Area marina protetta del Conero, no da Marina Dorica

6' di lettura Ancona 16/04/2021 - Il Consorzio Vanvitelli s.c.p.a., costituito da 9 Circoli Nautici (Ancona Yacht Club, Assonautica, Lega Navale Italiana, Sef Stamura, Club Amici del Mare, Dopolavoro Ferroviario, Ass. Pesca Sportiva, la Bolina, Ass. Pesca Sportiva Lazzaretto ed il Club di attività subacquee Komaros, che insieme rappresentano più di 2.500 soci), e da 5 aziende che operano nel settore della nautica, è il socio di riferimento de “La Marina Dorica s.p.a.”, società che gestisce il Porto Turistico di Ancona.

Con riferimento al rinnovato dibattito sostenuto dalle associazioni ambientaliste circa la Istituzione dell’Area Marina Protetta della Costa del Monte Conero, il Consorzio Vanvitelli rappresenta le seguenti osservazioni, che si ritiene debbano essere prese in attenta considerazione dalla società civile e dalle Istituzioni locali , regionali e nazionali.

Caratteristiche biologiche ed ambientali del fondale marino

Nel tratto di mare interessato non risultano essere presenti organismi rari né in pericolo di estinzione, il fondale è costituito da un substrato di rocce calcaree ricoperte da alghe e molluschi che non arriva a più di cento metri dalla costa (in alcuni vasti tratti anche molto meno), al di là delle rocce si estende un fondale “piatto” ed “inerte” sabbioso o fangoso che, dai 10 metri, passa ai 12 metri di profondità a più di un chilometro dalla costa. Questo non vale per la baia di Portonovo dove il fondale si presenta totalmente piatto e sabbioso senza la presenza di rocce e habitat particolari di flora o fauna.

Sono inoltre completamente assenti le praterie di posidoniacee che caratterizzano i fondali di altri mari e per la cui salvaguardia sono state, fra l’altro, motivate le istituzioni di aree marine protette. Per questi motivi il tratto di mare prospiciente la costa del Conero non presenta, per i nostri associati, peculiarità tali da giustificare l’istituzione di una Area Marina Protetta. Tanto è vero che il Ministero dell’Ambiente, nella sua ultima proposta di perimetrazione e zonizzazione, non ha nemmeno preso in considerazione, per mancanza dei presupposti, l’istituzione di una zona A, quella più interessante da tutelare e da sottoporre a maggior grado di protezione. Il territorio è inoltre densamente antropizzato.

La presenza di due porti turistici, un porto commerciale, un porto peschereccio, tutti di rilevanza nazionale, il transito continuo delle grandi navi da crociera, le confinanti foci del fiume Esino e del Musone, con i loro gravi problemi di inquinamento ed i frequenti sversamenti della rete fogniaria di Palombina e Falconara contribuiscono a rendere generalmente torbide ed inquinate le acquee (spesso vengono emesse delle ordinanze che vietano la pesca ed il consumo dei mitili).

Motivazioni di valore economico e sociale

Il tratto di mare che va dalla falesia del duomo di Ancona sino al porto di Numana, unico tratto con costa rocciosa di notevole richiamo paesaggistico tra decine e decine di chilometri di spiagge sabbiose che si estendono a nord ed a sud dei suoi confini, riveste un centro di gravità per tutte le attività ricreative e sportive, legate al diporto e praticate dai residenti nei comuni di Ancona, Falconara, Sirolo, Numana per estendersi ai comuni di Porto Recanati, Civitanova Marche, Senigallia, Fano e Pesaro.

Nella riviera del Conero sono attivi la Marina Dorica con circa 1600 imbarcazioni, il porticciolo di Torrette che conta 80 natanti, il porticciolo del Fosso Conocchio con i suoi 60 natanti, la Mole Vanvitelliana che ospita 300 imbarcazioni ed il Porto Turistico di Numana con circa 800 imbarcazioni per complessive 2800 unità tra piccole e grandi, situazione che genera un indotto di almeno 20/25 mila cittadini. A questi soggetti vanno aggiunti i diportisti degli altri comuni rivieraschi delle regione e delle altre imbarcazioni italiane e straniere in transito che approdano a Marina Dorica.

La baia di Portonovo, in posizione centrale rispetto alla costa del Conero, costituisce l’unico ridosso del Medio Adriatico utile per la sosta, seppur temporanea, delle imbarcazioni e dei natanti pertanto, limitazioni, anche parziali, alla frequentazione della costa del Monte Conero, sempre nel rispetto della legislazione di tutela delle coste e della navigazione, avrebbero la pericolosa conseguenza di portare ad una lenta ma costante e sicura agonia dei porti turistici e degli approdi interessati, con gravi ricadute economiche, sociali e turistiche. Circa il 30% delle imbarcazioni sopra gli otto metri, ormeggiate a Marina Dorica, appartengono ad armatori di fuori regione che vengono a trascorrere le loro vacanze in Ancona.

A tutto ciò si aggiunga che la offerta turistica non potrebbe ricevere particolari benefici economici dalla ipotetica realizzazione della Area Marina Protetta atteso che la domanda di turismo e dei servizi collegati con il turismo satura ormai da anni la offerta turistica di operatori commerciali e le capacità logistiche e ricettive di cui dispone l’intera area della Riviera del Conero.

Tutela dell’ambiente marino

Le tutele a favore della fauna e della flora marina del tratto di mare interessato dalla ipotesi di realizzo dell’ Area Marina Protetta, sono comunque già ampiamente garantite dalle norme contenute nelle ordinanze della Capitaneria di Porto che, fra l’altro, pone il limite di navigazione ed ancoraggio a 300 metri dalla costa, salvo i seguenti limiti specifici:

• dal Cantiere Navale al Trave: 100 metri dalla linea di costa;

• a levante della scogliera del Trave e per duecento metri dalla radice della stessa: 50 metri;

• da Mezzavalle, fino alla chiesetta di S. Maria di Portonovo: 300 metri;

• dalla chiesetta di S. Maria di Portonovo, fino alla spiaggia dei Sassi Neri: 100 metri.

Salvo qualche raro distratto, i nostri armatori, sicuramente i più interessati alla tutela dell’eco sistema marino che abitualmente frequentano, si attengono a queste regole il cui rispetto è costantemente monitorato oltre che da numerosi mezzi della Guardia Costiera anche da quelli della Polizia, della Finanza e dei Vigili del Fuoco.

Gestione e Costi

I fondi stanziati nel 2014 dal Ministero dell’Ambiente per l’istituzione di quattro nuove aree marine protette , fra cui quella del Conero, sono stati successivamente ridotti dal Ministro dell’Economia e non saranno sufficienti per realizzare l’Area Marina Protetta. I costi per la eventuale gestione corrente saranno solo minimamente coperti da finanziamenti pubblici e la rimanenza sarebbe interamente a carico degli operatori economici, dei soggetti privati coinvolti e dell’intera comunità locale.

Conclusioni

Per le motivazioni che precedono, il Consorzio Vanvitelli, quale socio di riferimento della Marina Dorica Spa ed i Circoli Nautici che partecipano alla sua conduzione, ritenendo che i “contro” siano molto superiori ai “pro”, esprimono la ferma contrarietà alla istituzione dell’Area Marina Protetta della “Costa del Monte Conero”, sebbene possa essere limitata alle sole zone B e C, mentre sono disponibili ad approfondire e valutare la possibilità di realizzare, al largo della costa del Conero, zone di mare destinate al ripopolamento ed al turismo subacqueo, come da progetti già presentati alla Istituzioni Pubbliche.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-04-2021 alle 16:49 sul giornale del 17 aprile 2021 - 211 letture

In questo articolo si parla di politica, marina dorica, area marina protetta del conero, comunicato stampa

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/bXUA





logoEV