, dall'altro il gioco online ha subito dei cali superiori al 50%: infatti, l'emergenza sanitaria non ha corrisposto soltanto alla chiusura delle sale scommesse, ma anche, anzi soprattutto, all'assenza di eventi su cui giocare.

Nel gioco telematico si sono adottate delle soluzioni "tampone", come ad esempio la possibilità di scommettere su un gran numero di eventi virtuali, dunque giocati da appositi simulatori, ma ovviamente il ritorno economico non è potuto essere analogo a quello tradizionale.
Andrew McCarron, Managing Director di Sports Betting Community, ha sottolineato infatti che il giocatore medio tende ad essere piuttosto abitudinario, dunque è difficile che destini le medesime somme ad un gioco diverso da quello a cui è solito dedicarsi.

Non solo, c'è da considerare anche che quello del gaming online è un intrattenimento molto "emotivo": il giocatore ama scommettere sulla propria squadra, ama seguire un vero evento sportivo e difficilmente queste sensazioni possono essere sostituite da un simulatore virtuale.
Sulla base di quanto detto, è evidente che il settore del Gaming si sia ritrovato a fronteggiare, negli ultimi mesi, la più forte crisi della sua storia, tuttavia ora si registrano alcuni segnali di ripresa.

La recente ripresa del settore

Le sale scommesse italiane hanno riaperto il 14 giugno, dunque la raccolta di scommesse in agenzia ha ripreso dopo mesi di chiusura totale, inoltre sono ripartite molte competizioni sportive, su tutte i campionati di calcio di importanti nazioni europee quali Italia, Spagna, Inghilterra e altre ancora, i quali corrispondono senz'altro una grossa "fetta" delle scommesse effettuate dai giocatori.

Tutto lascia immaginare che nelle prossime settimane il mondo delle scommesse riuscirà a recuperare una buona parte delle forti perdite registrate negli scorsi mesi: i già citati campionati di calcio chiamano le loro squadre a disputare molte partite ravvicinate, senza trascurare la ripresa di competizioni europee quali la Champions League, ciò significa che saranno disponibili tanti eventi interessanti su cui scommettere su bookmakers autorizzati come betn1.

Verosimilmente, il 2020 sarà comunque ricordato come l'anno più negativo in assoluto per il settore gaming online in Italia da quando il gioco è stato legalizzato, tuttavia le condizioni appena descritte, quindi la ripartenza dei campionati e la riapertura delle sale scommesse, consentiranno sicuramente di riprendere un buon business.

I punti interrogativi sul futuro del gaming online in Italia

I veri dubbi sul settore gaming online e non, in realtà, non sono correlati esclusivamente al superamento dell'inattesa condizione venutasi a creare in Italia e in tante altre nazioni del mondo: gli operatori del settore intendono piuttosto capire se si creeranno delle condizioni più favorevoli per garantire una buona floridità a questo comparto.

Come si diceva in precedenza le posizioni del Governo sono state piuttosto ferree, tuttavia è evidente che esse pesino non poco su un settore che assicura ogni anno enormi entrate erariali e che danno lavoro a moltissimi addetti.

La ludopatia è un male che va contrastato con tutti i mezzi possibili, ma occorrerebbero, con ogni probabilità, delle soluzioni più mirate: penalizzare l'intero settore non solo non porta benefici a nessuno, né alle casse dello Stato, né ai lavoratori del settore, tantomeno agli stessi consumatori che vogliono potersi dedicare in modo agevole a questa forma di intrattenimento, ma con ogni probabilità è anche completamente inutile per l'intento dichiarato.






Questo è un articolo pubblicato il 23-06-2020 alle 17:53 sul giornale del 23 giugno 2020 - 62 letture

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