L’Ordine degli Psicologi delle Marche a favore di una scuola in sicurezza e in presenza

5' di lettura Ancona 25/06/2020 - Torna ad esprimersi sull’importanza della riorganizzazione della scuola in presenza, l’Ordine degli Psicologi Marche, dopo che la presidente Katia Marilungo era intervenuta proprio su questo tema anche durante il lockdown vissuto a causa del coronavirus.

E questa volta lo fa presenziando all’evento “Priorità alla scuola” che si è tenuto oggi ad Ancona, dove la delegata per la psicologia scolastica, la Consigliera Segretaria Federica Guercio ha parlato di “DAD: quali conseguenze per bambini e ragazzi. L’importanza della psicologia scolastica”.

Sul tema la presidente spiega: «Riteniamo essenziale una riorganizzazione della scuola in presenza, perché essa rappresenta non solo istruzione, promozione della cultura e formazione – dice - ma perché l’esperienza scolastica è anche un momento cruciale per la vita di bambini e giovani che si approcciano alle relazioni, al confronto con i pari, all’individuazione e strutturazione del se e della propria personalità, nella creazione di un loro spazio sociale diverso dalla famiglia. Per ciò che concerne la DAD occorre fare alcune considerazioni per utilizzare al meglio quello che questa esperienza ci ha insegnato». Secondo Marilungo «dobbiamo riconoscere il grande l’impegno dei docenti nel trasformare la didattica per continuare a garantire l’istruzione e la presenza della scuola seppur a distanza – dice – tuttavia se dovessimo fare un bilancio nel rapporto tra rischi e benefici della didattica a distanza, che sarebbe più opportuno chiamare tele-didattica, (Tele dal greco τηλε- cioè "lontano") dobbiamo rilevare più criticità: infatti solo dove si sono verificate le condizioni ottimali (presenza di device personali, supporto genitoriale, consapevolezza digitale) si è potuto constatare la sua utilità per tamponare situazioni di emergenza”. Purtroppo secondo la presidente nella maggior parte dei casi si è vista una delega quasi totale dell’istruzione alle famiglie, dove i genitori si sono improvvisati insegnanti; purtroppo ha posto gli studenti in condizioni non eque penalizzando chi proveniva da condizioni economiche e sociali svantaggiate, bambini e ragazzi con bisogni educativi speciali, Dsa, Disabilità, con conseguente alto rischio di futura dispersione scolastica e perdita delle motivazioni all’approccio allo studio e alla formazione. Inoltre si sono accentuate condizioni di chiusura relazionale, alterazione dei livelli di attenzione, concentrazione, stanchezza, cefalea, disturbi del sonno. “Il tempo dedicato al video – dice Marilungo - non può essere lo stesso che in presenza deve essere di molto inferiore. Sono da considerarsi infatti i rischi legati all’iper-coinvolgimento digitale che non riguardano solo la dipendenza ma anche rischi legati all’uso inconsapevole della rete dal grooming per i più piccoli fino alle challenge per gli adolescenti. Non meno importante – conclude - l’elevato stress a cui gli insegnanti sono stati sottoposti che ha provocato un aumento di disagio psicologico e disturbi psicosomatici anche legati al sovraccarico di lavoro».

Ad intervenire anche la consigliera segretaria, Federica Guercio: «Altro tema che si è evidenziato in maniera netta - sottolinea – è che la funzione della scuola non può essere quella di dare informazioni con i mezzi tecnologici avanzati, controllando le webcam accese, se si copiano i compiti, che tipo di valutazione dare e cioè solo l’aspetto esecutivo, ma quello di accompagnare, sostenere e aiutare i bambini e i ragazzi nel loro percorso di sviluppo personale, stimolando curiosità verso il mondo e fiducia nelle proprie capacità. Qui la crisi ci ha dato un grande insegnamento che dobbiamo cogliere – dice- le crisi sono acceleratori di cambiamenti e la didattica deve cambiare: per i preadolescenti e adolescenti, per esempio, nuovi apprendimenti dovranno essere saggezza e consapevolezza digitale, capacità di reperire e integrare la complessità delle informazioni che si trovano in rete, ma anche capire come rielaborarle e distinguere le informazioni vere dalle fake». Guercio prosegue: «In tutto questo quadro emerge quindi chiaramente quanto sia prezioso disporre di un servizio di psicologia scolastica all’interno degli istituti. Lo psicologo scolastico interviene in prevenzione, con progetti ad hoc, nel supporto a docenti, ai familiari – dice -. E’ molto importante nell’intercettazione precoce del disagio, impedendone la cronicizzazione. È stato un errore interrompere tutta l’attività di prevenzione e promozione della salute psicologica. Fare dei gruppi classe virtuale per condividere l’esperienza emotiva di ciò che stavano vivendo bambini e ragazzi a svantaggio di qualche ora di didattica avrebbe aiutato a gestire le emozioni negative e reso più semplice la ripartenza. Alcune scuole, anche su nostra indicazione hanno mantenuto saggiamente lo sportello di ascolto e il confronto con gli psicologi».

L’Ordine Psicologi Marche porterà avanti l’impegno di mantenere alta l’attenzione sulla psicologia scolastica, anche attraverso le interlocuzioni con le istituzioni di Regione e Ambiti Territoriali proponendo l’attivazione di servizi di psicologia scolastica all’interno delle scuole che lavoreranno in un’ottica di comunità educante in stretta relazione con i servizi del territorio.

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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-06-2020 alle 16:44 sul giornale del 26 giugno 2020 - 454 letture

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