Allattamento al seno: benefici e consigli per le neo mamme
Spesso allattare al seno comporta una serie di difficoltà già solo in termini di impegno fisico. Ecco alcune indicazioni per intraprendere l'allattamento in modo sereno e sicuro, con le risposte ad alcune delle domande più comuni.
La nascita di un figlio è un'emozione straordinaria per ogni donna, ma porta inevitabilmente con sé alcune difficoltà legate ai numerosi cambiamenti fisici ed emotivi che avvengono nel giro di pochi giorni. Uno dei primi problemi che le neo mamme devono affrontare già dopo poche ore dal parto è l'allattamento al seno del neonato, che oltre a sancire un legame profondo con il nuovo arrivato, ne favorisce il corretto sviluppo e lo protegge da molte malattie.
Diversi studi, infatti, hanno dimostrato come un bambino alimentato fin dalla nascita con il latte materno sia meno soggetto al rischio di sviluppare infezioni gastrointestinali, difficoltà respiratorie e - a lungo termine - anche obesità, sovrappeso e patologie collegate (come l'ipertensione e il diabete di tipo 2), rispetto ai neonati nutriti con il latte artificiale.
Tuttavia, per una donna che decide di allattare al seno per la prima volta, il percorso da affrontare è spesso lungo e insidioso anche se si è pienamente convinte della propria scelta. I dubbi possono essere tanti: la forma del capezzolo, l'arrivo della montata lattea, la quantità da somministrare giornalmente al piccolo e la capacità di soddisfare le sue richieste. In questo articolo analizzeremo alcuni accorgimenti per facilitare questo processo naturale ed evitare errori.
Cosa mangiare durante l’allattamento al seno?
Quando si allatta al seno una delle prime regole da seguire riguarda l'alimentazione. In fase di allattamento, infatti, i fabbisogni nutrizionali dell'organismo materno aumentano proprio a causa della continua produzione di latte, che richiede un maggior consumo calorico (anche fino a 650 kcal al giorno). Pertanto, il regime alimentare dovrà fornire almeno 500 kcal in più rispetto a prima della gestazione, mentre le restanti 150 verranno garantite dalla metabolizzazione delle riserve lipidiche accumulate durante la gravidanza.
In genere, se si mantiene una dieta sana e variegata, non è necessario assumere dei supplementi alimentari perché le vitamine e i nutrienti di cui necessita la madre sono già contenuti negli alimenti. Disponendo di tutti i nutrienti utili, la ghiandola mammaria sarà perfettamente in grado di produrre il latte in maniera autonoma e “sufficiente”, mentre per evitare al lattante problemi gastrointestinali sarebbe opportuno limitare il consumo di prodotti ittici di dubbia provenienza (che possono accumulare metalli pesanti), alcool e bevande a base di caffeina.
Colostro e montata lattea
Il latte secreto dalle ghiandole mammarie dal quarto mese di gestazione fino alle prime settimane successive al parto viene comunemente chiamato colostro e si presenta con un colore giallastro e una consistenza più densa. L'elevato contenuto di nutrienti utili al rafforzamento delle difese immunitarie contribuisce al corretto sviluppo dell'apparato intestinale del bambino, prevenendo numerose patologie che possono colpire l’intestino, come l’enterocolite necrotizzante.
Durante i primi giorni di vita, bastano piccole quantità di colostro in ogni poppata per coprire il fabbisogno nutrizionale del neonato, senza ricorrere a supplementazioni con formule glucosate o lattee specifiche. Dopo circa dieci giorni dal parto si verifica la cosiddetta “montata lattea”, che consiste nell'avvio della piena produzione di latte da parte delle ghiandole mammarie, ossia il momento in cui il colostro si trasforma in latte “maturo”.
Quando e quanto latte somministrare al bimbo?
Durante i primi giorni di vita non bisogna spaventarsi se si osserva un calo ponderale del bambino rispetto al peso rilevato alla nascita, perché verrà recuperato nel giro di un paio di settimane. L'aumento di peso è, tuttavia, solo uno dei fattori che ci permettono di capire se il quantitativo di latte che il neonato assume è sufficiente: minzioni trasparenti dopo le 24 ore dall'allattamento al seno e l’emissione di feci liquide di colore giallo pallido sono altri segnali di un'adeguata assunzione di latte materno.
Quindi, un bambino che fa dalle otto alle dodici poppate al giorno, che non piange dopo aver succhiato, che sporca almeno quattro-cinque pannolini di urine trasparenti e feci giallastre e morbide è un bambino che di sicuro sta assumendo tutto il latte di cui ha bisogno per crescere sano e forte.
Allattamento e svezzamento
Una delle principali raccomandazione dell’OMS relative all'allattamento al seno è quella di somministrare al bebè solo il latte materno (laddove la produzione materna sia conforme alle sue effettive richieste nutrizionali) per i primi sei mesi di vita e, una volta iniziato lo svezzamento, di alternarlo con i cibi complementari per farlo abituare gradualmente al cambio di alimentazione.
Per favorire il passaggio, tra la sesta e l’ottava settimana successiva parto può essere molto utile conservare il latte della mamma estraendolo con la spremitura manuale o un apposito tiralatte (scoprite quali sono i migliori su questo sito web), in modo da poterlo utilizzare in seguito e condividere l'allattamento anche con il papà.
Questo è un articolo pubblicato il 04-06-2021 alle 07:54 sul giornale del 04 giugno 2021 - 68 letture
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