Come aprire un ecommerce nel Regno Unito: iter e legislazione

Come aprire un eCommerce nel Regno Unito, dal magazzino al VAT number 11' di lettura Ancona 24/11/2020 - Aprire un ecommerce nel Regno Unito è un'opportunità che molti imprenditori, soprattutto europei, prendono in considerazione per via dei molteplici vantaggi che lo stato inglese offre. In questa guida scopriamo come aprire in modo corretto un ecommerce in UK, dalla costituzione della società alla gestione del magazzino.

Come aprire un ecommerce nel Regno Unito

Aprire un ecommerce nel Regno Unito richiede un iter burocratico che parte dalla scelta dell'assetto societario fino alla costruzione del sito internet. Oltre alla gestione del magazzino, che in UK è obbligatorio e dal quale si gestiranno la spedizione dei prodotti.

Apertura di una LTD

Il primo passo è l'apertura della società. In Inghilterra ci sono diverse tipologie di incorporazione possibili. Quella maggiormente adottata dalle imprese il cui business si basa sull'ecommerce è la LTD (LimiTeD). Si tratta di un assetto societario a responsabilità limitata, che prevede notevoli vantaggi sia per le startup che per le aziende solide: burocrazia snella e rapida, tassazione agevolata (19% su fatturato netto), costi d'apertura bassi. L'iter per aprire una LTD può essere svolto direttamente online attraverso il sito ufficiale dell'HRMC (Ente del Fisco brittanico), registrando un account e seguendo l'intera procedura passo dopo passo, effettuando il pagamento richiesto per l'apertura della società tramite bonifico o paypal. È altresì possibile farsi seguire in questo processo da una delle tante società di servizi specializzate in formazione delle aziende. Considerati i costi bassi, consigliamo di scegliere questa strada, in quanto ci eviteranno il rischio che qualcosa vada storto, in particolare se non siamo inglesi e non conosciamo bene il fisco britannico. La scelta è ampia, ma è necessario valutare bene il proprio partner nell'avventura imprenditoriale oltremanica. Noi consigliamo la Absolute Accounting di Birmingham o la GR Morgan Formation di Londra, ma ce ne sono tante valide.

VAT Number

Nel Regno Unito si può avviare una società, anche nel settore del commercio elettronico, senza Partita IVA, o meglio, il VAT Number. Il numero di P.IVA infatti è richiesto esclusivamente se gli introiti dell'attività commerciale sono superiori alle 85 mila sterline annue. Nel caso si prospetti un giro d'affari più elevato, sarà necessario richiedere un VAT Number che permetterà di applicare l'Iva in fattura e di conseguenza scaricare le spese effettuate per aprire la società. Infatti, senza un numero di VAT non è possibile (anche per le vendite condotte online), né applicare l'Iva in fattura né scaricarla. La richiesta del numero di Partita IVA può essere svolta contestualmente all'avvio della propria società, telematicamente dopo l'ottenimento del proprio Gateway Account, oppure via posta, inviando il modulo direttamente all'HMRC. Per gli ecommerce l'aliquota IVA prevista cambia a seconda dei prodotti o servizi commercializzati. Questa va dal 20% per prodotti o servizi tradizionali, al 5% per prodotti culturali o di prima necessità come libri, e-book, prodotti per la vendita dell'energia e del gas, ecc.. Infine, ci sono alcuni prodotti esenti da IVA quali francobolli, transazioni finanziarie, società no-profit.

Realizzazione dell'ecommerce

Concluso l'iter burocratico, il secondo step per l'apertura di un ecommerce è il sito web, lo spazio virtuale dove offriremo la possibilità agli utenti di acquistare prodotti o servizi.

Dominio

Necessiteremo quindi di un dominio, che possa rappresentare al meglio i prodotti o servizi venduti. Oggi il nome del dominio è diventato particolarmente importante, e non deve necessariamente essere identico al nome della società (ma è opportuno perché dimostra professionalità). Trovare un dominio di qualità libero è oggi molto difficile, in particolare se si cerca per un dominio .com. Potrebbe essere opportuno cercare fra i siti cancellati oppure in fase di cancellazione, oppure fra i siti premium venduti all'asta. Anche se può risultare costoso, se si sceglie bene è un'investimento sicuro. Trovato il dominio è importante che sia identico al brand, ovvero il naming del sito stesso.

Sviluppo web

Prima di scegliere l'hosting, ovvero lo spazio fisico su server dove gira l'applicativo del sito web è necessario scegliere le tecnologie da adottare. Per nuovi progetti sconsigliamo vivamente l'opzione della programmazione "from scratch", ovvero affidandosi allo sviluppo del codice da 0. Consigliamo invece di affidarsi ad uno dei diversi sistemi di gestione disponibili sul mercato, ovvero i CMS. Esistono sia soluzioni opensource come Wordpress con Woo-commerce, Joomla! con Virtuemart, Magento Opensource, e soluzioni a pagamento come Magento Commerce, Shopify, Etsy e Bigcommerce. Il motivo è che i tempi di sviluppo sono ridotti nel caso di Wordpress o Magento Opensource e praticamente nulli per soluzioni come Shopify ed Etsy. Allo stesso tempo sconsigliamo però le soluzioni a pagamento perché, escluso Magento Commerce (che però ha costi esorbitanti) non permettono di modificare il codice. Infatti l'opensource è un'opportunità di scalabilità. Ad esempio, Zalando nasce come un ecommerce realizzato in Magento Opensource, e una volta raggiunto il successo il sito è stato man mano migliorato. Infine, affidare lo sviluppo del template ad un'agenzia web è piuttosto costoso. Acquistare un template è estremamente economico. Nonostante i tanti lati negativi associati ai template acquistati online (sono estremamente pesanti e lenti da caricare), la scelta migliore è affidarsi ai template, in quanto avremo il nostro sito web operativo in poco tempo. Ed in fase di startup costi e tempi sono un fattore determinante.

Hosting

Una volta scelta la tecnologia sappiamo se il nostro progetto gira su piattaforma Linux o Microsoft. Quasi tutte le piattaforme ecommerce opensource sono sviluppate in PHP e database MySQL, che girano su Linux. Ad esempio il CMS Umbraco è sviluppato in ASP.NET, che gira invece su macchine Windows. Quindi acquisteremo un piano hosting espandibile limitando le caratteristiche dello stesso al minimo indispensabile, per evitare inutili sprechi. Sconsigliamo, in particolare se il nostro progetto avrà respiro internazionale, di affidarsi ad aziende nostrane, sia per via della ridotta qualità media del servizio che per le limitazioni dovute alle reti di comunicazione italiane.

Regole per l'ecommerce

Le regole per il commercio elettronico in UK richiedono che si prenda in considerazione al momento della costruzione dell'ecommerce alcune caratteristiche imprescindibili quali:

  1. Indicazione del prezzo di ogni prodotto o servizio
  2. Una pagina dedicata alle regole per il recesso e ai diritti per i consumatori
  3. Indicazione chiara delle modalità di pagamento
  4. Privacy del cliente con la giusta raccolta dei dati personali, profilazione, tracciamento degli utenti
  5. All'interno del footer (l'elemento inferiore di un sito web, comune a tutte le pagine) è necessario indicare i dati aziendali quali: nome della società e partita IVA

Gestione del magazzino

A meno che non vendano prodotti virtuali, gli ecommerce che operano in Gran Bretagna devono obbligatoriamente avere un magazzino che abbia la sua sede all'interno del paese. Il magazzino dev'essere intestato alla società proprietaria dell'ecommerce e sarà la sede principale dalla quale partiranno gli ordini, verranno effettuati i resi e le sostituzioni del prodotto. Se l'ecommerce ha una distribuzione e vendita a livello internazionale, sarà possibile avere altri magazzini anche fuori dalla Gran Bretagna. L'importante è che il magazzino principale e la sede amministrativa della LTD per l'ecommerce siano finiscamente nel Regno Unito, onde evitare problemi con la legge inglese oltre che con il fisco. Nel caso non si abbiano le competenze o il tempo necessario alla gestione di un magazzino, in Gran Bretagna ci si può affidare anche ad aziende esterne che effettuano la gestione di ordini e magazzino conto terzi, con un contratto di servizio che dev'essere obbligatoriamente intestato alla LTD proprietaria dell'ecommerce.

Ecommerce nel Regno Unito: legislazione

Gli ecommerce nel Regno Unito devono rispettare anche una specifica e attenta legislazione che regolamenta il commercio elettronico. Le leggi in vigore sono valide per qualunque tipologia di prodotto o servizio si commercializzi nel paese e devono essere osservate con attenzione, in quanto le autorità britanniche sono in genere molto attente. Le leggi principali da prendere in considerazione per questo genere d'attività sono relative alla Consumer Protection Act del 2000, EC Directive del 2002, Data Protection Act 2018.

Consumer Protection Act, Distance Selling, del 2000

Nel 2000 il Parlamento Britannico ha ratificato un regolamento destinato alla vendita a distanza. Questo prende il nome di Consumer Protection Act (Distance Selling) e si applica alle vendite online, televisive, telefoniche, per corrispondenza. Il regolamento per i consumatori che fanno acquisti a distanza richiede che le società proponente prodotti o servizi in questa modalità rispettino specifici diritti dedicati al consumatore. Tra questi c'è l'obbligo di offrire il reso ed annullare o recedere da un contratto d'abbonamento o sottoscrizione di un servizio entro un termine di 7 giorni. L'ordine può essere annullato sia prima sia dopo il ricevimento di un servizio o prodotto. Le regole d'annullamento previste da questo regolamento richiedono per gli ecommerce: una pagina con l'informativa aziendale che fornisca le informazioni sul recesso; la restituzione da parte del cliente del prodotto integro; rimborso del denaro entro 30 giorni; annullamento del contratto di finanziamento sé il prodotto viene restituito. Le società che hanno un'ecommerce nel Regno Unito sono obbligate inoltre a:

  1. Rendere nota la durata di una promozione o la presenza di uno sconto al cliente
  2. Specificare la durata minima di un contratto in abbonamento
  3. Le consegne si devono effettuare in non più di 30 giorni. Se la consegna prevede periodi più lunghi bisogna specificarlo

Il regolamento non si applica a tutti i servizi. Infatti, sono esclusi: contratti di vendita terreni, servizi di telefonia, servizi finanziari e aste. Non si applica inoltre alla vendita di prodotti quali: merci alimentari o di natura reperibile quali piante e fiori, registrazioni audiovisive, contenuti in formato digitale o elettronico (quali riviste, giornali, periodici), prodotti personalizzati.

EC Directive (Electronic Commerce Regulations) 2002

La EC Directive è invece una legge specifica per il commercio elettronico approvata dal Parlamento nel 2002, con un regolamento atto a migliorare il rapporto tra società proponente prodotti o servizi e consumatori. La direttiva sul commercio elettronico in Gran Bretagna dev'essere seguita da tutti coloro che pubblicizzano online servizi o beni, vendono beni e servizi tramite ecommerce, archiviano o trasmettono contenuti elettronici oppure danno accesso ad una rete specifica di comunicazione. Le norme sul commercio elettronico richiedono l'indicazione corretta delle informazioni aziendali e dell'autorizzazione per il commercio online inserendo anche numero di registrazione. Per i contratti che vengono svolti e condotti online è necessario: comunicare al cliente le fasi tecniche e i termini del contratto in una mail precedente alla formalizzazione dell'ordine; archiviazione del contratto per la vendita rispettando il regolamento della Privacy, dare agli utenti la possibilità di modificare i loro dati personali, definire in quali lingue oltre l'inglese è possibile concludere il contratto. Dare la ricezione dell'ordine e conferma al cliente dell'eventuale periodo di consegna e registrazione direttamente online. Nell'ambito della comunicazione commerciale (es: e-mail marketing) è necessario: identificare le mail pubblicitarie in modo chiaro; scrivere per conto di quale impresa viene inviata la mail; identificare chiaramente se nella mail ci sono: sconti, regali, concorsi premio, offerte o promozioni.

Data Protection Act 2018

Il regolamento più recente al quale fare riferimento è il Data Protection Act 2018 del Regno Unito aggiornato alle regole del GDPR previste dall'Unione Europea. La legge articolata in sette parti differenti richiede innanzi tutto che si rispetti la Privacy degli utenti che raggiungono l'ecommerce. Dunque, la prima regola è ottenere il consenso con il sistema di Opt-In all'utente per conservare i dati e profilare le sue azioni sul sito. In Gran Bretagna, come nel resto dell'Unione Europea, le informazioni sui dati personali devono essere usate in modo lecito e trasparente, pertinente e limitato. Non possono essere venduti a terzi o divulgati ad altre società o persone. Inoltre, gli utenti devono essere gestiti in totale sicurezza al fine di evitarne la perdita, pena condanne civili o penali. I dati errati devono poter essere aggiornati o cancellati definitivamente se l'utente lo richiede, e gli utenti devono poter usufruire lo stesso del servizio offerto anche se richiedono una limitazione all'uso dei loro dati personali. Infine, la profilazione commerciale non deve comportare il riconoscimento univoco di un utente o dei suoi relativi dati personali.
Anna Lane Tamm, AGESTAMPA






Questo è un articolo pubblicato il 24-11-2020 alle 17:21 sul giornale del 24 novembre 2020 - 44 letture

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