Quasi metà delle famiglie italiane senza banda larga: le possibili soluzioni al problema

3' di lettura Ancona 23/10/2020 - La diffusione della banda larga in Italia è una questione al centro di molte discussioni. Ormai la navigazione veloce è diventata essenziale tanto per le aziende quanto per i cittadini, ma questa consapevolezza si scontra con una carenza di infrastrutture necessarie a portare internet in tutte le zone della Penisola.

Ci sono infatti delle aree (i cosiddetti “white spots”) attualmente non coperte dalla cablatura della connessione a banda ultra larga, la cui diffusione è parecchio in ritardo rispetto alla tabella di marcia se messa a confronto con gli altri paesi europei. Di cosa si tratta esattamente? In tal caso il flusso di dati viaggia come sempre tramite una serie di cavi, solo che si tratta di quelli realizzati in fibra ottica: questi ultimi assicurano una maggiore velocità di trasmissione e un’ampiezza di banda superiore. Come detto, però, i cavi in fibra non sono ancora presenti ovunque.

Il rapporto Auditel-Censis sulla diffusione di internet in Italia

Per far chiarezza in merito alla situazione della connessione web in Italia basta far riferimento al recente report prodotto dalla Auditel e dal Censis. Stando alla ricerca, è emerso quanto segue: al momento in Italia si trovano circa 3,5 milioni di famiglie senza accesso alla rete. Per quanto concerne la banda larga su rete fissa (dunque cablata), soltanto il 55% delle famiglie della Penisola vi ha accesso. Nella maggior parte delle situazioni, uno dei fattori che impedisce di sfruttare le connessioni fisse ad alta velocità è quello economico: non a caso, soltanto il 19% delle famiglie a basso reddito ha deciso di dotarsi di una connessione a banda larga. Naturalmente ci sono molte persone che non hanno accesso ai cavi in fibra perché questi ultimi non sono stati ancora installati nella zona di riferimento.

Le connessioni domestiche in grado di raggiungere le zone remote

Esistono comunque delle connessioni fisse alternative all’adsl e alla fibra ottica che possono raggiungere le aree dove queste non arrivano. Un valido esempio è rappresentato dalla tecnologia Fixed Wireless Access, la quale non sfruttata i cavi per la trasmissione dei dati bensì le onde radio emesse sul territorio tramite una rete di antenne connesse fra loro. Ci sono provider come Linkem che portano internet a casa sfruttando proprio questa tecnologia così da garantire la connessione là dove mancano le infrastrutture. Naturalmente la FWA non è l’unica opzione percorribile dato che esistono anche la connessione satellitare e il WiMax. La prima permette di accedere alla rete collegandosi ai satelliti attraverso un modem che – volendo sintetizzare – funziona come una sorta di decoder. Purtroppo anche i satelliti soffrono del problema della copertura in certe aree. La connessione WiMax, invece, sfrutta le già citate onde radio emesse dalle antenne sparse per il territorio, che a loro volta “pescano” il segnale dai cavi stessi, propagandolo per centinaia di chilometri.

Se quindi la situazione italiana rispetto alla diffusione di internet non è delle più consolanti, esistono oggi diverse opzioni percorribili da chi non ha ancora internet in casa.






Questo è un articolo pubblicato il 23-10-2020 alle 17:08 sul giornale del 23 ottobre 2020 - 43 letture

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