L'allarme degli ingegneri: "L'asta dell'acciaio farà fermare i cantieri"

Casco giallo operai, cantiere 3' di lettura Ancona 03/08/2021 - L’allarme viene lanciato dall’Ordine degli Ingegneri della provincia di Ancona che individuano nell’aumento smisurato dei materiali la rinuncia a completare o anche solo iniziare le opere.

Da una lato gli aumenti dei prezzi, dall’altro sia pur indirettamente il blocco dei cantieri. L’allarme è lanciato dall’Ordine degli Ingegneri della provincia di Ancona che entra a piedi pari su una questione che rischia seriamente di frenare l’attività cantieristica sul territorio. “Gli aumenti esagerati del prezzo dei materiali ferrosi e dei suoi derivati come l’acciaio da costruzione, l’acciaio da carpenteria metallica, l’alluminio per gli infissi, l’acciaio per le impalcature – spiega Alberto Romagnoli Presidente Ordine Ingegneri Ancona - comportano difficoltà enormi all’avvio o al completamento dei cantieri. Se fossimo al mercato del pesce verrebbe da dire ‘Poco pescato prezzi altissimi’. In una situazione di gare d’appalto già esperite, di contratti già stipulati ed affidamenti già in corso le conseguenze sono particolarmente gravi. Per bene che vada i cantieri pubblici partono con riserve importanti tanto da porre grossi dubbi sulle possibili conclusioni positive degli appalti. Nella maggior parte dei casi invece le ditte non iniziano nemmeno i cantieri perché nel momento stesso in cui acquistano il materiale lo acquistano a prezzi talmente elevati che nessun successivo decreto di riallineamento dei prezzi potrà sanare le perdite ormai conseguite”. Gli effetti possono sentirsi soprattutto su luoghi ‘sensibili’, come le scuole ad esempio.

“Perché questo quadro – prosegue Romagnoli - determina pesanti incertezze nell’organizzazione temporale dei cantieri. Nessuno riesce ad aprirli non sapendo se avrà continuità delle forniture Si pensi infatti all’edilizia scolastica, che proprio nei tre mesi estivi deve trovare la soluzione ai problemi che non può risolvere nei successivi mesi, a scuole piene. Si pensi anche alle parti infrastrutturali o alla semplice asfaltatura delle strade dove determinate lavorazioni possono avvenire solo con temperature che non siano quelle rigide invernali. Non si inizia certo una scuola se non c’è certezza che i lavori finiranno a settembre”. La questione può anche essere allargata all’edilizia privata soprattutto in riferimento alla riqualificazione energetica con il Superbonus al 110 per cento. “Senza contare l’assenza di impalcature che chiama direttamente in causa la sicurezza sul lavoro”.

Cosa occorre fare quindi secondo gli ingegneri? “Emanare immediatamente un decreto revisione prezzi che sappia senza meno affrontare da subito il fenomeno, non rimandando alle medie annuali dei rincari, bensì a quelle momentanee; monitorare assolutamente i prezzi praticati dal mercato e le quantità disponibili dai produttori dei materiali più importanti quali acciaio, legname, infissi, cappotti… allungare immediatamente il tempo di esecuzione degli appalti privati oggetto delle detrazioni del 110% della riqualificazione energetica; creare una norma derogatoria che allinei alle necessità dei tempi attuali quanto era stato già contrattualizzato anche solo pochi mesi fa non prevedendo, in quel caso, la automatica revisione dei prezzi. Si dia oggi ai Rup. ed alle stazioni appaltanti la possibilità - per legge - di derogare alle rigidità contrattuali concepite anche solo pochi mesi fa in scenari completamente diversi”.


da Ordine degli Ingegneri della Provincia di Ancona





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-08-2021 alle 12:47 sul giornale del 04 agosto 2021 - 278 letture

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