Mancini, da Jesi alla nazionale
Essere l'allenatore della nazionale italiana di calcio è sicuramente uno degli onori più grandi per un tecnico nato nel Belpaese. Il caso di Roberto Mancini, attuale selezionatore degli azzurri, è quello di un cursus honorum preciso e continuo nel quale il nativo di Jesi, in provincia di Ancona, è partito dalle giovanili del Bologna per poi affermarsi prima come grande calciatore e poi come tecnico dalle larghe vedute.
Nato nel 1964, Mancini si era fatto notare fin da subito per la sua abilità col pallone, facendo poi il salto a 18 anni passando dal Bologna alla Sampdoria, squadra della quale sarebbe stato il numero 10 per quasi quindici anni, vincendo uno storico Scudetto nella stagione 1990-91, come riportato qui di seguito: https://www.goal.com/. Dotato di una tecnica sopraffina, il Mancio sarebbe stato parte integrante della nazionale italiana dal 1984 al 1994, disputando anche il mondiale di Italia '90, nel quale però non fu titolare.
La sua voglia di migliorare e di lottare per grandi obiettivi lo spinse a lasciare Marassi nell'estate del 1997, quando dopo 132 reti in 424 incontri abbandonò la Sampdoria per vestire la maglia della Lazio, una delle outsider nella prossima corsa allo Scudetto secondo le quote delle scommesse più attuali qui proposte: https://www.planetwin365.it/. Con la squadra romana il trequartista marchigiano disputò tre campionati, riuscendo a togliersi la grande soddisfazione di chiudere il decennio iniziato con la vittoria del campionato a Genova con un altro trionfo in Serie A proprio con i bianco celesti. La festa per il secondo Scudetto di sempre della Lazio fu di quelle indimenticabili, vista la grande rimonta effettuata sulla Juventus con il sorpasso definitivo arrivato proprio all'ultima giornata. La sua abilità nel vedere il gioco e la sua grande tecnica lo avevano già reso un ottimo allenatore in campo, come ben si evinceva da come dava le istruzioni ai suoi compagni di squadra, specialmente durante gli anni di Vujadin Boskov alla Sampdoria e di Sven Goran Eriksson alla Lazio.
Il passaggio dal campo alla panchina fu praticamente immediato e già nel 2001 il Mancio avrebbe iniziato ad allenare in Serie A prendendo l'incarico di tecnico della Fiorentina, per poi passare l'anno dopo alla Lazio e venire scelto dall'Inter per un progetto molto ambizioso. Molto ancorato al tatticismo all'italiana ma anche capace di dare un gioco offensivo alla sua squadra, Mancini vinse prima il campionato italiano con l'Inter e poi quello inglese con il Manchester City, squadra che allenò dal 2009 al 2013. Il marchigiano, tuttavia, era destinato ad avere una rivincita con l'Italia, con la quale non fu per niente fortunato quando era calciatore. Questa rivincita è arrivata nel 2018, quando dopo la clamorosa eliminazione dai mondiali di Russia per mano della Svezia, la FIGC lo chiamò per risollevare le sorti degli azzurri. Il suo percorso alle qualificazioni al prossimo europeo a visto la sua squadra vincere 10 partite su 10, come riportato qui: https://sport.sky.it/, stabilendo così un record assoluto in questo ambito.
Il percorso di Mancini nel mondo del calcio italiano sembra essere dunque piuttosto lineare, con il prossimo campionato europeo sullo sfondo che potrebbe dare ancora più lustro alla sua carriera. Dalle Marche all'Europa, la sua avventura nel calcio ancora non è finita.
Questo è un articolo pubblicato il 26-08-2020 alle 11:55 sul giornale del 26 agosto 2020 - 140 letture
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